Luogo civile ed ecclesiale

Testimonianze – Luogo civile ed ecclesiale

Pubblichiamo il testo dell’architetto Massimo Gallione,Vicepresidente del Consiglio Nazionale Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC), in cui si riassumono i principi, gli obiettivi e le modalità del I° Premio Nazionale di Idee "I Sagrati d’Italia".

Il CNAPPC e la rivista CHIESA OGGI architettura e comunicazione della Di Baio Editore, con il supporto degli ordini provinciali degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, hanno indetto il concorso nazionale di idee online a due fasi (provinciale-nazionale) avente per tema la riqualificazione del sagrato. Il concorso vuol proporre una vasta e articolata operazione culturale, che assomma in sé la liberazione di nuove energie creative insieme con un approfondito ripensamento sulla storia delle nostre città e dei nostri paesi.
Arch. Massimo Gallione

Le facciate delle chiese sono spesso precedute da un ripiano abitualmente elevato dal livello stradale con un sistema di gradonature che prende il nome di sagrato. Questo ripiano ha la duplice funzione di creare una zona di rispetto fra il luogo sacro e la pubblica strada o piazza e di conferire, unitamente alla sua scala d’accesso, una sorta di basamento alla facciata. Il sagrato è un luogo di diretta pertinenza della chiesa; nel suo stesso nome è difatti indicato che esso
deve considerarsi luogo dedicato al sacro. In esso molto spesso durante l’Alto Medioevo e poi fino al Rinascimento e, in qualche territorio anche più tardi vennero scavate delle sepolture. Per usi e convenzioni rispettati, in alcuni paesi fino a epoca relativamente recente, il sagrato, come l’interno della chiesa, ha goduto dell’immunità. Sul sagrato si svolgevano durante il Medioevo le sacre rappresentazioni che in qualche regione sono ancora oggi in uso; sul sagrato,
in determinate circostanze, appare il sacerdote, per celebrare riti di accoglienza e sacramentali. L’origine del sagrato va dunque essenzialmente ricercata in ragioni di comodo, ma la sua origine strettamente architettonica si può spiegare con una sorta di semplificazione o trasformazione del portico. In antico infatti lo spazio culturale era nelle migliori soluzioni anticipato da un quadriportico.

Per informazioni, infobari@archiworld.it
Sul sito Web www.sagrati2004.architetturaitalia.it potete trovare il bando del I° Premio Nazionale di Idee
di Architettura "I Sagrati d’Italia".

Il sagrato può anche essere accostato, specie per l’idea della scala d’accesso, al pronao che precede l’ingresso di molti templi pagani, tanto da costituirne l’evoluzione nell’ambito della diversa concezione religiosa cristiana. Qualora non diversamente individuato, per consolidata memoria storica documentata, ai fini del presente concorso si individua come area di intervento quella identificata dal ribaltamento della facciata del fronte principale della chiesa, sia esso pubblico o privato. Il progetto dovrà riferirsi a un contesto ambientale reale, individuato e proposto dal concorrente. Le finalità del concorso sono molteplici: progettare la riqualificazione di sagrati ordinari, privilegiando quelli di pertinenza di chiese di centri minori , risolvere il problema dell’identità, proporre soluzioni per ampliarne le funzioni, affrontare i problemi subentrati nei processi di trasformazione urbana, affrontare eventualmente i problemi in ordine alla proprietà, possesso, uso, gestione onde individuare la possibile committenza.

I° Premio Nazionale di Idee di Architettura "I Sagrati d’Italia"

I componenti delle Giurie provinciali nominati da CHIESA OGGI architettura e comunicazione

ABRUZZO
Pescara
Teramo
L’Aquila
Chieti
BASILICATA
Potenza
Matera
CALABRIA
Catanzaro
Cosenza
Crotone
Reggio Calabria
Vibo Valentia
CAMPANIA
Napoli
Caserta
Benevento
Avellino
Salerno
EMILIA ROMAGNA
Bologna
Ferrara
Rimini
Ravenna
Forlì-Cesena
Modena
Reggio Emilia
Parma
Piacenza
FRIULI-VENEZIA GIULIA
Trieste
Udine
Pordenone
Gorizia
LAZIO
Roma

Viterbo
Rieti
Latina
Frosinone
LIGURIA
Genova
Imperia
La Spezia
Savona
LOMBARDIA
Milano
Pavia
Mantova
Sondrio
Varese
Lodi
Lecco
Cremona
Como
Brescia
Bergamo
MARCHE
Ancona
Ascoli Piceno

Don Antonio De Grandis
Arch. Rita Cerino
Don Claudio Ranieri
Arch. Claudio Ciofani

Don Vito Tedesca
Don Michele Leone

Arch. Natale Proto
Arch. Fulvio Terzi
Arch. Antonio Romanò
Arch. Domenico Marfia
Arch. Rosario Bruni

