LE SUPERFICI VESTONO LA CASA


Milano. Ristrutturazione di un appartamento di 130 mq degli anni ‘70. Progetto Valentina Stephan e Pierpaolo Bassi, architetti.

Alla base di questa realizzazione vi è il comportamento virtuoso dei progettisti, che anziché imporre il proprio punto di vista si sono fatti interpreti dei desideri dei clienti proponendo soluzioni semplici ma originali.

Progetto di Valentina Stephan e Pierpaolo Bassi, architetti
Testo di Walter Pagliero
Foto di Margherita del Piano

La creazione di un nuovo ambiente di vita è interessante solo se le persone che lo progettano sono interessanti. Può essere il padrone di casa ad avere delle idee, ma solitamente è l’intervento dell’architetto a essere risolutivo. Nei casi migliori tra le due parti, i committenti e gli architetti, s’instaura un dialogo che porta a un risultato valido e soddisfacente per entrambi. C’è poi il caso, raro e fortunato, dove l’architetto si trasforma in detective ed esplora nella mente del cliente i segni e i sintomi di un potenziale immaginario abitativo, per portarlo alla luce, farlo crescere, maturare e prendere forma. L’interno qui fotografato potrebbe essere un esempio di tale felice congiuntura. Ma sentiamo la voce di uno dei due architetti che hanno firmato il progetto, la gentile Valentina Stephan: “Ogni volta che mi trovo a dover fare architettura d’interni, sento che per me è una sfida. Una sfida nei confronti dello spazio da rimodellare e l’inizio di una “lettura” delle componenti in gioco che mi stimola a proseguire in nuove dimensioni, senza sapere cosa troverò e dove andrò a finire. Ma sono cosciente che il risultato finale sarà la sintesi di molte varianti, con in primo piano le esigenze dei proprietari, il loro budget e il feeling instaurato tra di noi.” In questo caso le richieste dei proprietari erano di poter godere di un più ampio spazio nel soggiorno (rispetto a quello esistente realizzato negli anni ‘70), di inglobare la cucina con il pranzo e la zona conversazione, di avere un guardaroba capiente togliendo gli armadi dalla camera da letto e, infine, di poter contare su due bagni entrambi molto confortevoli. Richieste ragionevoli, in linea con ciò che oggi gli architetti già propongono. Qui la gestione degli spazi è stata abbastanza facile.

Significativi nell’area giorno la parete luminosa, molto scenografica in fil di ferro a tutta altezza, Knikerboker e il lampadario sopra il tavolo da pranzo “Big bang” di Enrico Franzolini e Vicente Garcia Jimenez, Foscarini. I pavimenti in resina sono stati realizzati da Mikodesign.

Era agevolata dalla presenza di finestre, anche di ampie dimensioni, su entrambe le esposizioni (cortile interno e giardino), ma limitata dalla struttura portante (travi e pilastri) che ha condizionato molte scelte.
Due erano invece le cose che i committenti assolutamente non volevano: il parquet e le piastrelle.
“Sentivo che su questo rifiuto dovevo lavorare – dice a questo proposito l’architetto – era mio compito cercare e proporre cose nuove in sintonia col loro gusto. Così per i rivestimenti e i pavimenti abbiamo creato delle texture particolari appoggiandoci a due specialisti che lavorano con le resine e i composti cementizi, Andrea Buzzi e Simona
Ceccarelli dello studio Mikodesign. Per il pavimento del bagno degli ospiti abbiamo ricreato l’effetto “ruggine fiammante” presente sulla lamiera di corten utilizzata per le due porte che fronteggiano la zona giorno. Per il bagno padronale abbiamo fatto invece una scelta più rigorosa e “grafica”: si è diviso il pavimento in due parti, una realizzata in resina grigio antracite e l’altra in resina bianca su cui contrastano i sanitari grigi. Poi sono state realizzate a mano sulle pareti delle righe grigie orizzontali, mentre il lavabo resinato ha decori e sfumature che vanno dal grigio fino all’argento.”

Nel bagno ruggine: sanitari “Easy 02”, Pozzi Ginori; lavabo “Eco 2”, Antonio
Lupi; rubinetteria “QB” , Newform; scaldasalviette “Snake”, Scirocco; soffione
doccia, Condor rubinetterie. Nel bagno blu: sanitari grigi “Frozen”, Simas; rubinetteria
“Basi Q”, Newform; anche il lavabo è stato resinato come le pareti e i pavimenti
realizzati da Andrea Buzzi e Simona Ceccarelli, Mikodesign.

Biografia

VALENTINA STEPHAN E PIERPAOLO BASSI, architetti
Si sono laureati nel 1999 al Politecnico di Milano e insieme nel 2006 hanno aperto uno Studio a Milano . Vi è una distribuzione del lavoro secondo le attitudini: Valentina Stephan si occupa del progetto di massima, dei rapporti col cliente e con l’impresa, Pierpaolo Bassi dell’elaborazione dei disegni e di tutta la parte tecnica.

Qualità dell’intervento

Centralità del progetto: gli spazi interni sono stati riorganizzati: il living accoglie soggiorno, pranzo e cucina. Si sono aggiunti un bagno e uno spazio guardaroba.
Innovazione: un pannello luminoso in filo di ferro separa la cucina dal pranzo.
Uso dei materiali: molta fantasia nei pavimenti in resina e composti cementizi, con decorazioni parietali realizzate a mano.
Nuove tecnologie: impianto di condizionamento inserito nelle controsoffittature.

 

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