MASSIMO CARLI – PROGETTI SEZIONE B – VINCITORE

Residenze BioSisma – Perugia

Il progetto è stato elaborato abbinando alle problematiche bioarchitettoniche le potenzialità offerte dalle norme sismiche emanate con il D.M. del 14 gennaio 2008. Per il primo aspetto si sono seguite le direttive indicate nel Regolamento Regionale dell’Umbria del 9 febbraio 2005. Per il secondo aspetto ci si è riferiti al suddetto D.M. 14 gennaio 2008.
La combinazione delle due esigenze ha condotto all’elaborazione di un progetto che ha sfruttato le significative sinergie derivanti dall’impiego delle tecniche dell’Isolamento alla Base con quelle specifiche della bioarchitettura.
Il progetto è stato impostato su una configurazione d’insieme formata da un basamento unico, sostenuto da isolatori sismici elastomerici del tipo HDRB, sopra il quale sono stati disposti i moduli abitativi disposti in serie.
L’interfaccia dell’isolamento è stata posta alla sommità delle strutture parzialmente interrate del piano garage.
I vantaggi di questa semplice configurazione sono di ottenere sistemi strutturali con prestazioni antisismiche particolarmente elevate, superiori a quelle che, a parità di pericolosità del territorio, si ottengono con qualsiasi soluzione strutturale a base fissa.Le esigenze progettuali sulle quali si basa un sistema di isolamento sismico così concepito presentano interessanti aspetti, che sono: – la realizzazione in zona sismica delle ampie vetrate che controllano la ventilazione dei corpi scala, resa possibile dalla natura del particolare disaccoppiamento dinamico che elimina in maniera pressoché totale la partecipazione delle masse isolate al moto sismico relativo; – l’impiego di materiali per le strutture portanti selezionati in modo indipendente dalla necessità di particolari resistenze meccaniche; – la possibilità di utilizzare il distacco strutturale occupato dai dispositivi di isolamento come spazio utile per il passaggio di una corrente d’aria.Il progetto, biocompatibile ed ecosostenibile, propone un edificio salubre, concepito per  il risparmio energetico e idrico. L’edificio interagirà con l’ambiente prevedendo dotazioni con cui avvalersi degli apporti energetici solari in inverno, contrastando il surriscaldamento estivo. Lo abbiamo poi posto in sintonia con l’intorno: è la morfologia del sito naturale che prevale e orienta le scelte. Una cava racchiude l’area piana di cui il  lotto C57 rappresenta il lembo ultimo e più esterno.
La concavità della cavea è volta a sud-ovest. L’edificio è allungato e leggermente curvato in pianta, disposto sul terreno secondo l’andamento delle curve di livello, in modo da concludere idealmente il grande anfiteatro naturale.
Abbiamo concepito modularmente l’intervento.
Il volume si curva grazie all’interposizione dei cunei rappresentati dai vaniscala/atrii bioclimatici, che fungono da snodo e cerniera. Abbiamo messo in progetto tre blocchi, collegati da due vani scala, per un totale di 12 appartamenti su tre piani. Il posizionamento dei blocchi, i percorsi e gli accessi sono stati effettuati per consentire la realizzazione di altri blocchi.
Si è dotato il nostro edificio di un sistema di isolamento sismico alla base creando un suolo artificiale, su cui la nostra biocasa può sorgere libera dai vincoli della normativa in materia di edificazione, riguardante i dettagli costruttivi necessari per soddisfare i requisiti strutturali delle costruzioni ubicate nelle zone sismiche come Perugia.
Sul nostro suolo artificiale siamo liberi di edificare con criteri analoghi a quelli delle zone non sismiche, privi di requisiti limitativi e in grado di adottare sistemi costruttivi in muratura portante, riducendo l’impiego del cemento armato, ma ottenendo livelli di sicurezza sismica superiori a quelli di qualsiasi altro sistema strutturale a base fissa.Dal punto di vista distributivo, accanto ad alloggi più grandi, dotati di due camere doppie e una singola, abbiamo previsto appartamenti più piccoli, con due doppie, o con una doppia e una singola, fino a quella che può definirsi abitazione-studio, dotata di una camera più spaziosa della media e di una zona giorno articolata in due parti comunicanti, una delle quali può rivestire funzione di seconda camera o di “home office”. Questa configurazione pare oggi molto interessante per famiglie puntiformi.
Elementi caratterizzanti del fabbricato sono i grandi atrii dei vani scala. L’integrazione
architettonica dei pannelli fotovoltaici e solari termici è assicurata da una copertura leggera a due falde asimmetriche, che si raccorda sulla facciata sud a una “seconda pelle” dell’edificio.
Forte elemento di ciclica variabilità dell’assetto esterno del fabbricato sono le serre solari addossate a ogni appartamento. Nella sistemazione degli spazi esterni il recupero idrico si traduce in una ricerca di piacevolezza paesaggistica e percettiva.
Sul lato nord-est, si dispone il complesso “bacino di fitodepurazione” e “laghetto di raccolta delle acque depurate”: il bacino si presenterà come un’area verde, a manutenzione zero, piantumata con piante ossigenanti. L’ulteriore depurazione dell’acqua sarà assicurata da un processo ossigenativo, attuato facendo circolare l’acqua in un “ruscello”. L’alveo del piccolo corso d’acqua sarà costruito con effetto naturalistico, e impermeabilizzato, e l’acqua vi scenderà da piccole cascate. Il percorso pedonale d’accesso diverrà una piccola “passeggiata architettonica” e sarà dotato di luoghi di sosta.

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