Le regole d’oro Raffaella Tione


La pulizia del vostro camino

Testi: Raffaella Tione

Tutti i proprietari di abitazione dovrebbero prendere seriamente la responsabilità di avere un camino ed essere a conoscenza delle principali norme di manutenzione e sicurezza che comporta ospitare un fuoco crepitante e che riscalda l’atmosfera familiare ma che può diventare anche un pericolo se non siamo in grado di ben governarlo.
Ecco un breve prontuario con suggerimenti e consigli per le principali funzioni relative al suo utilizzo.

Quando pulite il camino tenete presente che la cenere calda va sempre depositata in un contenitore di metallo per almeno 24 ore prima di essere buttata via, infatti qualche residuo ancora acceso potrebbe essere causa di un incendio
se buttato nella spazzatura.
Mai mettere fuori dalla camera di combustione pezzi di carbonella fumanti perché producono monossido di carbonio, un residuo di combustione molto pericoloso.
Utilizzate paletta in ferro (serve a togliere la cenere anche quando è molto calda) e spazzola in metallo, ha l’aspetto di una piccola scopa, vi permetterà di pulire il camino anche in presenza di lapilli ancora non perfettamente spenti.
Esistono in commercio anche aspiracenere per la raccolta di cenere fredda da tutti i tipi di caminetti e stufe. Pulisce anche i pavimenti dalla terra, trucioli, segatura ecc. Sono facili da usare e da pulire: la cenere e i materiali aspirati
si depositano all’interno del fusto senza rovinare o intasare.

La pulizia della canna fumaria

È importante richiamare l’attenzione sulla pulizia della canna fumaria da eseguirsi con professionalità e da affidare a chi sa come effettuarla nel rispetto della sicurezza e per evitare disastri nella stanza che lo ospita.
Bisogna sapere che i combustibili solidi, quando bruciano, producono polveri, acidi, ceneri e sostanze catramose. L’insieme di questi materiali viene aspirato della canna fumaria, dove si deposita in gran parte sotto forma di fuliggine.
Quando il deposito di fuliggine è eccessivo, si forma uno strato di spessore che riduce la capacità aspirazione della canna fumaria, riducendone il diametro.

In queste immagini prodotti realizzati da Celsius Italia.

Conseguenze estreme di questo stato di cose possono essere l’ostruzione della canna fumaria, specialmente nelle sue parti ricurve con rischio di dispersione dei fumi nell’ambiente che ospita il camino o in vani ai piani superiori (nel caso la canna fumaria non sia stata ben isolata, infatti il fumo può trovare crepe o interstizi per nuove vie d’uscita
soprattutto in edifici d’epoca o storici) finanche al rischio di incendi nel camino.
Tre i motivi principali, quindi, per un periodico controllo:
. Il rischio di incidenti: il risanamento, la pulizia e il controllo programmato delle canne fumarie eliminano il rischio di incidenti da corrosione, oppure incidenti dovuti a ritorno del monossido di carbonio.
. Il risparmio energetico: una manutenzione ordinaria e la messa a norma della canna
fumaria possono evitare l’aumento del consumo del combustibile, una cosa che sicuramente avviene con un impianto sporco o non idoneo.
. La salvaguardia dell’ambiente: il controllo dei tiraggi e delle combustioni diminuiscono in maniera sostanziale le emissioni nocive nell’atmosfera e le ricadute di particole incombuste nell’ambiente circostante.

Accendere il fuoco

Accendere il fuoco in un camino può essere più faticoso che accendere una stufa.
I camini aperti hanno in generale maggiori difficoltà di tiraggio, specialmente se si tratta di grossi camini con canne fumarie in muratura, infatti essi richiedono una grande quantità di calore per incominciare a”tirare”.
Per accelerare il riscaldamento della canna e facilitare l’accensione, è conveniente posizionare la legna su una griglia, perché i ceppi siano bene areati e si accendano e si scaldino più facilmente e rapidamente.
Questo naturalmente aumenta il rateo di combustione della legna, ma in certi camini è indispensabile.
Se non si dispone di una griglia o non la si vuole utilizzare perché il camino, una volta avviato, tiri bene, si può creare un rialzo con dei ceppi di legna verde, che entreranno poi a far parte della combustione, o utilizzare degli alari, che potranno poi essere rimossi.

