IL CAMINO delle Alpi

Una mansarda ritagliata dal sottotetto a spioventi di una tipica baita di montagna. Una geometria raccontata dal lineare rincorrersi di travi in legno che riscaldano e decorano gli ambienti, fungendo parallelamente da arredi, come nel caso della mensola che corona il camino, e struttura portante, con tanto di soffitti e tamponamenti. Le varie nature del legno si confrontano su livelli diversi. Nello spazio giorno il gioco di rimandi impegna l’occhio dal pavimento in tavolato lasciato al naturale, che si ripiega nei gradini, al piano cucina, di un tono più chiaro, fino ad arrivare alla fuga luminosa costituita dalla piccola finestrella sul fondo, anch’essa incorniciata in legno. Proprio da questa apertura si intravede una eco dei monti circostanti, con un’architettura fatta di materiali locali, quasi a disegnare un mimetico paesaggio artificiale, che si confonde nella neve e coi tronchi degli abeti. Anche il camino vive un contatto diretto con il luogo, rivestito da rocce sbozzate e sovrapposte, che legano il focolare alla linea dei gradini e unito al disegno generale della casa attraverso un’architrave ligneo sgrossato.

1. L’esterno è quello delle case alpine con il sottotetto in legno e il balcone ligneo corrente per tutto il piano. Un sempice gesto, un festone in aghi d’abete e pigne, dà vita e calore all’ingresso.
2. Questa vista svela la struttura della baita. Nascosto dall’ombra del ballatoio, uno stralcio di muro è stato messo a nudo dagli anni. La calce viva si è scrostata e ha lasciato il posto ad un’ossatura in legno e a tamponamenti in pietra locale sbozzata, utilizzata anche all’interno, per il definire la bocca dl focolare.‘Alte nel cielo azzurro le mie montagne hanno sulla cima un grande mantello dorato, quando già le ombre abbracciano le campagne tranquilla la notte avvolge Pragelato. Si accendono allora nel gran cielo le stelle ed un pezzo di luna spunta sull’Albergian, le lucciole vanno con le loro candele portando il sogno dell’uomo lontano…’ (REMIGIO BERMOND, 1992). Cresciuto attorno ad un’abbazia benedettina della fine del IXX secolo, il comune di Pragelato conta 452 abitanti. Il nome antico ‘prata gelato’, comunica il carattere del luogo dal clima piuttosto rigido, che lo ha reso famoso per le gare di sci.

3. Geometrie pure intagliate nell’abete costituiscono lo scenario di un arredo essenziale proveniente da ambienti ed usi diversi.
In primo piano una seduta girevole in pelle rossa, dal carattere molto più urbano che montano, richiama il primo sguardo veloce.
È poi la volta della credenza in acciaio lucido con maniglioni esili e lineari, come all’interno di una cucina professionale
4. Nella zona pranzo troviamo un altro oggetto storico di recupero: seggiole in legno e paglia che richiamano un’atmosfera ecclesiastica, complete, di mensolina sullo schienale per contenere i libretti
5. Il camino è atavico con la pietra del fuoco a pavimento, la grande cappa intonacata, decorata da una mensola in legno e il focolare aperto.

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