Padre Edoardo Parlato
Don Ernesto Rascato
Don Sergio Ingegno
Mons.Tarcisio Gambalonga
Ing. Matteo Adinolfi

Arch. Roberto Terra
Arch. Chiara Montanari
Mons. Andrea Baiocchi
Mons. Guido Marchetti
Mons. Paolo Giuliani
Don Adriano Tollari
Mons.Tiziani Ghirelli
Don Alfredo Bianchi
Mons. Domenico Ponzini

Don Roberto Gherbaz
Don Sandro Piussi
Arch. Ugo Perut
Arch. Lino Visintin

Mons. Renzo Giuliano
Prof. Arch. Paolo Portoghesi
Arch. Giusto Puri Purini
Don Ugo Falesiedi
Prof.ssa Ileana Tozzi
Arch. Ferruccio Pantalfini
Don Fabio Fanisio

Arch. Guido Risicato
Mons. Fiorenzo Gerini
Don Paolo Cabano
Don Carlo Rebagliati

Mons. Luigi Crivelli
Arch. Luigi Leoni
Arch. Paolo Tacci
Arch. Stefano Tirinzoni
Mons. Gianfranco Poma
Arch. Giuseppe Cerutti
Arch. Graziano Tognini
Don Achille Bonazzi
Mons. Giuliano Signorelli
Arch. Fausto Simeoni
Don Arch. Diego Tiraboschi

Arch. Sandro Stoppa
Arch. Donatella Forconi

MARCHE
Macerata
Pesaro-Urbino
MOLISE
Campobasso
Isernia
PIEMONTE
Torino

Asti
Biella
Cuneo
Vercelli
Novara
PUGLIA
Bari
Foggia
Taranto
Brindisi
Lecce
SARDEGNA
Cagliari
Nuoro
Oristano
Sassari
SICILIA
Agrigento
Caltanissetta
Catania
Enna
Messina
Palermo
Ragusa
Siracusa
Trapani
TOSCANA
Firenze
Arezzo
Grosseto
Livorno
Lucca
Massa-Carrara
Pisa
Pistoia
Prato
Siena
TRENTINO ALTO ADIGE
Bolzano
Trento
UMBRIA
Perugia
Terni
VALLE D’AOSTA
Aosta
VENETO
Venezia
Verona
Vicenza
Padova
Belluno
Rovigo
Treviso

Mons. Prof. Germano Liberati
Prof. Giuseppe Cucco

Arch. Alberto Di Tommaso
Arch. Laura Pannoni

Don Luciano Vindrola
Don Luigi Cervellin
Prof. Giuseppe Varaldo
Prof. Luciano Orsini
Arch. Fabrizio Gagliardi
Arch. Olga Ronchetti
Don Giovanni Michele Gazzola
Don Gianluca Gonzino
Don Carlo Maria Scaciga

Arch. Ignazio Carabellese
Arch. Francesco Lepore
Don Giuseppe Russo
Prof. Giacomo Carito
Arch. Raffaele Parlangeli

Don Gianpietro Garau
Don Sebastiano Corrias
Arch. Giovanni Gallus
Padre Francesco Tamponi

Arch. Giuseppe Ingaglio
Arch. Giuseppe Di Vita
Arch. Ugo Cantone
Don Antonino Rivoli
Arch. Francesca Passalacqua
Mons. Giuseppe Randazzo
Giuseppe Antoci
Mons. Giovanni Accolla
Don Pietro Messana

Arch. Saverio Mariotti
Arch. Michele Liberatori
Ing. Arch. Mario Luzzetti
Arch.Vincenzo Greco
Arch. Pietro Carlo Pellegrini
Arch. Nicola Gallo
Mons.Waldo Dolfi
Don Luciano Tempestini
Arch. Don Daniele Scaccini
Don Walter Pala

Arch. Helmut Maurer
Don Ambrogio Malacarne

Arch. Fabio Palombaro
Arch. Angelo Zampolini

Don Paolo Curtaz

Arch. Ettore Vio
Arch. Don Tiziano Brusco
Mons.Virginio Sansun
Arch. Claudio Seno
Arch. Alberto De Biasio
Arch. Mario Nervanti
Don Rino Giacomazzi

