La struttura lignea della chiesa dei SS. Pietro e Paolo


Nella moderna architettura si assiste da alcuni anni alla riscoperta del legno come materiale preferito per la realizzazione dei luoghi di culto. In particolare si nota la preferenza assegnata alle costruzioni in legno lamellare, dove le caratteristiche storico culturali del legno sono efficacemente associate alle straordinarie capacità strutturali tipiche
del legno lamellare.
Nel caso della chiesa dei Santi Pietro e Paolo di Marilleva, la felice scelta adottata si inserisce in un contesto paesaggistico che difficilmente avrebbe potuto permettere decisioni migliori. È una struttura interamente edificata con elementi in legno lamellare, comprese la partizione orizzontale (solaio intermedio), le pareti e la baraccatura di facciata
per l’inserimento delle vetrate artistiche nella sala di culto.
La chiesa insiste su un’area coperta di 730 mq, su un appezzamento di forma trapezoidale molto angolata, fattore che ha notevolmente influenzato l’intera progettazione. La struttura portante verticale è stata realizzata con l’accoppiamento di 2 pilastri a sezione rotonda (Ø 36 cm) posti lungo il perimetro ad un interasse di circa 6 m. Il collegamento dei pilastri è stato eseguito tramite incollaggio dei due elementi per una parte di contatto.

PARTICOLARI DEI PILASTRI
Il pilastro interno serve l’appoggio del solaio intermedio, mentre quello esterno sale per dare appoggio alla struttura di copertura. Il collegamento di base dei pilastri è stato eseguito mediante piastre metalliche per il collegamento in fondazione. Tutte le staffe di connessione sono state progettate in modo che il pilastro in legno lamellare fosse opportunamente distanziato dal terreno, in modo da garantire la durabilità dell’elemento ligneo. Dal punto
di vista statico, tutti i pilastri risultano incastrati a terra, tranne i due pilastri obliqui di facciata che sono collegati mediante cerniere. Il solaio intermedio, con una superficie di 362 mq, è stato calcola to per un carico complessivo di 6.85 kN/mq.

Assonometria
Sezione trasversale

Il solaio risulta appeso alla copertura nella parte anteriore verso valle tramite un tirante verticale in legno lamellare che lo connette al colmo. Il resto del solaio è in appoggio sui pilastri perimetrali ed intermedi per la parte rivolta a monte.
La struttura principale del solaio è composta da una serie di architravi (sez. 16×73.5 cm) e da una struttura secondaria in travi (sez. 18×56 cm) collegate alle principali tramite staffe in acciaio a scomparsa. All’estradosso della struttura in legno lamellare è stato posato un pannello a tre strati in legno, una guaina di protezione e successivamente
è stato eseguito un getto in calcestruzzo alleggerito.
Grazie all’inserimento del pannello a tre strati in legno lamellare (Sp. 4.2 cm) il comportamento statico del solaio è a piastra. La copertura della chiesa ha una conformazione geometrica molto particolare, una forma pentagonale in pianta, 9 falde con una pendenza massima di 50°, calcolata per un carico complessivo di 7.3 kN/mq. Si tratta di una copertura con capriate spaziali, con sistema a tre cerniere, tirante in acciaio (Ø 60 mm, massimo) sotto ogni asse di falda, tranne che sul colmo ove sono presenti i pilastri obliqui di facciata che fungono da saette e scaricano in fondazione le azioni. Ogni capriata converge nel punto centrale della copertura, ove è presente anche un lucernario superiore. La struttura principale di copertura è stata realizzata con travi in legno lamellare a sezioni variabili in rapporto alle azioni di carico. La struttura secondaria è connessa alla principale tramite staffe in acciaio a scomparsa. Per quanto riguarda la copertura, particolare attenzione è stata posta nella valutazione degli sporti di gronda: infatti anteriormente, abbiamo uno sporto di 6.10 m e lateralmente di 1.24 mi.
Le indicazioni progettuali definivano lo sporto senza la presenza della travatura, ad eccezione dell’aggetto anteriore. Pertanto si è incassata la struttura portante degli sporti nel pacchetto di copertura, e nell’intradosso la copertura presenta solamente un pannello strutturale in legno. La stessa è stata calcolata, oltre ai carichi di progetto anche per
contrastare il sollevamento dato dallo sporto di gronda. Il pacchetto di copertura è composto, come già detto, all’intradosso da un pannello a tre strati (sp. 4.2 cm), una barriera vapore sigillata sui giunti, due strati di isolante in polistirene estruso (sp.5+5 cm) con listelli 5×6 cm interposti, listello di ventilazione 5×6 cm, e un tavolato grezzo da 24
mm sul quale è stato fissato il manto di copertura in rame. Le pareti perimetrali opache hanno una struttura portante costituita da montanti e traversi in legno lamellare. La stratigrafia della parete, procedendo dall’interno verso l’esterno è così composta: pannelli in cartongesso (sp. 18 mm), listellatura 4×4 cm per il passaggio degli impianti, una barriera al vapore, un pannello OSB (sp. 18 mm), isolante in lana di roccia (sp. 16 cm), pannello OSB (sp. 18 mm), un foglio traspirante, listello di ventilazione 3×5 cm, e a finire pannelli a tre strati in legno di larice (sp. 2 cm) posati con
una fuga di 1 cm per garantire la corretta ventilazione della facciata.
Le pareti perimetrali trasparenti sono anch’esse formate da una baraccatura di facciata in legno lamellare con profili fresati per l’alloggio ed il fissaggio delle vetrate artistiche. La baraccatura nella parte anteriore verso valle, stabilizza anche i pilastri obliqui in facciata, che altrimenti presenterebbero una lunghezza libera eccessiva (20 m).

 

Condividi

Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza sul nostro sito web.
Puoi scoprire di più su quali cookie stiamo utilizzando o come disattivarli nella pagine(cookie)(technical cookies) (statistics cookies)(profiling cookies)