Preparare il fuoco come per una stufa, con dei fogli di giornale accartocciati, poi dei pezzetti di legna molto secca, ed infine 2 o 3 ciocchi di legna più grande e sempre molto secca.
Porre i ciocchi di legna con il lato spaccato verso la carta, perché questo lato si accende più facilmente che non quello coperto di corteccia.
Costruire la pila di legna il più possibile accostata al fondo del focolare.
Può essere conveniente aprire una finestra, perché il camino abbia almeno al momento dell’accensione a disposizione un grande volume d’aria.
Controllare che la valvola sia completamente aperta, poi,avendo avvolto qualche foglio di giornale a mo’ di torcia, accenderlo e spingerlo in alto, fin d
ove si può, nella cappa, per cominciare a scaldare la canna fumaria ed avviare un
minimo di tiraggio.
Sarà meglio indossare dei guanti per questa operazione.

Infine, con l’ultimo pezzo di “torcia”, accendere la carta posta alla base del fuoco.
Se conoscete qualche formula propiziatrice, pronunciatela pure senza vergogna.
L’accensione del fuoco mantiene ancora la valenza di un rito.
Se si vuole che il camino irraggi più calore, porre un grosso ciocco verso il fondo, con pezzi più piccoli verso la bocca, se invece il camino irraggia troppo, fare l’operazione inversa, mettendo un grosso ciocco di traverso sul fronte
del camino, o sugli alari, lasciando il fuoco nascosto dietro di esso.
Non appena acceso il fuoco, porre davanti ad esso un parascintille, a meno che non lo si resti a controllarlo da vicino, e non si stia bruciando legna così secca che non scoppietta.
In generale è sconsigliabile lasciare il fuoco di un camino aperto senza sorveglianza, specie senza parascintille, e non si deve mai lasciare l’abitazione lasciando il fuoco acceso nemmeno per brevi lassi di tempo.

Spegnere il fuoco

Se si deve uscire di casa inaspettatamente o se si deve spegnere rapidamente il fuoco, cercare di renderlo il più possibile innocuo.
Lanciare secchiate d’acqua non sempre è una buona idea, può essere pericoloso, ed anche inefficace su uno strato di carboni accesi, a meno che non si usi una manichetta da pompiere.
Infatti con il getto dell’acqua il fuoco sembra spegnersi, ma il calore dei carboni può essere tale da far rapidamente evaporare l’acqua e da riportarli la brace accesa.

La cosa migliore sarebbe separare i ciocchi il più possibile, spingerli verso il fondo del focolare, e coprirli con uno strato estremamente abbondante di cenere sicuramente spenta, o di sabbia umida, che avrete conservato per ogni necessità presso il camino, sistemare il parascintille nel modo più chiuso possibile, chiudere la valvola del camino, allontanare il più possibile oggetti ed arredamento infiammabili dal camino, e confidare nella vostra assicurazione. Meglio ancora togliere i ciocchi dal camino, con l’aiuto delle pinze, della paletta e dei guanti, dopo averli separati e sabbiati, e riporli in una apposita scatola metallica, da riporre, chiusa, in luogo sicuro.
In linea generale, tenere a portata di mano un estintore in efficienza è senz’altro sicuro e previdente.

