Le schede

I beni culturali della Chiesa sono la componente più importante nell’ambito del nostro patrimonio artistico culturale: non solo per il valore più importante in assoluto, inteso come ricchezza materiale, ma singolarmente come la più vasta testimonianza della cultura, del pensiero e della creatività dell’Uomo. Quindi un valore inestimabile e irripetibile ancor più se conservato nel suo contesto storico e ambiente naturale, perché meglio così può esserne compreso il significato nella sua interezza, compreso quello di “strumento di aiuto di quella nuova evangelizzazione di cui il Santo Padre parla in tutti i suoi contenuti”. Patrimonio dunque che va protetto come dovere primario di noi italiani che ne siamo i “depositari” e come diritto di impedire che vada disperso per l’incuria del tempo o peggio ancora per mancanza di attenzione e quindi tutela. Il contributo di ogni singolo concorrerà alla conservazione e quindi all’arricchimento dei beni che ci appartengono per storia e per tradizione oltre che nel senso materiale, che si è detto, ancora più nell’insieme di tutti quei valori spirituali che contraddistinguono la nostra creatività ben nota in tutto il mondo che fa del nostro Paese meta ambita di visite turistico-culturali, uniche ed affascinanti.
a cura di Gjlla Giani

Località: Maddaloni (CE)
Nome della chiesa: S. Agnello o S. Aniello
Nome del Parroco: Mons. Scarpa
Oggetto segnalato: Chiesa e campanile
Caratteristiche: Chiesa di fondazione paleocristiana, contenente colonne, basi e capitelli di spoglio romani, e campanile romanico
Costo di intervento: L. 650 milioni
Segnalato da: Arch. Simona Vitelli, Caserta

“La chiesa si trova attualmente in uno stato di abbandono tale da mortificare la coscienza di quanti sono sensibili al recupero dei valori della tradizione. Il mio vuole essere un modesto tentativo di divulgazione di una realtà architettonica significativa per le sue valenze storico artistiche, ma purtroppo dimenticata”, scrive Simona Vitelli che su tale chiesa ha realizzato la sua tesi di specializzazione, corredata da elaborati grafici che costituiscono materiale utilizzabile da chi eventualmente volesse interessarsi a un tentativo di recupero. Nel suo complesso la chiesa si presenta come un aggregato di interventi di epoche diverse, sovrapposti fino all’Ottocento. Dell’epoca attuale reca i segni del degrado e dell’abbandono, della spoliazione selvaggia e della sovrapposizione di elementi estranei e incompatibili con la chiesa stessa. La facciata presenta un coronamento mistilineo settecentesco, in sostituzione della conclusione ‘a capanna’. Il colore predominante all’esterno è il rosa. Tutte le superfici presentano macchie di umidità e tracce di muffe. Date le condizioni generali dell’edificio, appare quasi stupefacente che la campana abbia potuto resistere al suo posto. All’interno dell’aula il tema della conchiglia si presenta come dominante: oltre che sopra la parete absidale esso ricompare a coronamento dei capitelli delle colonne. Su parte delle superfici interne compaiono ancora tracce di pitture murali di carattere ornamentale.

 

Un particolare dell’angolo di contatto tra chiesa e campanile L’interno, verso il "conchiglione" ottocentesco dell’abside Vista prospettica della navata centrale e delle navate laterali

 

 

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