Lucio Fontana


Il personaggio di Casa felice

Lucio Fontana è stato un artista, pittore e scultore italiano, fondatore del movimento spazialista. Sin dal 1949, infrangendo la tela con buchi e tagli, egli superò la distinzione tradizionale tra pittura e scultura. Lo spazio cessò di essere oggetto di rappresentazione secondo le regole convenzionali della prospettiva. La superficie stessa della
tela, interrompendosi in rilievi e rientranze, entrò in rapporto diretto con lo spazio e la luce reali. Le sue tele monocrome, spesso dipinte a spruzzo, portano impresso il segno dei gesti precisi, sicuri dell’artista che, lasciati i
pennelli, maneggia lame di rasoio. Tutto è giocato sulle ombre con cui, specie la luce radente, sottolinea le soluzioni di continuità. Nato in Argentina, dove visse fino a sei anni e tornò durante la Seconda guerra mondiale, Fontana giunse alla sua poetica meditando la lezione del barocco, in cui, come egli scrisse, le figure pare abbandonino il piano e continuino nello spazio. Del movimento spazialista egli fu il fondatore e il più noto rappresentante, presto affermato anche sul piano internazionale. Come gesti apertamente provocatori vanno intese certe sue tele monocrome che, quali i buchi e i tagli, scandalizzarono il pubblico anche per la facilità con cui è possibile rifarle. Numerosi furono infatti i falsari, ma pochi con un segno altrettanto sicuro. Fontana, per cautelarsi, scrisse sul retro di ogni tela frasi insensate, semplice appiglio per una perizia calligrafica.

Lucio Fontana
al lavoro ritratto
da Ugo Mulas.

Auto e arte

Un connubio non nuovo per la Fiat e che si rinnova ancora una volta con l’ultima iniziativa del Mirafiori Motor Village che da oggi offre alla città di Torino un nuovo spazio espositivo dedicato a tutte le arti visive.
Si chiama Mirafiori Galerie, una vera e propria galleria d’arte ispirata ai passage couverts di Parigi, che viene inaugurata in coincidenza con il secondo compleanno del Mirafiori Motor Village, con la mostra "Nero Assoluto", esposizione di opere d’arte contemporanea, grafiche, video, sculture e fotografie realizzate da una ventina di autori. La direzione artistica dello spazio, che conferma l’impegno del Mirafiori Motor Village di partecipazione alla vita della città, è affidata a Ideale, un ente no profit impegnato nella salvaguardia, conservazione e valorizzazione dei
beni culturali. “Si tratta di uno spazio inedito per la città e per un luogo come questo” sottolinea il direttore artistico Luisella D’Alessandronato. “L’interesse di Ideale riguarda soprattutto i fondi familiari che saranno messi in rete e dei quali è già in corso un censimento a livello nazionale. Il nostro obiettivo è la loro valorizzazione che per noi significa far conoscere queste opere”.

FIAT 500 – Omaggio a LUCIO FONTANA.

Movimento spazialista
Il movimento spazialista è nato intorno al 1950, fondato da Lucio Fontana. Il primo testo teorico alla base della nascita dello Spazialismo è stato ideato da Fontana nel 1946 a Buenos Aires, in Argentina: il cosiddetto "Manifiesto Blanco", dove si iniziano a delineare le urgenze di un superamento dell’arte come sino ad allora concepita e ormai
"stagnante", inserendo le dimensioni del tempo e dello spazio. I pittori spazialisti non hanno come priorità il colorare o dipingere la tela, ma creano su di essa delle costruzioni che mostrano agli occhi del passante come, anche in campo puramente pittorico, esista la tridimensionalità. Il loro intento è dar forma alle energie nuove che vibravano nel mondo
del dopoguerra, dove la presa di coscienza dell’esistenza di forze naturali nascoste, come particelle, raggi, elettroni premeva con forza incontrollabile sulla "vecchia" superficie della tela. Tali forze troveranno lo sfogo definitivo nel rivoluzionario gesto di Fontana, che bucando e tagliando la superficie del quadro, fece il passo finale di distacco dalla "vecchia" arte verso la nuova arte spaziale.

Oltre all’iconico taglio del caposcuola Fontana vanno ricordate le più note ricerche degli altri artisti spazialisti: Mario Deluigi ha inciso la tela grattandone il colore e creando con i suoi graffi fantasmagoriche nuvole di scintille che prefiguravano i movimenti delle particelle nella luce. Roberto Crippa ha ricreato sulla tela vertiginose spirali nelle quali si può riconoscere la forma intima dell’energia, come nelle orbite degli elettroni attorno all’atomo.

 

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