Attrezzi e accessori

Tra gli accessori per l’utilizzo del camino, oltre alle griglie, agli alari ed ai parascintille, di cui si è già accennato ci sono, naturalmente altri attrezzi, che, oltre ad essere utili, fanno inevitabilmente parte del “look” del focolare, e possono
essere oggetti di arredamento quanto il camino stesso.
Il set tradizionale di attrezzi comprende una paletta, una scopetta, le pinze e l’attizzatoio.
Paletta e scopetta sono utili per la pulizia del camino, le pinze aiutano a posizionare i ciocchi con precisione, ma lo strumento principe del camino è l’attizzatoio, col quale smuovere i ciocchi per ravvivarne la fiamma, cosa che sembra di per sé creare un intima soddisfazione nell’utilizzatore ed è probabilmente uno dei motivi del persistente successo del camino aperto (e di un elevato consumo di legna).

Anche un paio di pesanti guanti da fuoco dovrebbe trovare posto tra la dotazione di un caminetto, non solo per utilizzare gli attrezzi, ma anche per maneggiare i ciocchi di legna, proteggendosi dalle schegge.
I lunghi fiammiferi da camino, spesso confezionati “artisticamente”, un soffietto o semplicemente un tubo di metallo di 50 cm., nel quale soffiare per ravvivare dei carboni morenti, e un recipiente metallico stagno, dove riporre le ceneri per almeno 24 ore prima di gettarle, possono completare la dotazione.
Se il camino non dispone di una legnaia, si possono acquistare portalegna di varia foggia e misura, da porre a fianco del caminetto.

Attrezzatura

– attizzatoio (è un ferro più o meno lungo che serve a smuovere legni o carbonella quando il camino è acceso o quando si sta accendendo);
– paletta in ferro (serve a togliere la cenere anche quando è molto calda);
– spazzola in metallo (ha l’aspetto di una piccola scopa, vi permetterà di pulire il camino anche in presenza di lapilli ancora non perfettamente spenti);
– pinza a molla (serve per disporre legno e carbonella accesi, per spostare cose all’interno della camera di combustione in attività, meglio se molto lunga, molto utile in caso di difficoltà di accensione);
– alari (solitamente sono due, servono per sostenere un grosso legno all’interno del camino, infatti se il camino non è pieno di brace ardente un grosso "ciocco" potrebbe soffocarne la fiamma spegnendola, inoltre se un grosso legno non è perfettamente secco non brucia, il tenerlo sugli alari lo scalda e lo secca, lo si potrà far cadere sulla fiamma in un secondo tempo o lasciarlo sugli alari a bruciare lentamente);
– secchiello o contenitore in metallo (serve a vuotare il camino anche in presenza di lapilli accesi o cenere molto calda);
– pannello parascintille (è una specie di pannello che si mette davanti alla camera di combustione per impedire alle scintille di sfuggire spargendosi per casa),
ATTENZIONE: quando pulite il camino tenete presente che la cenere calda va sempre depositata in un contenitore di metallo per almeno 24 ore prima di essere buttata via, infatti qualche residuo ancora acceso potrebbe essere causa di
un incendio se buttato nella spazzatura; mai mettere fuori dalla camera di combustione pezzi di carbonella fumanti perché producono monossido di carb
onio, un residuo di combustione molto pericoloso.

In sintesi le operazioni per una corretta accensione del camino

1) assicuratevi che il tiraggio della canna fumaria sia efficiente: il fumo di legna, ma ancor più quello di carbone, produce monossido di carbonio molto pericoloso perché la sua presenza è difficile da rilevare "a naso", subdolo perché
provoca sonnolenza rendendo poco sensibili; il tiraggio della canna fumaria si controlla con un pezzo di cartone acceso: se è efficiente la fiamma sarà vistosamente attirata verso l’alto;
2) il camino va tenuto pulito, per questo vuotate spesso la camera di combustione, eliminate tutta la cenere, tenete invece i pezzi di legna incombusta o quella che si è trasformata in carbone;
3) preparatevi all’accensione del camino predisponendo nella camera di combustione qualche pallottola di carta non patinata (la carta patinata si accende difficilmente e si spegne facilmente), non appallottolate strettamente la carta e non mettete dei fogli dispiegati, questo permetterà un’ottima circolazione dell’aria nel momento più critico, cioè quello della prima accensione; sulle pallottole di carta mettete qualche pezzetto di cartone (assicuratevi che tutto rimanga all’interno della camera di combustione o il fumo invaderà la vostra casa); sul cartone mettete dei piccoli legni leggeri e su questi qualche legnetto più grosso, ben secco; sopra il tutto, sostenuto dagli alari, mettete un ciocco di medie dimensioni, possibilmente secco e ricoperto di corteccia (la corteccia brucia più facilmente del legno), potrete farlo
cadere tra le fiamme quando il fuoco sarà ben vivo;

