Legna e pellet


Testo di Roberto Summer

La legna è uno dei materiali più preziosi offerti dalla natura. Fin dall’antichità preistorica è stata utilizzata dall’uomo non solo per riscaldarsi, ma anche per la costruzione di oggetti e utensili vari. Il progresso della tecnica ne ha reso possibile anche l’utilizzo nell’edilizia, nell’industria navale, e nella produzione industriare per ottenere ad esempio la cellulosa con la quale si fa la carta. La legna, infatti, è formata essenzialmente da cellulosa e lignite.
Contiene anche altre sostanze, come le resine di cui abeti e pini sono ricchi, e molta acqua.
La legna è l’unica fonte di energia presente in natura realmente rinnovabile e, se bruciata correttamente, emette la stessa quantità di anidride carbonica assorbita dalla pianta per vivere e crescere, inserendosi perfettamente nel ciclo della natura, o la stessa che la pianta emetterebbe decomponendosi nel bosco.
La combustione della legna è in perfetto equilibrio con l’ambiente. Infatti, quando si brucia la legna, viene emessa nell’ambiente anidride carbonica, la quale viene assorbita da altre piante attraverso le foglie, mediante il processo di fotosintesi clorofilliana, per produrre altre sostanze nutritive per la pianta e ossigeno per l’ambiente.
Carbone, gasolio, gas, i combustibili fossili comunemente utilizzati, invece non sono rinnovabili e inquinano l’ambiente.
Infatti bruciando liberano nell’atmosfera enormi quantità di anidride carbonica accumulata in milioni di anni e di altri minquinanti, aumentando l’effetto serra. Occorre tener presente che la legge del 15/01/1994, n. 65 che ratifica la convenzione dell’ONU sui cambiamenti climatici e gli accordi di Kyoto del 1997, impone severe misure sulla riduzione delle emissioni dei gas serra quali l’anidride carbonica. In quest’ottica le fonti di energia rinnovabili come la legna e le biomasse legnose possono contribuire positivamente al raggiungimento degli obiettivi prefissati. Si ha quindi una rivalutazione della risorsa legno in conseguenza del degrado ambientale a cui stiamo andando incontro.
La legna presenta diversi vantaggi quale fonte di energia alternativa perché:
– è ecocompatibile
– è economica
– è una fonte di energia rinnovabile
è disponibile localmente e contribuisce a un valido sostegno economico delle attività silvicole e quindi delle zone di colline e di montagna, che spesso sono in gravi difficoltà di sopravvivenza economica.

LE FORESTE
Contrariamente a quel che molti pensano, il patrimonio forestale italiano gode ottima salute, ed è in continua espansione da circa 150 anni.
Attualmente, boschi e foreste coprono circa un terzo dell’intera superficie del Paese, per un totale di circa 9 milioni di ettari, e questa superficie va ampliandosi di anno in anno, e migliorando in qualità e resa per ettaro. Secondo l’Ufficio
Statistica del Corpo Forestale dello Stato, la massa boschiva italiana aumenta di circa 30 milioni di metri cubi all’anno, di cui solo un terzo sfruttato economicamente (sopratutto per legna da ardere, che costituisce da sola circa il 60% del consumo).
Attualmente, quindi, il “capitale” di legna depositato nei boschi italiani si accresce di circa 20 milioni di metri cubi ogni anno. Questo andamento dipende sia dalle politiche forestali dello Stato e delle Regioni, soprattutto dal dopoguerra ed oggi, sia dall’abbandono di terreni agricoli in zone collinari e montane, che sono state rimboscate artificialmente o sono state ricolonizzate spontaneamente dal bosco.