Il progetto dovrà proporre la riqualificazione del sagrato tenendo conto delle diverse possibilità attribuibili: ripristinare l’identità del sagrato specificandolo nei confronti dello spazio esterno, prevedendo interventi di arredo urbano e con la creazione di spazi adatti a manifestazioni di diversa natura, quali per esempio mostre all’aperto, incontri organizzati,
proiezioni multimediali. Inoltre, si dovrà riorganizzare lo spazio in misura della sua funzione rituale e sociale, prevedendo interventi finalizzati all’abbattimento delle barriere architettoniche. Non solo, ma anche restituire qualità architettonica alle periferie delle nostre città; proporre alternative per le funzioni acquisite in seguito e estranee al sagrato (per esempio posteggio, passaggio, sito di bancarelle e altro) prevedendo il riuso funzionale degli spazi interrati, eventualmente con la collocazione di un parcheggio ipogeo e con la definizione degli spazi per le attività della
comunità, quali per esempio luoghi di ritrovo per giovani e anziani, laboratori per le attività culturali, spazi attrezzati per il tempo libero. Infine, data la valenza sociale, si dovranno connettere eventualmente al sagrato, qualora sia significativo per il contesto, i luoghi sotterranei o portici affiancati, onde ampliarne le funzioni di accoglienza e di socializzazione. A questi e altri significati che oggi può assumere il sagrato i concorrenti potranno aggiungere qualsiasi
idea che le tecnologie attuali consentano di sviluppare, nell’ambito della realistica e proponibile fattibilità dell’idea progettuale, quand’anche queste non siano verificate rispetto agli strumenti urbanistici vigenti. Il premio nazionale di idee di architettura «I sagrati d’Italia » non prevede l’attribuzione di premi in denaro e non presuppone il conferimento di incarichi di alcun tipo. Il premio consiste nella pubblicizzazione delle idee progettuali presentate, da attuare nelle seguenti forme: alla conclusione del premio, con la proclamazione dei vincitori, tutti gli elaborati dei progetti selezionati
da ciascun ordine provinciale aderente all’iniziativa saranno inseriti nel sito
internet ufficiale del premio; i dieci progetti vincitori exaequo e i 15 progetti segnalati exaequo, scaturiti dalla selezione nazionale, andranno a far parte della pubblicazione monografica che verrà messa a stampa dalla rivista Chiesa Oggi: architettura e comunicazione della Di Baio Editore e diffusa
a livello nazionale in circa 110 mila copie; gli stessi progetti saranno esposti in una o più mostre
multimediali, con evidenza del livello nazionale; gli enti banditori si adopereranno altresì a diffondere, nelle sedi e con le modalità che riterranno più opportune, i progetti segnalati o ritenuti meritevoli. Inoltre, a tutti i gruppi concorrenti o concorrenti singoli verrà rilasciato un attestato di partecipazione all’iniziativa; ai dieci progetti vincitori ex aequo e ai 15
progetti segnalati ex aequo verrà conferito da parte del comitato scientifico il premio «I sagrati d’Italia», consistente nel «Tangram dell’architettura 2004» e nel rilascio di uno specifico attestato. Con la partecipazione al premio si intende concessa automaticamente agli enti banditori l’autorizzazione all’utilizzo, per le finalità sopra elencate, dell’elaborato presentato. Il premio è aperto alla partecipazione degli iscritti, alla data del 13 settembre 2004, agli ordini degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori dello stato italiano. La partecipazione può avvenire, nell’ambito delle rispettive competenze, sia singolarmente sia attraverso la formazione di un raggruppamento.
La partecipazione in forma singola o in qualità di capogruppo può avvenire solo in riferimento a un’area rientrante nell’ambito territoriale del proprio ordine di appartenenza e solo nel caso quest’ultimo abbia aderito all’iniziativa. Pertanto, gli interessati ad aree presenti in ambiti territoriali diversi da quello del proprio ordine di appartenenza e gli
iscritti agli ordini che non abbiano aderito all’iniziativa possono partecipare al premio solo quali componenti di un raggruppamento, avente come capogruppo un iscritto all’ordine cui si riferisce l’area di intervento prescelta.
Il comitato scientifico è composto dal professor don Carlo Chenis (presidente) e dagli architetti Massimo Gallione e Giuseppe Maria Jonghi Lavarini. Nella commissione tecnica nazionale siedono gli architetti Lauretta Musso e Caterina Parrello. Ogni ordine provinciale aderente all’iniziativa nomina un proprio referente o, nel caso di più soggetti, una propria commissione tecnica. Presso ogni ordine provinciale aderente all’iniziativa si costituirà una commissione
giudicatrice. Questa sarà composta da un numero dispari di componenti e dovrà prevedere almeno il presidente in carica dell’ordine (o suo delegato architetto iscritto nel medesimo ordine) con funzioni di presidente; uno o più architetti iscritti al medesimo ordine, nominati dal consiglio, uno o più esperti di architettura religiosa nominati da Chiesa Oggi: architettura e comunicazione. I lavori della commissione giudicatrice provinciale si chiuderanno con la segnalazione alla comm ssione tecnica nazionale presso il Cnappc dei progetti ritenuti meritevoli, che dovrà avvenire entro il 15 ottobre 2004. La commissione giudicatrice della fase nazionale, nominata dal comitato scientifico, è composta da monsignor Giancarlo Santi (presidente, e dagli architetti Sandro Benedetti, Maurizio Campo, Ferruccio
Favaron, Maria Carmela Frate. I lavori della commissione giudicatrice nazionale (…) termineranno entro il 29 ottobre 2004.

Arch. Massimo Gallione
Vicepresidente CNAPPC

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