Memoriale per la libertà


Museo – Gore Memorial, Dakar – progetto: ODB Architects

Su un lembo di terra che presso Dakar si protende nell’oceano, il ricordo dello schiavismo si manterrà ammantato di speranza in un museo, progettato da ODB Architects, che è come una vela.

E’ uno dei segnali di risveglio del Continente nero. Il concorso fu bandito alla fine degli anni Novanta dall’Unesco e dall’Organizzazione dell’Unità Africana. Si voleva un museo che ricordasse il lungo periodo durante il quale l’Africa è stata terreno di caccia per i trafficanti di uomini. Come sito per il Memoriale della tratta degli schiavi è stato scelto un lembo di terra che da Dakar, la capitale del Senegal, si protende verso il mare. E’ il punto più occidentale di tutto il continente. Il progetto presentato da ODB Associati è risultato vincitore tra 290 partecipanti da 37 diversi paesi.

Fondato nel1988 da Ottavio
Di Blasi (nella foto) e Paolo
Simonetti, ODB Architect di
Milano opera nel campo della
progettazione, a livello territoriale, urbanistico, per complessi edilizi residenziali, commerciali, industriali per il tempo libero e lo sport, ristrutturazione (un esempio a
pag. 32) e riqualificazione di edifici esistenti.
Ottavio Di Blasi

Il luogo del Memorial è una grande piazza di 180 m di diametro sul mare. Il villaggio che qui sorgeva è stato colpito dal sisma: a un certo punto si è spezzato in due parti. Un striscia di mare si insinua in quella frattura scavata nella terra. Nel progetto, come le valve di una stessa conchiglia, due edifici complementari si sviluppano lungo una linea di questa frattura, simboli di un’unità ritrovata, e interagiscono tra di loro ergendosi a "monumento" del XXI secolo. Proiettato verso il cielo e l’oceano, un volume concavo che richiama una vela gonfiata dal vento accoglie il centro di documentazione e ricerca, amministrazione e archivi.

Racchiuso su se stesso come una sorta di guscio, l’edificio più basso ospita la sala espositiva del museo. La scelta strutturale trae spunto dalle forme naturali e dalle texture proprie della tradizione africana. Il sistema reticolare, che si fonda sulla ripetizione di elementi modulari in cemento armato prefabbricati direttamente sul luogo, consente di sfruttare le tecnologie già disponibili a Dakar economizzando le spese di trasporto.
Un’attenta valutazione delle condizioni climatiche ha guidato la messa a punto del sistema di controllo ambientale degli spazi interni che utilizza la presenza del mare per il raffreddamento dell’aria e la diminuzione del tasso di umidità (che è circa il 90% durante tutto l’anno).

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