4) accendete la carta: fino a che la canna fumaria non sarà calda il tiraggio non sarà perfettamente efficiente (la carta non solo facilita l’accensione del camino, ma ha anche la funzione di scaldare velocemente la canna fumaria migliorandone la capacità di dispersione dei fumi); quando la pira sarà accesa disponete il parascintille davanti al caminetto tenendo presente che la corteccia spesso provoca scintille soprattutto nel caso in cui vi sia presenza di
resina;
5) in caso di vento sarà bene scaldare ancora di più la canna fumaria aumentando la quantità di carta; la carta deve essere posta sempre sotto la legna perché la cenere tende naturalmente a soffocare le fiamme quindi una volta
accesa la cenere ha proprietà ignifughe (cioè spegne il fuoco);
6) quando la pira iniziale sarà accesa aggiungete qualche ciocco di piccole dimensioni, prima di far cadere tra le fiamme il ciocco sugli alari (che potrete anche lasciare lì dove si trova se volete);
7) alla fine della serata, se volete conservare viva la brace nel camino, bruciatevi sopra qualche pezzo di carta, in questo caso meglio quella patinata, vedrete che il giorno dopo, smuovendo la cenere, troverete ancora il fuoco acceso
e vi basterà aggiungere qualche pezzetto di cartone e qualche legnetto secco per ottenere di lì a poco una allegra fiamma.

Il focolare

Come accennato, riguardo ai camini si trovano molte “regole d’oro” e leggende sulla giusta forma della bocca del focolare, atta ad impedire la fuoriuscita dei fumi. In realtà, il “motore” del camino è la canna fumaria, e una volta che
questa assicuri la depressione necessaria all’espulsione dei fumi, il compito del focolare è semplicemente quello di ospitare le fiamme crepitanti a prescindere dalla forma della bocca vera e propria. La canna fumaria di un camino aperto deve in genere accontentarsi di un tiraggio disponibile compreso tra i 10 ed i 20 Pascal, cioè tra un e due decimillesimi della pressione esterna, poiché raramente questo tipo di impianti riesce ad ottenere di più. Pertanto,
tutte le raccomandazioni segnalate per una corretta costruzione vanno ancor di più tenute in considerazione: la canna deve essere quanto più possibile verticale, priva di curve e cambiamenti di sezione, deve essere liscia e possibilmente
di sezione interna circolare, adeguatamente alta e comunque più alta del colmo del tetto; inoltre deve essere protetta da un comignolo antivento, deve essere molto ben coibentata e di sezione adeguata. Tutto questo serve ad evitare cadute di pressione ed ostacoli ai fumi (le cosiddette “perdite di carico”). Mentre l’andatura di combustione di una stufa
può essere regolata agendo sulla valvola dell’aria, la regolazione dell’andatura di un caminetto è difficile, ed affidata per lo più al caso. La valvola posta sulla canna fumaria può agire come regolatore solo se il tiraggio è eccessivo,
caso in cui non avremmo comunque problemi di fumo.

L’andatura della combustione può essere in qualche modo regolata soltanto aggiungendo o sottraendo legna alla combustione, cosa non facile e piuttosto macchinosa.
A questo punto dovrebbe essere chiaro a chiunque desideri realizzare un caminetto per la propria casa che non è un qualunque pezzo di arredamento, come un divano o una cassettiera, e che non si possa posizionare a proprio
piacimento in qualsiasi angolo secondo l’estro dell’arredatore o la comodità del proprietario. Insomma non si può installare un camino aperto con la stessa disinvoltura con cui si allaccia la presa di corrente ad un impianto hi-fi.
Un camino è un elemento strutturale e non accessorio dell’impiantistica domestica, cui dovrebbe essere dedicata la stessa attenzione e considerazione progettuale dedicata agli altri impianti fondamentali della casa, come le scale
interne di comunicazione, l’impianto elettrico o la rete dei termosifoni.

