Le vetrate del Sacro Cuore di Gesù a Garniga (Trento)


ARTE LE VETRATE DELLA CHIESA DEL SACRO CUORE DI GESÙ A GARNIGA (TRENTO)

La luce plasma lo spazio e le vetrate ne rivelano l’anima. Nella chiesa di Garniga (v. CHIESA OGGI 83/2008), le vetrate sono state studiate dal maestro Albano Poli, come un racconto che accompagna la liturgia e si inoltra nella teologia. La scelta dei colori e il dinamismo che si compie nel loro accostamento ed elaborazione, compone una sinfonia che si svolge agli occhi di chi si inoltra nella chiesa.
VETRATE DI FACCIATA Rosone del Sacro Cuore di Gesù, fuoco e acqua. “Tu sei fuoco che arde sempre e non consuma. Sei Tu che consumi col Tuo calore ogni amor proprio dell’anima. Tu sei fuoco che toglie ogni freddezza e illumini le menti con la Tua luce, con quella luce con cui mi hai fatto conoscere la Tua verità.” (S. Caterina da Siena, Dialogo della Divina Provvidenza).
Il mistero del cuore umano si esprime nella circolarità dell’opera. Il cerchio è figura geometrica in cui inutilmente si cercherebbe un punto d’inizio o di termine e il cromatismo oscuro di fondo vuole rendere la complessità dei moti dell’animo in cerca della verità, spinto dall’amore. C’è un vivace contrasto tra il rosso che allude alle fiamme d’amore e i frammenti di giallo, piccole chiarezze raggiunte nel cammino verso la verità. Nelle due vetrate laterali al portale d’ingresso è stata rappresentata rispettivamente a destra e a sinistra l’immagine dell’acqua rigeneratrice e di redenzione e l’immagine del fuoco, fiamma di purificazione e glorificazione.

Dall’alto, in senso orario: vetrata di facciata, per il battistero; seconda vetrata della navata sinistra,
attraversata dal colore proiettato dal rosone; vetrata di facciata, nella penitenzieria; la pianta della chiesa,
con la collocazione delle varie vetrate.

VETRATE NAVATA SINISTRA La navata comincia il suo percorso verso l’abside con una vetrata dai colori tenui, sui toni del giallo e del rosa, a rappresentare l’aurora.
Il colore viola che la attraversa verticalmente e si spande nella parte inferiore si riprende poi anche nella monofora successiva che, rossa, percorsa dalla goccia di sangue rosso vivo, rappresenta un inno di riconoscenza alla redenzione che ci ha aperto la via della salvezza. La monofora che segue rappresenta il grande sole, simbolo della potenza di Cristo, vita dell’anima risanata dal sangue del Signore.
VETRATE NAVATA DESTRA Il colore predominante è l’azzurro nelle varie sfumature, essendo vicine al fonte battesimale. Nella prima monofora vi è la stella del mattino: la Vergine, simbolo della luce nelle tenebre, piccolo punto luminoso come cometa nel cosmo. “Già all’origine eri presente nella promessa da cui si muove la storia del mondo: ‘Verrà una donna…’.” (P. Davide Maria Turoldo).
CAPPELLA DEL SANTISSIMO Pane, Spirito Santo. Nel rosoncino è stato rappresentato il pane, simbolo eucaristico che, abbracciato dalle spighe, richiama nella forma l’ostia consacrata. Nella lunetta della cappella è stato raffigurato lo Spirito Santo e la Sua luce sotto forma astratta di colomba, che su uno sfondo rosso si staglia brillante ed impetuosa.
PORTALE D’NGRESSO“Varcare la porta della chiesa è un gesto carico di significato, costituisce un traguardo, un punto di arrivo che preso in senso spirituale indica conversione…
Entrare in una chiesa è entrare nella storia di fede di una comunità.” (Mons. Ambrogio Malacarne, Gli spazi liturgici della celebrazione rituale). Al centro del portale uno squarcio nel metallo crea un gioco di luci e ombre e i lembi di questa apertura, quasi cartigli arrotolati, divengono maniglie.

 

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