L’anfiteatro e il suo racconto


Nel parco di una rocca medievale

Testo: Luca Signorelli
Foto: Manuela Cerri

La piscina ha la capacità di costituire un ambiente totalmente nuovo e la sua versatilità scenografica è pienamente
evidenziata da questa realizzazione nel Torinese. L’atmosfera, definita dai palmizi, dalla semplice tenda a padiglione che si erge su un lato e dal profilo della vasca, non solo armonizza compiutamente con la torretta del castello medievale divenuto villa, ma ne completa l’impatto emotivo ed evocativo. A guardare questa composizione paesaggistica e architettonica ci si ritrova in un altro mondo, in un altro tempo.
Le associazioni iconografiche richiamano gli scenari mediterranei di quando si svolgevano i grandi pellegrinaggi di
massa verso Gerusalemme e le tende ospitavano i comandanti militari che guidavano spedizioni di uomini a cavallo
accompagnate da squilli di tromba e scandite dal maschio clangore dei tornei.

Mentre il profilo ad ansa che la vasca assume là dove è posta la scalea di ingresso, inevitabilmente riconduce alle
visioni degli antichi anfiteatri greci, i cui spalti a semicerchio in pietra ancora attendono l’opportunità di tornare a raccontare le gesta degli eroi che sconfissero gli invasori Persiani o le vicende tragiche delle donne che aspettavano in patria lo svolgersi di un destino sconosciuto e incombente, il fato che trascina con sé eventi e personaggi cui autori
come Eschilo, Sofocle ed Euripide hanno dato una fama immortale.
Poiché la piscina è certamente il luogo in cui si esercita il più sano degli sport, ma è anche un salotto all’aperto in cui si
esercita quell’otium che per gli antichi era il momento dello studio, della cultura, della fantasia che diventa produttrice
di pensieri fecondi, tali pindariche associazioni rientrano a buon diritto nel momento di totale libertà espressiva che
l’ambiente propizia.

L’anfiteatro e il suo racconto

SCHEDA TECNICA

Progetto studio Gagnola di Torino, e realizzazione di Italpool s.r.l, Chieri (TO), nel parco della rocca medioevale a Castello di Sciolze (TO)
TIPOLOGIA E DIMENSIONI: piscina rettangolare di mt 18 x 7 x h1,20-2,00 con zona idromassaggio e scala di accesso semicircolare con sfioro a cascata nel lato lungo opposto alla zona idromassaggio STRUTTURA: in cemento armato con mantello in pvc trevirato spess. mm 1,5 color sabbia
IMPIANTO DI RICIRCOLO E FILTRAZIONE: ricircolo a sfioro a cascata realizza una depurazione ottimale dello specchio d’acqua abbinato a un suggestivo effetto estetico. L’acqua depurata viene reimmessa da 7 immissori a parete
IMPIANTO DI FILTRAZIONE:
n° 2 filtro con fasciame alto e letto granulare multistrato con valvola selettrice, portata: 30+30 mc/h a elevato rendimento per un ricircolo completo in sole 3,7 h.
n° 2 pompa di ricircolo in Noryl rinforzato completa di prefiltro da 2,2 kW. Impianto di depurazione completato da un sistema di trattamento chimico dell’acqua alternativo al cloro a base di un prodotto libero del bromo attivo che
disinfetta l’acqua. Con questo sistema si ha una disinfezione ottimale con un benessere unico per i bagnanti
ILLUMINAZIONE: n° 4 fari subacquei da 300 W per l’illuminazione generale della vasca e n° 4 faretti da 50 W per la zona idromassaggio, per dare un maggior risalto allo specchio d’acqua in contrasto con l’illuminazione dell’ambiente
CLIMATIZZAZIONE: per mezzo di una caldaia a gas speciale con riscaldamento diretto dell’acqua di piscina

La sensibilità del progettista sa affinare tali suggestioni secondo forme accattivanti e armonicamente bilanciate.
Così, l’anfiteatro disegnato dal bordo vasca è ripreso nel muretto che definisce quest’ultimo verso il prato, a sua volta
posto secondo un allineamento che dà luogo a un angolo rispetto al lato della piscina e questo nell’insieme dà l’impressione di un dispiegarsi graduale dei profili in una dilatazione che progredisce verso la balza, dove lo sfioro a cascata aggiunge il tocco finale all’espressività teatrale dell’architettura. Tra l’acqua e il cielo la piscina dipana un racconto dal fascino antico e sempre nuovo.

I particolari non fanno che rafforzare quanto deriva come impressione dalla vista d’insieme.
Soprattutto la consistenza e la forma delle coperture a tendaggio, con la struttura in profili di ferro e il tessuto che disegna bordure a frangia, hanno un che di fortemente evocativo: il bordo vasca è godibile nonsolo per la sua ombreggiatura che nei mesi estivi dona frescore, ma anche per i ritagli di intimit&agr
ave; che sa trovare là dove individua luoghi separati, per quanto consoni con l’insieme della scenografia.

Il colore stesso dei tendaggi assume rilevanza: qui la scelta è ricaduta su un ocra bruciato che di per sé ha un sottotono d’antico e ricorda i tessuti di ruvida iuta.
La scala di ingresso presenta nella parte centrale una serie di pedate fitte e basse, mentre i profili a semicerchio definiscono per tutta la lunghezza della curva due scalini di altezza maggiore: è una scelta progettuale che unisce semplicità, e comodità, e fa dell’ansa un luogo privilegiato nella piscina, dove il passaggio tra “fuori” e “dentro” è accentuato nella sua gradualità: come una vasca nella vasca, una piscina nella piscina, dove si può sguazzare in giochi complementari all’impegno natatorio.

 

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