Se la canna fumaria non è nata con il progetto originale della casa, ma viene aggiunta successivamente, a questa modifica va dedicata molta attenzione ed un intervento strutturale, pari a quello che viene dedicato ad una ristrutturazione della casa.
Non pensate dunque che l’acquisto di un focolare prefabbricato risolva al 90% per cento il problema, e che il resto venga p
oi da sé.
In altri ter
mini: occorre pensare il camino come un tutto unico, dal piano del focolare, anzi, dalla camera di combustione, sino alla sommità del comignolo ed occorre, inoltre integralo con l’ambiente che lo ospita. Solo così potrà funzionare correttamente.

La legna migliore
Scelto il caminetto in base ai nostri gusti, alla struttura della stanza e al resto dell’arredamento, è importante avere qualche nozione base sul tipo di legna da usare per riscaldare le nostre stanze.
Il legno, materiale antico più dell’uomo, ecocompatibile, economico, fonte di energia rinnovabile e disponibile localmente, è sempre stato usato, fin dall’antichità, sia per scaldarsi che per costruire oggetti vari, fino ad arrivare,
nel corso dei secoli, ad un suo utilizzo anche nell’industria navale, nella produzione edilizia e nella produzione industriale.

Nell’utilizzo per il riscaldamento, ci sono alcune cose da tener presente:
. bisogna accertarsi della sua stagionatura o
essiccazione. È quindi fondamentale, per una buona resa combustibile e poco inquinante, che la legna sia stata raccolta nel periodo invernale;
. dove conservarla: in posti ben asciutti, riparati e ben arieggiati, deve essere già tagliata in pezzi idonei al focolare in cui deve essere utilizzato.
Le forme del taglio sono importanti per quanto riguarda la combustione in relazione al tipo di focolare scelto, stufa – camino – caldaia, e per quanto riguarda la convenienze economica infatti se i pezzi sono troppo grandi c’è un
spreco che si viene a generare durante il tempo che ci vuole finchè prende fuoco;
. per ottenere un buon grado di calore bisogna comunque tenere presente il tasso di umidità e di densità della pianta, la capacità di essiccazione ed il potere calorifico.

Parleremo di legna dolce, che si accende facilmente, si consuma in fretta e di solito si usa nei forni che richiedono un lungo giro di fiamma, abete – castagno- salice.
Di legna dura che ha una combustione più lenta con fiamme corte, dura più a lungo e, come l’olmo, il ciliegio, il faggio e il frassino, è più adatta ad un uso domestico.

Quale camino? Quale canna fumaria, quale inboccatura?
Come scegliere un camino con un ottimo funzionamento

Nella letteratura sui camini si trovano molte “regole d’oro” per impostare la giusta forma della bocca del focolare, tale da impedire la fuoriuscita dei fumi.
In realtà, il “motore” del camino è la canna fumaria, e una volta che essa sia stata studiata per assicurare la depressione necessaria all’espulsione dei fumi, il compito del camino è semplicemente quello di ospitare il fuoco e di
avere una forma interna tale da facilitare al massimo lo scorrimento dei fumi, a prescindere dalla forma della bocca vera e propria.
Per capire quale sia la forma interna più adatta ad un focolare, bisogna studiarne l’aerodinamica.

