Mansarda e spazio fitness

Nella terra del Palladio

Renovation of an attic in an old building of the city centre, with an area for mind and body care.

Progetto: archh. Francesco Bortolini e Chiara Visentin
Servizio e testo di Maria Galati, architetto
Foto di Athos Lecce

La ristrutturazione di una mansarda in un antico palazzo nel centro della città, con una zona dedicata alla cura del corpo e della mente.

Nella città del Palladio, Vicenza, in un palazzo settecentesco del centro storico, gli architetti Chiara Visentin e Francesco Bortolini, titolari di Archidue Studio, hanno ristrutturato parte di un antico palazzo per una giovane coppia con una bambina: la padrona di casa è dirigente di una importante azienda internazionale mentre il marito lavora nel settore della moda. Un buon progetto nasce dall’interazione continua tra progettista e committente; in questo caso, i progettisti, educati e vissuti in luoghi intrisi di storia, l’architetto Visentin, Vicenza, e l’architetto Bortolini, Roma, hanno saputo comunicare ai loro clienti l’importanza di un progetto che conservi le tradizioni architettoniche dei luoghi, indirizzandoli verso materiali che identificassero la loro dimora come parte di un tessuto architettonico ben definito; ma allo stesso tempo hanno seguito la committenza nella scelta di pezzi esotici e di design, che in parte sono stati inseriti in un contesto del tutto nuovo; e come i due architetti ci hanno detto: “Saper ascoltare la committenza per un architetto d’interni è un dono, come il saper disegnare ed ideare; sapere istintivamente come dividere una casa secondo i criteri del vivere bene, lavorando sui dettagli e sul senso dello spazio. Per fare emergere attraverso viste, scorci, prospettive e nuovi punti di vista l’antico spazio che ci è consegnato”. In ultimo e non meno importante è, nel progetto, la rivisitazione di oggetti d’antiquariato in chiave ironica.

In an eighteenth century building located in the old part of Palladio’s city, Vicenza, architects Chiara Visentin and Francesco Bortolani, proprietors of the Archidue Studio, have renovated part of the building for a young couple with baby daughter: the lady of the house is the manager of an important international company, and the husband works in the fashion sector.

The project came about thanks to ongoing interaction between architect and client. In this case the architects, born and bred in historical cities (Visentin in Vicenza, Bortoloni in Rome), have conveyed to their clients the importance of preserving the architectural traditions of a site in a project. In so doing they have directed them towards materials that makes their home fit in with a clearly defined architectural fabric, while also complying with their clients choice of exotic and designer articles, some of which were inserted in completely new contexts. ‘For an interior designer, knowing how to listen to a client is a gift,’ the two architects tell us, ‘as is knowing how to draw and conceive, or instinctively how to arrange a house for quality living, working on details and on a feeling of openness by setting off the former space using new views, perspectives and vantage points.’ A final albeit no less important point of a project is that of giving antiques a new and unexpected use.

PAVIMENTO IN SEMINATO O TERRAZZO ALLA VENEZIANA
Queste pavimentazioni, conosciute come seminato, o terrazzo alla veneziana, vengono eseguite utilizzando resine epossidiche saturate con inerti e levigate come marmi e graniti. Sono pavimenti eseguiti totalmente in opera. Le fasi di lavorazione sono rimaste esclusivamente manuali e tutti i materiali che lo compongono arrivano in cantiere allo stato naturale e separati tra loro; nulla è preconfezionato.

Nella zona pranzo, il tavolo è stato realizzato su disegno; sedie, Comini Modonutti; tessuti francesi, Compagnie di Etoffes; lampada, Fontana Arte; lampada da terra, Catellani & Smith.
Nella zona relax, la chaise longue è una Luigi XV rivestita con velluto zebrato; lampada, FontanaArte. A pavimento è stato posato un seminato alla veneziana. Camino su disegno dei progettisti.