ESSERE INDIPENDENTI
Non solo: bruciare legna rende più indipendenti.
Una crisi politica può provocare un aumento del prezzo del petrolio, uno sciopero dei trasportatori bloccare le consegne di gasolio o gpl, un’interruzione di corrente fermare radiatori elettrici e caldaie a gas, una nuova finanziaria
aumentare le tasse sui combustibili…
La stufa a legna continuerà allegramente a bruciare ed a mantenere caldi. Per le persone che amano essere, almeno in parte, padrone della propria vita, il riscaldamento a legna è una delle poche occasioni rimaste per esercitare questo
controllo.
Potrete procurarvi da soli la vostra legna, oppure trattare da pari a pari con chi ve la fornirà, piuttosto che avere a che fare con una anonima e distante multinazionale per cui siete solo un numero. E se il vostro fornitore non vi soddisfa,
potrete cambiarlo, o presentargli le vostre rimostranze, con qualche concreta possibilità che questo lo induca a comportarsi meglio.

ECONOMICITA

Il riscaldamento a legna è il più economico disponibile oggi. Lasciando da parte i fortunati possessori di terreni boscosi, anche se dovrete pagare per averla, otterrete un decisivo vantaggio economico dall’investimento in un buon
impianto a legna. Da una stufa di qualità con un rendimento del 70%, bruciando un chilo di legna stagionata (umidità massima del 20%) al costo di 15/20 euro al quintale, si ottengono circa 2500 calorie utili, un costo per caloria
variabile dalle 0,006 alle 0,008 centesimi. Da un metro cubo di metano, al costo di 0,8 euro circa, con un rendimento del 90%, si ottengono circa 8000 calorie utili, con un costo per caloria di 0,010 centesimi, per non parlare del costo in
aree disagevoli da rifornire, dove si arriva ad oltre 2 euro/mc. Per una casa che richiede 10.000 Kcal/h per essere riscaldata, un’ora di riscaldamento a metano costerà 1 euro (10.000 x 0,010), un’ora di riscaldamento a legna costerà
dai 60 agli 80 centesimi!

Usare legna consente risparmi dal 30 al 50% sul costo del riscaldamento. Il denaro risparmiato bruciando legna è l’unico denaro che cresce sugli alberi…

LA LEGNA GIUSTA
Ai fini del riscaldamento, occorre accertarsi che le caratteristiche della legna soddisfino alcuni requisiti importanti da non trascurare, il più importante dei quali è senz’altro la corretta stagionatura o essicazione, in altre parole la
legna deve possedere il giusto grado di umidità intorno al 10-15%, per cui assume importanza anche il periodo dell’anno in cui viene tagliata (dovrebbe coincidere con il periodo invernal
e). La corretta stagionatura permette di
disporre di un combustibile dall’ottima resa e poco inquinante. La conservazione deve avvenire in luoghi riparati e ben aerati, già tagliata opportunamente in pezzi adeguati al focolare che la deve ricevere. Occorre tener presente che anche le dimensioni del taglio hanno la loro importanza a seconda della fase di combustione in cui ci troviamo, del tipo di focolare (stufa, caminetto, caldaia) e della convenienza economica (i pezzi piccoli costano di più di quelli grandi per via del maggior spreco che si genera durante il taglio e del maggior tempo che occorre impiegare).
La legna si suddivide in legna dolce e legna dura in base al peso in kg di un metro cubo di materiale. La legna dolce che pesa circa 300 – 350 kg/mc è quella di abete, pino, pioppo, ontano, castagno, salice, mentre la legna forte
che pesa circa 350 – 400 kg/mc è quella di olmo, quercia, leccio, faggio e frassino.
La legna dolce si accende facilmente, si consuma in fretta e sviluppa una fiamma lunga e la si usa nei forni che richiedono un lungo giro di fiamma. La legna forte invece è più compatta, la combustione è più lenta con fiamme corte, dura di più ed è più adatta al riscaldamento domestico.
La legna da ardere, ai fini del riscaldamento, presenta caratteristiche diverse a seconda della varietà di pianta dalla quale è ricavata.
Non tutti i legni sono uguali e le caratteristiche circa il tempo di essicazione ed il potere calorifico variano da pianta a pianta.
Il potere calorifico dipende dal tasso di umidità e dalla sua densità.
I legnami di qualità ottima sono la quercia, il frassino, il faggio, l’acero, gli alberi da frutto meno il ciliegio.
Di qualità discreta sono invece il castagno, la betulla, l’ontano.
Di qualità accettabile sono il tiglio il pioppo e il salice. Da evitare in generale i legni resinosi.
Il potere calorifico dei differenti tipi di legna dipende molto dalla loro umidità e di conseguenza la potenza delle caldaie o delle stufe è direttamente influenzata dal tipo di legna impiegato, in media una legna ben stagionata
ha un potere calorifico di 3200 kcal/kg. Il pellet – Per vari motivi, è sicuramente una delle biomasse più utilizzate.
Esso viene ottenuto attraverso delle semplici lavorazioni meccaniche, sottoponendo la segatura del legno finemente lavorata o gli scarti vegetali agricoli ad altissime pressioni.
Il materiale viene poi contemporaneamente fatto passare attraverso una filiera con fori di dimensioni che vanno dai 6 ai 12 millimetri, ed il calore sprigionato durante queste fasi di lavorazione attiva l’effetto legante della lignina, una sostanza naturale presente nel legno, che ne determinerà poi la compattezza nel tempo e la sua caratteristica forma a cilindro.

