LE SCHEDE

I Beni culturali della Chiesa sono la componente più importante nell’ambito del nostro patrimonio artistico culturale: non solo per il valore più importante in assoluto, inteso come ricchezza materiale, ma singolarmente come la più vasta testimonianza della cultura, del pensiero e della creatività dell’Uomo. Quindi un valore inestimabile e irripetibile ancor più se conservato nel suo contesto storico e ambientale naturale, perché meglio così può esserne compreso il significato nella sua interezza, compreso quello di “strumento di aiuto di quella nuova evangelizzazione di cui il Santo Padre parla in tutti i suoi contenuti”. Patrimonio dunque che va protetto come dovere primario di noi Italiani che ne siamo i “depositari” e come diritto di impedire che vada disperso per l’incuria del tempo o peggio ancora per mancanza di attenzione e quindi tutela. Il contributo di ogni singolo concorrerà alla conservazione e quindi all’arricchimento dei beni che ci appartengono per storia e per tradizione oltre che nel senso materiale, che si è detto, ancora più nell’insieme di tutti quei valori spirituali che contraddistinguono la nostra creatività ben nota in tutto il mondo che fa del nostro Paese meta ambita di visite turistico-culturali, uniche e affascinanti.

PARROCCHIA DI S. STEFANO DI NICEA AD ARCHI (REGGIO CALABRIA)
Località: Archi, Quartiere CEP (R. C.)
Nome della Chiesa: S. Stefano di Nicea
Nome del Parroco: P. Angelo Epis
Oggetto segnalato: La chiesa stessa
Caratteristiche: Edificio in calcestruzzo a vista
Costo di intervento: 300.000,00
Segnalato da: Arch. Maria Rosaria Fascì, Reggio Calabria

S. Stefano di Nicea, il volume in cemento armato a vista costruito negli anni ’70 In primo piano il campo giochi e la vecchia chiesetta preesistente

Adagiata sul mare Jonio, lungo lo Stretto di Messina, Archi è stata costruita attorno a un insediamento del medio Paleolitico. L’abitato è delimitato dai torrenti Scacciotti a nord e Lupardini III a sud. Zona originariamente agricola, di mezzadri e commercianti di bestiame fino agli anni ’60, con una popolazione di 3.000 abitanti, subì un notevole rivolgimento sociale con due successivi interventi di edilizia popolare, il secondo dei quali nei primi anni ’80. Oggi è un complesso dedalo di edifici con circa 30.000 abitanti. S. Stefano di Nicea si trova all’interno del quartiere CEP. La sua prima pietra venne posta nel 1971; i lavori furono completati nel 1981. La sua struttura portante è realizzata con tre grandi telai prolungati che costituiscono un prisma triangolare rigido. Ai piloni del prisma si avvolgono, a guisa di girandola, tre muri circolari antisismici. Accanto alla chiesa di S. Stefano di Nicea si trova la vecchia chiesa costruita nel 1960, attualmente in pessime condizioni. I lavori per la costruzione della canonica cominciarono nel 1986 e cessarono nel 1992. La sua struttura è in cemento armato mentre le tamponature esterne sono eseguite con mattoni forati e malta cementizia. L’edificio in forma circolare, a tre piani, ospita i locali per il ministero pastorale e si congiunge alla sacrestia. La parrocchia si trova oggi in un periodo di forte ripresa che la vede punto di ritrovo per i giovani del quartiere che quotidianamente si incontrano nei troppo poco accoglienti locali parrocchiali. Gli interventi previsti sono i seguenti.

Il corpo delle opere parrocchiali, ancora privo di rivestimento esterno La vecchia chiesetta da demolire

Per la chiesa nuova, ripristino della copertura con applicazione di una lamina sottile di rame; ripristino dei cornicioni; realizzazione sull’intero volume di un intonaco applicato a tre strati, in modo tale da rendere le superfici similari al cemento faccia a vista, il tutto completato da tinteggiatura con materiali impermeabilizzanti traspiranti; adeguamento liturgico dell’aula celebrativa e tinteggiatura degli interni; collocazione di infissi in alluminio. Sacrestia e canonica: intonaco nuovo a tre strati e intervento di deumidificazione. Demolizione della vecchia chiesa e risistemazione dell’area. Realizzazione di gradoni per posti a sedere con scale laterali davanti al campo da gioco.
Arch. Maria Rosaria Fascì

 

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