I problemi termodinamici ed aerodinamici che riguardano un focolare possono essere classificati in 3 categorie:
. il flusso dell’aria che faciliti la combustione verso, attraverso e oltre il letto di combustibile, e anche l’ascesa dei gas caldi prodotti dalla combustione nel camino stesso.
Il flusso di combustione dipende dal genere di grata che alloggia il combustibile, dal disegno del caminetto e dalla sistemazione del letto di combustione.
Il flusso dell’aria di combustione governa la rapidità con cui essa avviene, il che determina la temperatura dei fumi, e risulta inoltre uno dei fattori che influenzano il tiraggio;
. il flusso di immissione di aria fredda (a temperatura ambiente) e la sua quantità che si mischia con i gas di combustione nel focolare, producendo il flusso misto di aria e gas nella gola e nella canna fumaria.
Il buon tiraggio dipende dal disegno, dalle dimensioni e dal metodo di costruzione. Le inversioni di tiraggio, che provocano l’emissione di fumo da un caminetto, dipendono principalmente da questa parte del flusso; . l’efficienza della combustione, con particolare riguardo alla quantità di residui incombusti, e quindi inquinanti, è l’elemento che determina lo sporcarsi delle canne fumarie e il deterioramento dell’ambiente.

In che modo viene garantita la sicurezza di funzionamento di un camino?
La sicurezza di funzionamento di un camino è sempre somma di più fattori. Il primo aspetto fondamentale è legato al prodotto ed alla sua costruzione.
Un camino efficiente, sicuro e ben costruito è alla base di un corretto funzionamento.
Il secondo aspetto è relativo alla documentazione a supporto del camino medesimo che deve consentire una corretta installazione ed un corretto utilizzo da parte dell’utente. Il terzo aspetto riguarda la formazione che riguarda
più operatori, innanzitutto chi vende Secondariamente chi installa.
Non esiste un prodotto o una soluzione valida "per tutti".
Bisogna sapere consigliare il cliente nel modo più appropriato.
Le regole della corretta installazione vanno sempre rispettate come il manuale di installazione dello specifico camino.
Bisogna inoltre informare e insegnare all’utente il corretto utilizzo del camino, trattandosi di una macchina sempre più funzionale e complessa.

Come si è trasformata l’offerta delle aziende produttrici di camini in funzione della domanda di una sempre maggiore efficienza energetica e rispetto per l’ambiente?
L’offerta delle aziende produttrici di camini si è decisamente trasformata, soprattutto per le aziende tradizionalmente impegnate nella realizzazione di camini "tradizionali", cioè di camini in cui il rivestimento e la parte estetica costituiscono le parti fondamentali del camino stesso.
Da sempre camini per riscaldamento ad alta efficienza significano risparmio energetico sotto il profilo dei combustibili fo
ssili tradizionali e rispetto dell’ambiente.
Ta
nto più si può sfruttare il combustibile "legna" o i suoi derivati come il pellet tanto meno legna consumo.
Un ulteriore elemento di rispetto per l’ambiente.
In commercio esistono prodotti che aiutano a diventare padroni del fuoco: dei cubetti cerosi impregnati di sostanza infiammabile possono aiutare ad accendere il camino, mentre un altro prodotto utile è quello che, buttato tra le
fiamme vive, aiuta a tenere pulita la canna fumaria dalla fuliggine (la presenza di fuliggine tende a ridurre il tiraggio, quindi l’efficienza, della canna fumaria).

Sono prodotti che vanno usati con cautela, non vanno toccati con le mani (soprattutto il prodotto per la fuliggine), sono pericolosi per bambini e animali domestici, meglio usarli solo se si è costretti a farlo.

Protezione antincendio e di sicurezza domestica

– Non lasciare mai un fuoco acceso incustodito.
-Assicurarsi che funzionino i rivelatori di fumo in ogni ambiente e regolarmente forniti di batterie, controllare la presenza di estintori.
– Ricordarsi che un fuoco ha bisogno dell’abbondanza di ossigeno.
Le case moderne sono solitamente isolate molto bene, ma questo può anche se consente un risparmio energetico eliminando le dispersioni di calore può fare sì che il fuoco consumi tutto l’ossigeno dell’ambiente.
Assicurarsi quindi che la stanza abbia una presa d’aria all’esterno.

 

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