In passato gli scarti del legno come la segatura venivano invece buttati o utilizzati solo in parte, mentre oggi grazie all’invenzione del pellet ed una sempre maggiore coscienza ambientale, questi materiali residui hanno una seconda vita ed un utilizzo pari al 100%. Il pellet è quindi un prodotto totalmente naturale e molto rispettoso dell’ambiente. Sicuramente il pellet rappresenta una validissima alternativa ai tradizionali combustibili da riscaldamento: è facilmente reperibile, pratico da trasportare, ecologico, economico e sicuro. Il pellet viene confezionato in sacchi da 15 Kg, di minimo ingombro, che ne agevolano il trasporto, inoltre non sporca e non fa polvere quando viene manipolato. La qualità principale del pellet è data dalla sua elevata resa termica (superiore all’80%) e dal suo bassissimo residuo finale di ceneri (0,58%).
Notevoli sono i vantaggi del pellet:
– a parità di calore prodotto, risulta essere decisamente meno caro rispetto al petrolio o al gas;
– essendo un materiale di origine biologica, abbassa notevoltente le emissioni di anidride carbonica rispetto ai combustibili fossili a parità di resa calorica;- rispetto alla legna da ardere ha una densità molto più alta: quindi occupa uno spazio minore e può essere facilmente trasportato sfuso, in sacchetti o in cisterne;
– il prezzo del pellet è stabile ed affidabile e non risente di tutti quei fattori che invece determinano i cambiamenti di prezzo del gas o del petrolio, come ad esempio le guerre;
– vista la sua elevata densità e il suo basso tenore di umidità (8÷12%), minore rispetto alle legna da ardere, brucia quasi completamente raggiungendo altissime temperature, limitando le quantità di ceneri e di residui come il catrame e favorendo una pulizia più veloce della stufa o della caldaia;
– essendo un materiale di origine vegetale, può essere prodotto ovunque ed è quindi una risorsa inesauribile;
oggi esistono anche piccole macchine per la produzione fai da te. Il pellet è sicuramente un prodotto di facile
utilizzo. In particolare se confrontato con la legna da ardere, può esssere paragonato ai tradizionali combustibili da riscaldamento come il gasolio o il metano. Infatti, oltre alla elevata resa calorica, il pellet è estremamente leggero e
compatto, è facile da trasportare ed è "fluido" come un vero e proprio liquido, non a caso viene trasportato anche con delle autocisterne.
Grazie a tutte queste sue caratteristiche, il pellet garantisce anche un’ampia autonomia e può essere immagazzinato in grande quantità in appositi ambienti o in silos, interni ed esterni più o meno grandi in base alle proprie necessità.
L’unica precauzione da prendere è quella di mantenere il pellet asciutto perchè teme l’umidità.
ll pellet è utilizzato con diversi sistemi di riscaldamento: si va dalle diffusissime stufe domestiche ai sistemi di riscaldamento centralizzato come termocaldaie e termocamini che, oltre a scaldare gli ambienti, provvedono alla
produzione di acqua calda sanitaria.
Al di la delle differenze di utilizzo, comunque tutti questi sistemi hanno grosso modo lo stesso principio di funzionamento che è tutto automatizzato: il pellet dal suo serbatoio passa attraverso una coclea che porta fino alla camera di combustione, qui cade in un braciere dove avviene la combustione che genera il calore che servirà a scaldare l’aria o l’acqua. La combustione è favorita da una ventola che introduce aria e che è regolata automaticamente, da una centralina programmabile, assieme alla velocità di scorrimento del pellet.
Le ceneri prodotte cadono sotto il bracere i
n un apposito contenitore mentre i fumi seguono forzatamente il tubo di scarico predisposto. Il tutto avviene in un ambiente chiuso e separato dall’esterno.
Il vasto panorama dei sistemi di riscaldamento che utilizzano il pellet come combustibile è in continua evoluzione.
Oltre a modelli di camini, stufe e caldaie automatiche sempre più sofisticate ed efficienti, esistono modelli di ultima generazione che utilizzano sistemi di comando a distanza per l’accensione, lo spegnimento e la regolazione attraverso
i telefoni cellulari, garantendo una maggiore libertà di utilizzo.
Infine da sottolineare anche il lato estetico e il design di questi modelli.

