La più antica fucina


Le tre campane della nuova chiesa di San Matteo a Terni sono state realizzate presso la fonderia di campane più antica al mondo: la Pontificia Fonderia Marinelli di Agnone, nel Molise. In questa antica fucina, dove da trentasette generazioni gli eredi del capostipite Nicodemo Marinelli, realizzano campane per i luoghi più amati della Cristianità, oggi si utilizza ancora l’antica tecnica della fusione “a cera persa” che ha origine nel Medioevo.
Un procedimento che richiede tempi lunghi e ritmi molto lenti; per realizzare una campana occorrono almeno novanta giorni, e il fonditore è quotidianamente a contatto con materiali poveri, come argilla, mattoni, cera, legno di rovere.
La lunga e laboriosa lavorazione di una campana richiede perizia e maestria, necessita di una pazienza di altri tempi, e trova il suo culmine nella “colata”, cioè il delicatissimo e suggestivo momento in cui il bronzo (una lega nobile di rame e stagno) viene portato alla temperatura di 1250° all’interno di un forno a riverbero costruito in mattoni e poi
rovesciato all’interno delle forme di mattoni e argilla interrate nella fossa di colata.

Dall’alto: il nuovo campanile, sullo sfondo dell’antico
oratorio. La parete di sinistra, con le bucature e le
colonne che definiscono una navatella laterale.

È un momento delicatissimo, in cui la possibilità di intervento del fonditore è ridotta al minimo; durante la colata si invoca sempre la Madonna, forza creatrice e protettrice.
Anche le campane di Terni sono state realizzate con l’antica tecnica della fusione a cera persa: tutti i decori e le immagini delle campane sono stati curati dagli scultori della famiglia Marinelli.
Le caratteristiche delle tre campane: la prima, che riproduce la “campana del Giubileo” pesa 445 kg e suona la nota misurale del La bemolle; la seconda, del peso di 225 kg, suona la nota musicale del Do, e reca scolpite le immagini di Santa Maria del Campitello e di Madre Teresa di Calcutta; la terza campana pesa 135 kg e reca scolpite le immagini di
San Matteo e di San Antonio Abate.
Su tutti i sacri bronzi sono impressi i nomi delle famiglie che hanno contribuito economicamente alla realizzazione del lavoro.

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