LA POTATURA DELLA VITE


I DORMIENTI VIGNETI IMBIANCATI, NELLE RIGIDE E PALLIDE GIORNATE INVERNALI.

Nei mesi di dicembre e gennaio le vigne vengono potate: si tagliano i tralci che hanno fruttificato
l’anno prima per farne crescere di nuovi, per la vendemmia che verrà.

Mentre i vignaioli si preparano a sfoltire e modellare, seguendo sapienti tecniche di potatura, la chioma delle viti in letargo, in cantina, il vino, grazie alle rigide temperature, si affina e smussa le proprie giovanili spigolosità acide!
“Guyot”, “Sylvoz”, “Cazenave”, “Cappuccina”, “Capovolto”, “pergola trentina” e molti altri ancora, sono i sistemi di potatura o, come tecnicamente vengono detti, di allevamento della vite, creati dall’arte e dall’intuizione di antichi vignaioli, perfezionati, studiati ed elaborati dagli agronomi e dagli studiosi di viticoltura, si sono diffusi nelle aree viticole in funzione delle esigenze dei terreni e del clima, per ottenere il migliore frutto dalla vite.

GUSTARE E CONSERVARE IL VINO NEL MONDO

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Le cantine Artègora, grazie alla doppia zona di controllo digitale delle temperature, permettono di conservare il vino nell’ambiente più idoneo e di poterlo assaporare
alla temperatura adatta alla tipologia di vino.

Cosa significa “potare la vite”?
Per potatura si intende l’operazione, eseguita esclusivamente a mano dall’esperto viticultore, nei mesi di dicembre e gennaio, quando la pianta è ancora dormiente, grazie alla quale si eliminano i tralci che hanno dato i frutti della trascorsa stagione, così da favorire lo sviluppo di nuovi tralci, le cui gemme daranno i grappoli per la vendemmia del prossimo anno. Mentre tutto ciò accade nel vigneto, nelle fredde giornate invernali, in cantina, il vino nuovo, che si sta affinando nei contenitori d’acciaio, subisce una naturale stabilizzazione delle sostanze acide in eccesso, con la precipitazione, in forma di cristalli dall’aspetto simile a quello del sale.
Successivamente il vino subirà dei travasi, per allontanare la parte superiore limpida da quella torbida sottostante. “Nella botte piccola sta il vino buono!” La conferma a questa antica regola la possiamo ritrovare assaggiando i vini prodotti da molte piccole realtà, grazie alla grande passione dei viticoltori. Scrive Attilio Locati, nel sito internet dedicato alla sua piccola creatura in Montalcino: “Passione per un territorio le cui colline sinuose sono in grado di
emozionarmi ancora oggi, dopo 20 anni, quando avvisto in lontananza il Colle degli Angeli, una sensazione ineffabile, che solo i frequentatori della zona possono comprendere, evocata anche dal nome della località “il Paradisone”. La fortuna di trovarsi in un paesaggio incantato, tra vigne, uliveti e antichi casali: il vino qui è armonia, sintesi e rappresentazione dell’ambiente e dell’ingegno umano. Montalcino, rinomata nel medioevo per il “Moscatello”, vino bianco dalle note dolci, oggi rappresenta con il Brunello, al di là dalle speculazioni scandalistiche, la massima espressione del vino italiano. La caparbia volontà di quanti hanno scelto di perseguire la regola di coltivare il monovitigno, della varietà Sangiovese Grosso detto “Brunello” e di vinificarlo in purezza, ha trasformato la rivoluzione qualitativa di un tempo nel migliore esempio di anticipazione del più corretto criterio di applicazione delle regole di attuazione della denominazione di origine controllata dei vini.

REMO PÀNTANO,
enologo
50 anni, nato in provincia di Varese, residente nell’Oltrepo Pavese, enologo, sommelier professionista
diplomato, giornalista pubblicista esperto ed appassionato in gastronomia, docente
di analisi organolettica e consulente di marketing vitivinicolo.
Per iscriversi al Sommelier club utilizzare il coupon a fine rivista.

La condivisione di un sogno nelle gioie del convivio.
Come ama dire Attilio Locati: “Al Principio, i vini Colle degli Angeli furono creati per la condivisione familiare e con gli amici.
Oggi, ci narrano anni di ricerca appassionata e duro lavoro, pagine intense nella storia di famiglia, bagliori d’un sogno lungo due decenni e destinato a durare. Ne permane lo spirito gioioso e conviviale che
diede loro la luce, quello spirito che fa d’un sogno condiviso una concreta realtà (…)”.

VINI DEL “PARADISONE” ROSSO DI MONTALCINO
Fratello più giovane del Brunello, proveniente da vigneti più recenti ed un soggiorno in legno di un anno. La sua armonica freschezza prepara l’appassionato alla ricchezza del fratello maggiore e nel contempo è sostenuta dalla splendida struttura, grazie ai tannini del nobile Sangiovese Grosso. Dall’ampio ventaglio di aromi e sapori, elegante la complessità che lo contraddistingue. Il Rosso di Montalcino è un vino per appassionati intenditori che potranno “godere” della sue qualità anche dopo anni dall’imbottigliamento.

BRUNELLO DI MONTALCINO D.O.C.G. (L’anticipazione) ANNATA 2007 – ANNO DI COMMERCIALIZZAZIONE 2012
Così il commento di Attilio: “Invetta alla gamma, beninteso, avremo la nostra sfida più grande: il Brunello di Montalcino.
Abbiamo scelto di varcare una soglia storica nel mondo vinicolo in tutta umiltà, eppure consapevoli dell’enorme potenziale – per terreno e microclima – di Colle degli Angeli.
Fu proprio il goût de terroir unico della tenuta, in effetti, ad indurci ad optare per un Brunello piuttosto che per un Super Tuscan od altro uvaggio composito. Non amiamo né ambiamo agli stereotipi di moda del momento, vini appositamente costruiti per compiacere il gusto prevalente, con un occhio al mercato ed uno al profitto.
Crediamo, piuttosto, nell’identità autoctona, nei tratti distintivi d’un particolare suolo, d’un dato vigneto e microclima; in varietà indigene che esprimono gli aromi ed i sapori della terra che le nutre.
Il nostro Brunello proviene da una severa selezione delle migliori uve Sangiovese Grosso e dalle migliori esposizioni di proprietà. Il vino che ne risulta, naturalmente, è Sangiovese in purezza come previsto dal disciplinare DOCG, ed i quantitativi variano a seconda dell’andamento dell’annata, le condizioni climatiche e vegetative e la qualità che ne
deriva. Vi potranno essere annate in cui non commercializzeremo il nostro Brunello: ciò accadrà qualora un dato millesimo non potrà far onore a quel risultato elevatissimo che ci si attende dal vino principe di Montalcino”.

Remo Pàntano

 

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