IL GRANITO
BIANCO DI MONTORFANO

Il granito bianco del Montorfano è una roccia magmatica intrusiva a struttura granulare caratterizzata da una forte presenza di silice.
Trattandosi di un granito, la composizione mineralogica dipende dall’associazione tra quarzo (presente in granuli aggregati dall’aspetto vetroso), minerali della famiglia dei feldspati (ortoclasio, di colore bianco “sporco” e plagioclasio, di colore bianco latte) e minerali accessori. Si tratta di un granito a biotite (visibile come puntini neri su un fondo biano, bianco-grigiastro).
Per le sue caratteristiche tecniche e per l’aspetto esteriore, il granito Bianco di Montorfano si è conquistato un posto di tutto rilievo nell’utilizzo sia a livello di edifici pubblici che privati, anche se, pur appartenendo alla stessa formazione geologica, probabilmente è un po’ meno famoso del granito Rosa di Baveno. Si tratta di un granito di età permiana (circa 275 milioni di anni) di colore bianco, bianco – grigiastro con punteggiature nere. Può essere significativo partire dall’osservazione della più grande cava attualmente esistente sul Montorfano che può essere effettuata direttamente dal piazzale antistante la stazione ferroviaria di Verbania. Si può notare una tipica struttura a gradoni derivante
dal moderno metodo di coltivazione del giacimento.

L’edificio stesso della Stazione FS presenta un largo esempio di impiego del granito Bianco, sia con lavorazione grezza (basamento) sia con lavorazione più ricercata (davanzali ed architravi) che mettono in luce l’abilità degli scalpellini locali (“picasass”). Lungo la strada asfaltata che conduce a Montorfano, è possibile vedere sulla destra un deposito di blocchi di granito bianco (che permettono di valutare meglio le dimensioni reali della cava) e grosse macine, uno degli utilizzi del granito fin dai secoli scorsi. Sulla sinistra si erge una colonna non completamente lavorata: si tratta di un manufatto scartato che avrebbe dovuto far parte di una delle 82 colonne della Basilica di San Paolo Fuori le Mura a Roma. Tra questi materiali primeggia il Granito Bianco Montorfano, coltivato direttamente da CO-VER Natural Stone nella cava di proprietà a Mergozzo (VB).

 

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