MICHAEL THONET – CHARLES RENNIE MACKINTOSH

La prima sedia prodotta in serie e una sedia – scultura caratterizzata dall’altissimo schienale. La funzionalità fa da controcanto al gusto per la decorazione.è nata nel 1859. La sedia, progettata da Michael Thonet, è stata la prima destinata alla produzione di serie. La sua realizzazione si fonda sulla piegatura del legno massello, tecnica perfezionata da Thonet negli anni ’40. Questa innovazione permette di comporre la seduta con soli sei pezzi e la semplicità di montaggio consente di spedire ben 36 sedie smontate in una confezione di un metro cubo. Distribuite in tutto il mondo sono state destinate soprattutto ai luoghi pubblici, grazie alle linee pulite e alla robustezza. Dopo 150 anni la sedia 214 è ancora in produzione e si calcola ne siano stati realizzati più di 50 milioni di pezzi. Produzione, Thonet.è stata progettata nel 1902 dall’architetto Charles Rennie Mackintosh. Quest’elemento d’arredo costituiva il completamento della casa pensata per l’editore Blackie e sua moglie a Helensburgh, in Scozia, realizzato tra il 1902 e il 1904. Nella residenza si trova ancora il pezzo originale, in bianco, posizionato nella camera da letto. La seduta è  strutturalmente delicata a causa delle sottili gambe posteriori di forma ellittica. Con la sua silhouette particolare, lunga e stretta, ha uno scopo puramente decorativo. Più che una sedia è una scultura, un autentico pezzo d’arte per l’ineffabile armonia compositiva e la meticolosa cura dei dettagli. Riedizioni, Cassina.
Il piano seminterrato di una villa è stato reinterpretato dall’architetto Massimiliano Vinci. La luce che entra dall’alto valorizza i colori tenui delle pareti in quarzite. Sedute con schienale alto “Ingram” di Charles Rennie Mackintosh.
MASSIMILIANO VINCI, architetto
Nato a Roma nel 1969 studia alla Facoltà di Architettura di Roma “La Sapienza”, dove si laurea nel 1999. Il tema della decostruzione, affrontato durante gli studi, con la naturale revisione del linguaggio spaziale architettonico, è quello ricorrente nella sua opera, caratterizzata da una poetica fatta di forte articolazione dei volumi, di integrazione tra spazi interni ed esterni, di apertura e attenzione verso l’ambiente naturale.

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Pubblicato in FARE

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