La produzione preistorica del fuoco

Chuck, il Robinson Crusoe del nuovo millennio è alla lettera “castaway”: naufrago in una terra lontana da ogni umanità. Un sapiente gioco di parole che allude alla assoluta “passività” del suo protagonista, abbandonato in totale balia di una strana sorte. Ma è proprio in questo contesto che il fuoco, l’acqua e il cibo riacquistano tutto il loro valore d’uso.

Il fuoco, elemento essenziale per la sopravvivenza umana:scalda, nutre e tiene lontani gli intrusi
Il naufrago, deve reinventarsi la vita, gesto dopo gesto, riscoprendo fino in fondo il senso dell’esistenza. Solo dopo tre lunghi giorni di affannosi e vuoti tentativi riesce ad accendere il fuoco che nasce da un antico gioco scout

 

Qanto vale un fiammifero? Quanto siamo disposti a pagare per un semplicissimo cerino? Quasi nulla, almeno finché accendere un fuoco resta la facile e semplice operazione cui siamo abituati nella routine quotidiana.
Ma le cose possono drasticamente cambiare quando il destino per qualche strano scherzo, capovolge e stravolge il nostro sistema di vita. E’ quello che capita a Chuck Noland (Tom Hanks) il protagonista del film Cast Away (di Robert Zemeckis).
L’indaffaratissimo esperto di sistemi informatici ossessionato dalla puntualità e dalla precisione, la cui vita professionale è scandita dall’orologio, dai ritmi frenetici che la carriera gli impone e che si confanno al pragmatismo che lo contraddistingue. Schiavo del tempo, che in realtà è convinto di dominare; involontario discepolo della religione del just time, Chuck è perennemente in volo da un’angolo all’altro della terra con ritmi forsennati che non gli permettono più di vivere. Tutto gli sfugge di mano ma non se ne rende conto sentendosi un dominatore sicuro e vincente. Chuck programma ogni momento della giornata per ottenere sempre il massimo. Se però ogni aspetto del suo lavoro funziona a dovere, non altrettanto si può dire della vita privata. Non ha tempo per gli amici, non ha neppure un attimo per la fidanzata Kelly (Helen Hunt), ma che importa? Il lavoro lo vede protagonista assoluto ed è questo che conta. Ma a Natale succede l’imprevisto: l’ennesimo aereo sul quale sta attraversando l’Oceano Pacifico incappa in una tempesta ed è costretto a un improvviso ammaraggio. Nell’impatto solo Chuck si salva approdando su un’isola deserta dove rimane costretto per quattro lunghi anni. Privato di ogni contatto umano e delle comodità della vita quotidiana nelle condizioni ambientali più desolate e desolanti che si possano immaginare, Chuck deve arrangiarsi per sopravvivere e in questa scoraggiante situazione subisce una lenta trasformazione fisica e psicologica. (R.G.)

La produzione preistorica del fuoco

1 2 Alcune effigi di uomini nell’atto di accendere il fuoco con il metodo Fire-drill sono state ritrovate sugli antichi monumenti messicani. Stick and groove usato a Tahiti, Tonga, Samo, nelle isole Sandwich e in Nuova Zelanda. Il legno usato più spesso è l’Hibiscus Tiliaceus.
3 Fire-drill, usato in Australia, in Tasmania, nel Kamsciatka, nel Tibet, in India, in Africa, fra i Gauchi delle Canarie, nel Messico, ecc. 4 Il metodo pump-drill basato sul’impiego di un archetto che facilita il movimento è usato dagli Irochesi da tempo immemorabile.
5 Il Thong-drill è usato dagli Eschimesi e dagli abitanti delle Isole Aleutine, un arcipelago dell’Oceano Pacifico settentrionale. 6 L’accensione del fuoco con l’arco è il Bow-drill il metodo impiegato dagli indiani d’America (Sioux) e del Canada.

 

Nelle Researches on the early history of Makind, Tylor sostiene che il primo “espediente impiegato per ottenere il fuoco consiste nel confricare insieme due pezzi di legno secco. Ma questo procedimento si perfezionò man mano nelle sue modalità”.

Nella forma più semplice il fire-drill consiste in un bastone, una delle cui estremità riposa sopra una cavità scavata in un pezzo di legno secco, che l’uomo fa girare fra le mani, le quali esercitano al tempo stesso sopra il bastone una pressione verticale.

L’uso di una sorta di bocchino in legno fissato tra i denti (mounth-piece) e dall’altra di una fossetta scavata in una tavola aiuta a fissare in un punto la cornificazione del legno . Un’altro aiuto è fornito dall’uso di archi. È il bow-drill degli Indiani d’America. Archivio storico DiBaio

 

 

   
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