La zona mansardata, presentando una estesa superficie, si prestava alla realizzazione di un appartamento con locali molto ampi: la cucina, la zona pranzo, l’area divani e la zona relax, l’intima saletta del camino, i bagni e le camere. La cucina ha un design essenziale: le ante sono in laminato alla base, di colore bianco, e nella parte superiore prevale l’acciaio: nella cappa e nell’ alzata dal disegno traforato. Il piano di lavoro è in legno, come la penisola. E dalla vita frenetica in due si passa agli spazi concepiti per esprimere al meglio il concetto della convivialità. La zona pranzo, segnata a pavimento dal tappeto a scacchi bianchi e neri in cavallino, appoggiato su un terrazzo alla veneziana di un colore “coccio pesto”, è identificata da un grande tavolo in noce, disegnato dai progettisti, circondato da sedie patinate e rivestite in tessuto zebrato: un accostamento forte edi grande carattere. Oltrepassata la vasta area pranzo, si passa al salone, caratterizzato da una estesa zona divani posta al centro della sta
nza: un design contemporaneo per un’isola di bianchi imbottiti che si affacciano verso l’area home video. Come nel precedente ambiente, pochi e selezionatissimi mobili e oggetti di antiquariato orientale connotano lo spirito della casa. E per un relax al singolare, la zona camino, realizzata su disegno, in mattoni verniciati di nero e in marmorino chiaro, si compone di una confortevole chaise longue Luigi XV, rivestita di velluto tigrato, e di un basso mobile-libreria in teak. La mansarda è illuminata di una luce zenitale che pervade gli ambienti attraverso delle finestre tipo velux, La struttura del tetto è quella originale; la vecchia travatura lignea e le tavelle in cotto sono state recuperate e ristrutturate.

In questa foto: divani Saba; pavimenti in seminato alla veneziana; a parete antico pannello benaugurale cinese.
A destra: lampada da terra, Catellani & Smith; ante di un’antica porta tailandese. Nella zona giorno, pannelli di antiquariato orientale sono stati utilizzati per arredare la casa, dando a questi una funzione diversa da quella originale; la porta attigua al tavolo da pranzo non è altro che la rivisitazione di una porta antica tailandese, a due ante, oggi utilizzata per nascondere una nicchia destinata a mobile bar. La camera da letto è collocata nella zona mansardata; anche qui sono state lasciate a vista le travature lignee e le tavelle in cotto recuperate. A parete è stata utilizzata una pittura ad effetto spugnato, di un colore arancio antico, per creare un’atmosfera più calda e rilassante. L’arredo è semplice ed essenziale. Anche qui, come nel resto della casa, vengono utilizzati tessuti dai decori animalier, molto amati dalla padrona di casa. Una collezione di specchi antichi è stata utilizzata come testata del letto. Due applique veneziane Fortuny illuminano la stanza in modo intimo e raccolto. I bagni sono stati rivestiti a parete in mosaico Bisazza (per la vasca e per le docce) e in marmorino colorato e lucidato, una miscela di pasta di marmo lisciata e cerata che lo rende impermeabile.

I mobili del bagno, realizzati su disegno dagli architetti Francesco Bortolini e Chiara Visentin, hanno le ante colore rosso Cina nel bagno padronale e burro nel bagno degli ospiti, con i piani rivestiti in mosaico Bisazza.
I grandi specchi con cornice dorata danno agli ambienti un tocco di ricercatezza.

COPERTURE IN LEGNO E COTTO
Furono i Greci i primi ad utilizzare, per la costruzione delle coperture di grandi edifici di culto, a partire dal VII secolo a.C, il binomio legno-cotto.
In Italia, questa tecnica si è sviluppata su tutto il territorio, per la scarsa reperibilità di pietra forte e duttile alla lavorazione, e di contro ricca di argille. Senza trascurare, inoltre, la presenza di legno forte, su tutto il territorio,
per la realizzazione dell’orditura dei tetti, in travi e travetti, e per la cottura dell’argilla.

