LETTO MONUMENTALE in un piccolo monolocale

Tratto da:
La camera da letto N°3
LETTO MONUMENTALE
in un piccolo monolocale
 

In una porzione di laboratorio dismesso, un giovane professionista single ha organizzato per viverci un guscio molto personale colorato e luminoso. La zona notte è pensata come una nicchia essenziale, dove il grande letto è appoggiato sopra un capace ripostiglio e vi si accede con due gradini mobili.

Cosa fare quando si è giovani, scapoli e si gioca ad essere fuori schema? Si vive in un loft ben attrezzato dove tutto è in vista, anche i momenti di intimità, per far vedere che la propria vita è trasparente e non c’è nulla da nascondere. È veramente un modo di essere giovani, quasi senza rete. Questa fluidità degli spazi, questa luce che illumina dappertutto, questi materiali nuovi dai colori violenti e innaturali, tutto questo contribuisce a creare una atmosfera disinibita dove si percepisce che l’irrazionale non è di casa. Perché qui siamo giovani e intelligenti.

L’angolo per la notte con grande letto poggiato su un capace ripostiglio e rinserrato tra la parete e la credenza. Si sale e si scende dai piedi grazie a due gradini mobili in legno. Dal letto si può vedere il salotto e viceversa.

Era un sugherificio in una zona periferica di Milano, adesso è una serie di abitazioni di artisti e professionisti rampanti in una zona “giovane” della città. Il single che la abita è titolare di una prestigiosa società di catering, una di quelle ristorazioni volanti che improvvisano lunch e party in qualsiasi spazio lo si voglia. È con lo stesso criterio che ha imbastito la sua abitazione dove in pochi metri quadri c’è tutto, anche un letto matrimoniale. E con molto colore, sense of humor e charme. Molto solare, questo open space ruota tutto intorno all’imponente zona cucina, illuminata direttamente da uno dei finestroni di ricordo industriale e, di sera, da una serie di lampade a sospensione in alluminio satinato. Al padrone di casa piace cucinare e sul piano di lavoro della cucina ha appeso in bella mostra gli strumenti da cuoco dilettante che gli competono. Così scolapasta, fruste, grattugie, spremiaglio, mestoli e schiumarole diventano elementi quasi di culto in una composizione sorprendentemente decorativa. È evidente che è una persona a cui piace invitare a tavola senza formalismi. Un modo, quello informale, che caratterizza tutta la casa, anche e soprattutto per quanto riguarda il letto, che è audacemente disposto in bellavista, protetto di lato da una credenza.

L’ambiente d’ingresso utilizzato come angolo del computer da cui s’intravede l’ottocentesco tavolo da pranzo e il moderno sistema cucina.

I colori qui giocano un ruolo da protagonisti. Il verde acido delle sedie pieghevoli è quello nuovissimo del metacrilato, in questo momento molto amato dai designers che fanno tendenza. Il celeste pastello del bagno appartiene alla stessa famiglia cromatica alquanto tecnologica, mentre il plaid in cui è avvolto il letto esibisce colori più caldi e tradizionali ma sempre accesi. L’unico elemento che ha materia e patina artigianali è il tavolo da pranzo dell’800, un simbolo di tradizione che probabilmente riflette gli interessi culinari del proprietario: in una casa molto moderna il cibo è ancora quello prodotto tradizionalmente secondo metodi naturali. A questi colori fanno da sfondo un pavimento con moquette beige chiaro e pareti (con il soffitto) assolutamente bianche, che grazie ai riflessi della luce sul pavimento prendono una tonalità calda. L’angolo più avveniristico è invece quello nello spazio laterale, che ha funzioni di passaggio, dove è stato inserito un mensolone per tutti gli strumenti telematici che in una casa moderna non possono mancare. Usufruisce di una larga e abbondante finestratura che aumenta l’effetto di profondità prospettica. Un’osservazione conclusiva: nonostante l’organizzazione aperta dei volumi questo interno comunica una sensazione di rilassante privacy.

Appartamento a Milano, in zona ticinese
Realizzazione di Andrea Comella
Testo e foto di Simone Reggiori

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