Le falde

Tratto da:
Case di montagna n.49
Aria nuova sotto le falde

La copertura di un edificio può articolarsi e caratterizzarsi, al di là delle dimensioni, in innumerevoli modi: sfalzando, spezzando, ruotando, inclinando gli elementi morfologici che la caratterizzano ed assumendo tante possibili configurazioni che difficile è immaginarle tutte. E dire che di tetti se ne vedono tanti, tutti i giorni e in ogni luogo. Parliamo di tetti a falde ovviamente, tetti che possiedono una reale morfologia in grado di caratterizzarli e personalizzarli e che possono rappresentare un vero coronamento dell’architettura della costruzione. Non di quella soluzione tecnico-estetica (tanto cara agli architetti del Movimento Moderno) che è il cosiddetto tetto piano; un “non tetto” che del tetto vero è la negazione e la cui varietà è perlopiù legata alle caratteristiche dell’edificio. Non entusiasma questa linea netta orizzontale che separa terra e cielo, uomo e natura senza fonderli fra loro come invece avviene con la dinamicità di un orizzonte caratterizzato da un rincorrersi di linee incllinate tracciate dalle montagne, di tetti appuntiti che quanto spazio rubano al cielo inserendosi a cuneo, tanto ne lasciano, facendosi compenetrare tra una falda e l’altra. Nulla rubano al paesaggio montano, anzi, diventano parte di esso.

Caratteristiche delle coperture

1 l’inclinazione della falda consente nel modo più semplice e rapido la raccolta e l’allontanamente delle acque meteoriche;

2 la realizzazione di un tetto a falde con manto di copertura discontinuo è una tecnica costruttiva molto semplice, quasi intuitiva;

3 la manutenzione e le piccole riparazione di un manto di copertura di un tetto a falde sono estremamente semplici ed economiche e non necessitano di manodopera specializzata;

4 il volume che si ricava nel sottotetto di una copertura a falde è uno spazio aggiuntivo che può essere impiegato come deposito o come mansarda abitabile;

5 il sottotetto contribuisce in modo determiante al comfort degli ambienti sottostanti costituendo uno strato d’aria in grado di contenere gli effetti di trasmissione del caldo e del freddo al variare delle stagioni.

Tipologia e caratteristiche degli elementi di copertura

La gamma tipologica degli elementi di copertura in laterizio (appartenente al gruppo dei primari) è assai vasta e si differenzia a seconda delle zone di produzione, del tipo di materia prima impiegata, degli usi e delle esigenze locali. Il mercato attuale ha però selezionato alcuni modelli (caratterizzati da nervature, incavi e naselli, atti ad assicurare una buona tenuta all’acqua e un adeguato collegamento al supporto) che risultano essere i più utilizzati in quanto particolarmente interessanti dal punto di vista funzionale e morfologico. Nel campo delle coperture in laterizio, i prodotti si possono raggruppare in due grandi famiglie: le tegole e i coppi. La tegola marsigliese è il tipo più tradizionale e maggiormente impiegato nelle coperture più semplici, largamente sperimentato e diffuso su ogni tipo di costruzione. Grazie ai particolari incastri di sovrapposizione, consente una buona tenuta all’acqua e la possibilità di realizzare coperture con particolari conformazioni anche leggermente ad arco.
La tegola portoghese risulta essere la tegola attualmente più diffusa grazie alle sue caratteristiche estetiche (che ricordano il classico tetto di epoca romana formato da coppi ed embrici) e soprattutto funzionali. È disponibile nelle versioni destra e sinistra. La parte piana di questo modello garantisce una buona superficie di deflusso e scorrimento dell’acqua piovana, mentre la parte convessa conferisce una adeguata resistenza meccanica all’elemento oltre al caratteristico effetto estetico ad onda. Il coppo è fra le coperture in laterizio il prodotto più classico e ricco di tradizione. Rappresenta la soluzione ideale per edifici con alto valore storico-architettonico e si adatta perfettamente anche alle coperture più complesse grazie alla morfologia degli elementi che consente un’ampia tolleranza di sovrapposizione (sia longitudinale che traversale). La messa in opera a doppio strato (per file convesse inferiormente e concave superiormente) consente, fra le altre cose, un’ampia ed efficace circolazione d’aria nel sottotegola, che smorza i negativi effetti del vento.

La scelta del colore per la copertura è molto personale ed esprime il gusto dei proprietari. La vasta gamma cromatica del cotto consente di trovare sempre i toni adeguati allo stile della casa. I tetti non sbiadiscono con il sole e non perdono il colore con la pioggia. La tegola “Romano” ha la prerogativa di una eccezionale resistenza e robustezza, caratteristiche ottenute grazie ad un’accurata miscela e lavorazione dell’argilla nostrana della Valle di Non con l’aggiunta di argilla di klinker, per dare la garanzia di qualità uniforme e costante, e grazie ad una cottura a temperatura al limite della vetrificazione che rende la tegola impermeabile, di grande resistenza meccanica e non soggetta a danni per l’escursione termica e quindi garantita antigeliva. Molinà

L’ideale combinazione di luce e ventilazione aiuta a migliorare il livello climatico interno e quindi anche il benessere abitativo. L’operazione di manovra di queste finestre avviene attraverso una barra di manovra posta sulla parte superiore del battente. In questo modo è possibile posizionare al di sotto della stessa mobili o altri oggetti senza pregiudicarne la fun-zionalità e la manovrabilità. Velux

a cura di Raffaela Balestrieri, architetto

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