Nella pagina accanto: la cucina, su disegno dei progettisti: mobili cucina, Toncelli; elettrodomestici, Samsung; illuminazione, Catellani & Smith.
In questa pagina: la camera: lampade, Fortuny (Venezia); tessuti e tappeto, Compagnie des Etoffes.

I padroni di casa, visti i ritmi frenetici a cui il loro lavoro li sottopone ed il poco tempo disponibile, hanno chiesto agli architetti Visentin e Bortolini di organizzare loro uno spazio relax/fitness, dove distendere il proprio corpo e la mente. Il piano terreno è stato trasformato in una piccola palestra, munita di macchine ed attrezzi per il fitness. Il locale a disposizione non era grandissimo, ma il gioco di grandi specchi utilizzati come rivestimento delle pareti e la realizzazione di un soppalco hanno creato un effetto di dilatamento dell’ambiente. La pavimentazione dell’area fitness è in resina in colore verde chiaro. La palestra è stata dotata di attrezzature per l’home wellness di Tecnogym, tra cui un runner Spazio Forma, un attrezzo multifunzione Unica, panca attrezzata, bilancieri ecc. Un sistema audio-video della LG e della Bose regala un giusto sound al piacere del movimento. Nella zona fitness la circoscritta area soppalcata, fornita di un basso tatami, diviene angolo relax. A pavimento è posato un parquet in listoni di rovere, la balaustra è un’unica lastra di cristallo temperato. Adiacente alla palestra, sotto la zona soppalcata, si trova il bagno, con ampia doccia rivestita in mosaico verde Bisazza e pareti in rovere naturale, illuminato da faretti ad incasso; attigua al bagno, una parte dell’area è stata destinata alla progettazione della sauna. L’esterno della sauna è in rovere naturale, con porta di vetro temperato. Gli interni sono in Hemlock canadese.

Nel bagno: sanitari, Ideal Standard; rubinetterie, Grohe; illuminazione, Catellani & Smith; a pavimento, seminato alla veneziana; rivestimento in mosaico Bisazza e marmorino.
Sopra: la zona relax, pavimenti in listoni in rovere; lampada, FontanaArte; serie di lampade a sospensione, Ikea.
A fianco: la palestra: macchine, Technogym (runner Spazio Forma, Unica, Panca attrezzata), IPod Apple, Bose, LG; illuminazione: Ikea, FontanaArte, Reggiani; pavimento in resina .

The large surface area of this attic allowed for an apartment with very large rooms: the kitchen, dining area, sofa and relaxation area, the cosy little room with the fireplace, the bathrooms, and the bedrooms. The kitchen has a no-frills design: white-laminated cabinet doors for the base, with steel prevailing in the upper part with the cooker hood and perforated rear shelf support. The worktop is in wood, as is the peninsula. So from living a frenetic life in two, we move to spaces conceived to express the best of the concept of conviviality. The dining area, delimited on the speckled pottery-coloured terrazzo by the chequered white and black pony-skin carpet, consists of a large walnut table designed by the architects, surrounded by patinated chairs upholstered with an eye-catching zebramotif fabric. Beyond the large dining area is the living room with its spacious sofa area placed in the middle. This group of sofas arranged around the home video area has a contemporary design. As with the previous area, a few select objects of eastern antiques denote the spirit of the house. For private relaxation, the custom designed fireplace area with bricks painted in black and light-coloured stucco has a comfortable Louis XV chaise longue covered in a striped fabric, in addition to a low book cabinet in teak. The attic is illuminated with zenital light that pervades the rooms and comes in through the Velux-type windows. The structure of the roof is the original one, the old wooden structure and the terracotta quarries having been restored and reused. In the day area, oriental antique panels have been used to furnish the house, giving them a different function to what they were originally intended for.

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