La stufa di ghisa


Progetto arch. Anna Matteoli
Servizio Luisa Carrara
Foto Athos Lecce

Le stufe in ghisa (lega di ferro e carbonio con piccole quantità di fosforo, magnesio, alluminio, che si ottiene riducendo in un altoforno i minerali ossidati di ferro con coke metallurgico) sono la tipologia più diffusa delle stufe a convezione,
sono molto pratiche, resistenti e possono avere varie forme artistiche che riproducono diversi stili. Sono costituite da un nucleo riscaldante in ghisa associato ad una serie di "giri di fumo" con lo scopo di accumulare calore e cederlo
a tutta la struttura della stufa ed al suo rivestimento, che può essere sia della stessa ghisa trattata con particolari vernici termoresistenti, sia in ceramica, in pietra ollare o in maiolica.

Il rivestimento, oltre ad un fine puramente decorativo e di abbellimento, serve come volano termico quando la stufa è in fase di spegnimento.
Un bell’esempio di stufa di ghisa (alimentata a pellet) con rivestimento di ceramica è quella fotografata in una baita di Bardonecchia completamente ristrutturata dall’architetto Anna Matteoli: si staglia nettamente sulla parete di pietra e decora piacevolmente scaldando.

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