La storia dell’uomo in otto menù

L’Accademico dei Lincei Tullio Gregory ha ideato per il Festival un percorso gastrofilosofico che sarà proposto dai ristoranti di Modena, Carpi e Sassuolo

Ripercorrono il cammino dell’umanità, dalla raccolta alla caccia, dalla pesca alla coltivazione, gli otto menu filosofici ideati dall’Accademico dei Lincei Tullio Gregory che saranno proposti dai ristoranti di Modena, Carpi e Sassuolo in occasione della sesta edizione del Festival Filosofia. Professore di Storia della Filosofia all’Università la Sapienza
di Roma, fondatore e direttore del Centro di Studi del Cnr sul Lessico intellettuale europeo e noto gourmet, Gregory
ha ideato menu per pranzi e cene filosofici all’insegna della tradizione e a partire dai prodotti tipici modenesi e della cucina dell’Emilia-Romagna. “Abbiamo proposto alcuni menu che indicano possibili esperienze dell’Homo sapiens sapiens uscito dal giardino dell’Eden – tutto vegetariano – per entrare nel mondo storico della responsabilità e della lotta fra viventi, dedicandosi anche alla pesca e alla caccia” spiega Gregory. Ecco quindi scandirsi la successione dei menu, in un ipotetico contesto emiliano: due proposte vegetariane, una più propria della civiltà stanziale – con i frutti dell’orto – una della civiltà della raccolta, quando inizia la ricerca di prodotti selvatici. L’esordio vegetariano propone minestrone di verdure, pasta e fagioli, zucchine ripiene di ricotta, melanzane alla parmigiana, tortino di patate di Montese, bensone con vino bianco dolce e sorbetto di frutta. Alla civiltà della raccolta è dedicato un secondo menu di tagliatelle ai funghi porcini, minestra di castagne, frittata di verdure selvatiche, funghi alla griglia, insalata di radicchi selvatici, mirtillo nero dell’Appennino modenese e fragoline all’Aceto balsamico tradizionale di Modena. “Il passaggio
alla caccia è naturale per uomini che si avventuravano nelle selve e nei boschi: a caccia di pelo e di piuma; altri uomini,
vivendo sulle rive dei mari, affrontavano le onde del divino Nettuno: pesca povera, o più adatta alla conservazione”.

Happy Lugano (a destra)
RIVESTIMENTO: Happy Lugano
PRODOTTO DA: Vibrok Caminetti, Paliano (FR)
TERMOCAMINO: realizzato interamente in acciao con l’interno in refrattario o in ghisa, produce acqua calda per l’impianto di riscaldamento e con l’apposito kit può fornire con continuità acqua calda sanitaria.
CARATTERISTICHE: Un’articolata struttura rivestita in quadrotte di marmo giallo reale scapezzate, con la mensola inferiore in marmo reale lucido e la mensola superiore in legno lamellare massiccio. Il rivestimento è predisposto per i focolari prismatici ed il forno è dotato di due vani: vano combustione corredato di mattoncini in refrattario e vano cottura superiore corredato di 3 piani di cottura. Gli sportelli sono in alluminio con vetro ceramico. Ottimo per ritrovarsi in compagnia di amici e cucinare in modo sano e genuino ma soprattutto per riscoprire il buon sapore della cottura al forno.

La civiltà della caccia porta così in tavola timballo di riso con piccione, maccheroni al pettine con ragù di lepre, lepre alla cacciatora, cinghiale in agrodolce, patate al forno, insalata di stagione e zuppa inglese; la civiltà della pesca replica con polpettone di tonno, aringa con patate lesse, spaghetti al tonno, risotto con baccalà, pescegatto in padella,
sarde fritte, patate in insalata, torta di mele e sorbetto di limone. Alla civiltà stanziale, ma “sapientemente carnivora”,
appartiene il menu contadino, ove domina il maiale, con tutte le sue enciclopediche parti. Si comincia con tigelle, gnocco fritto, mortadella, ciccioli frolli e montanari e si prosegue con polenta con ragù, gramigna con salsiccia, costine
di maiale in umido, coniglio in padella, patate con pancetta e Aceto balsamico tradizionale di Modena, salame di cioccolato e macedonia di pere dell’Emilia-Romagna. “La civiltà progredisce, la ricchezza aumenta, le carni si ammassano sui fuochi: ecco i grandi bolliti (elixa) e gli arrosti (assa). Non potevamo però dimenticare quel frammento di umanità che si stabiliva in Italia, ove, dopo l’incontro con la cultura araba, si scoprì l’assolutezza dei primi, in tutte le loro versioni, rustiche e dolci”. Ecco quindi un menu – dal titolo “In principio” – interamente composto di primi piatti,
con tortelli di zucca, lasagna verde, pasticcio di maccheroni, riso all’anatra selvatica, torta di riso e torta di tagliatelle.
Ad assa ed elixa, le due cotture fondamentali della tradizione classica e medievale, sono dedicati gli ultimi due menu
del Festival Filosofia 2006: la “Festa assa” vede in tavola cannelloni al forno, tagliatelle al ragù, arrosti, patate al forno e frutta di stagione, mentre la “Festa elixa” propone tortellini in brodo, passatelli in brodo, bolliti misti e macedonia di
frutta fresca”.

(Tratto da: www.festivalfilosofia.it)

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