La legna ecologica


La legna è il combustibile ideale per le stufe ed, essendo rinnovabile con un’adeguata politica di riforestazione, rispetta l’ambiente: ma è bene sapere alcune cose prima di acquistarla o di procurarsela e prima di mettere in funzione la stufa

La legna è l’unica fonte di energia presente in natura realmente rinnovabile, e quindi particolarmente utile in questo periodo di alti costi dei combustibili fossili e di riscaldamento globale dovuto all’effetto serra a causa dell’accumulo di
anidride carbonica.
I motivi per cui la legna è rinnovabile sono:
– se si adotta una giusta politica di riforestazione, vale a dire che si ripiantano almeno le stesse piante che si tagliano (o meglio un numero superiore del 20 – 30%), la risorsa lignea sarà sempre disponibile senza intaccare il patrimonio arboreo.
Contrariamente a quanto si pensa, la superficie forestale italiana è notevolmente aumentata da metà Ottocento a fine Novecento, tanto che oggi tale estensione è la maggiore dell’età contemporanea: attualmente, boschi e foreste coprono circa un terzo dell’intera superficie del Paese, per un totale di circa 9 milioni di ettari, e questa superficie
va ampliandosi di anno in anno, e migliorando in qualità e resa per ettaro; quindi, la disponibilità di legna da ardere è garantita senza intaccare il patrimonio naturale;
– la legna, se bruciata correttamente, emette la stessa quantità di anidride carbonica assorbita dalla pianta per vivere e crescere, inserendosi perfettamente nel ciclo della natura. La combustione della legna è in perfetto equilibrio con
l’ambiente. Infatti quando si brucia la legna, viene emessa nell’ambiente anidride carbonica, la quale viene assorbita da altre piante attraverso le foglie, mediante il processo di fotosintesi clorofilliana per produrre altre sostanze nutritive per la pianta e ossigeno per l’ambiente
– la quantità di anidride carbonica emessa nell’atmosfera con la combustione è pari a quella che la pianta liberebbe decomponendosi naturalmente nel bosco, una volta terminato il suo ciclo vitale: quindi, la combustione della legna si può considerare neutra per l’ambiente e non va minimamente a incrementare l’effetto serra;
– in molte aree del nostro paese, un razionale utilizzo del bosco potrebbe salvare dal degrado dovuto all’abbandono molti piccoli paesi rurali, offrendo loro quelle risorse economiche di cui oggi sono privi e che possono farli rivivere, anche a beneficio dell’ambiente: se i boschi sono curati, si scongiurano i rischi di incendi e si migliora il paesaggio.

L’acquisto della legna
Con l’arrivo dell’inverno bisogna acquistare la legna da ardere per la stufa. È noto a tutti che la vendita avviene al quintale, ma forse non tutti sono consapevoli che il peso della legna è estremamente variabile e che a parità di peso può cambiare anche sensibilmente la quantità di legna acquistata. Il legno è una sostanza porosa ed igroscopica, cioè che assorbe l’acqua, e che tende ad equilibrare il suo contenuto d’acqua in relazione alle condizioni ambientali in cui si
trova. Al momento in cui un albero viene abbattuto contiene un elevato contenuto d’acqua, mai inferiore al 50-60% del peso secco, ovvero la metà o più del peso fresco del legno è costituito da acqua. L’umidità considerata normale è fissata per convenzione al 12% ed è la quantità di acqua che dovrebbe rimanere più o meno stabile alle
condizioni di temperatura (20°C) ed umidità relativa (65%) considerate tipiche per l’Italia.
Tenuto comunque conto delle difficoltà di mantenere costante nel tempo tale valore, ai fini commerciali il legname si considera stagionato quando presenta un umidità inferiore al 20%. Al momento di acquistare il legno, è difficile stabilire il suo grado di stagionatura, ma è possibile valutare se è stato appena tagliato. L’interno di un ciocco tagliato di fresco, quando viene spaccato, appare più scuro dell’esterno, e dà una sensazione di umido sulle mani. Sarà anche molto più pesante di un ciocco di legno secco similare. A volte delle spaccature alle teste dei ciocchi indicano
che il legno è stagionato. La legna secca causa minori emissioni di gas e quanto migliore è la sua capacità di bruciare,
tanto meno fumo, fuliggine e monossido di carbonio si formano.
Le specie migliori come legna da ardere sono quelle con peso specifico più alto ed in particolare: leccio, cerro, roverella, carpino nero, corbezzolo e faggio; come si vede, sono tutte latifoglie: infatti le conifere, anche se hanno maggior potere calorifico, hanno un peso inferiore per unità di volume e contengono resine, che possono danneggiare
focolare e canna fumaria. In conclusione, i consigli che si possono dare a chi deve acquistare legna da ardere sono:
– acquistare legna che abbia passato almeno un’estate (ma meglio due) all’aperto ma coperta, o comprare o tagliare la legna da ardere in primavera, e lasciarla stagionare per tutta l’estate, o più a lungo, potendo, in modo che l’umidità presente sia scesa sotto il 25-30%, in quanto non fa piacere comperare l’acqua al prezzo della legna o
comunque pagare di più per avere difficoltà di accensione e combustione;
– far pesare il carico di legna a pieno e poi a vuoto (tara del carico: rimorchio, camion, ecc.) per conoscere il peso reale del materiale acquistato;
– misurare la legna dopo averla accatastata al fine di controllare il quantitativo acquistato calcolando il volume reale e di conseguenza il peso teorico al 12-15% di umidità;
– scegliere le specie con valori alti di peso specifico.

L’accensione della stufa

Prima di accendere una stufa occorre fare alcune verifiche:
– far controllare l’impianto fumario da un tecnico preparato (lo spazzacamino per esempio) prima dell’installazione dell’apparecchio e periodicamente, almeno una volta ogni due anni.
– controllare che la camera di combustione sia pulita.
– controllare che il cassetto raccogli cenere sia vuoto.
– nel verificare il tiraggio della canna fumaria bruciando pochi fogli di carta nella parte bassa della stufa, oppure mettendo un fiammifero acceso vicino alla presa dell’aria. Se la fiamma tira in direzione dell’apertura della presa dell’aria vuol dire che c’è tiraggio.
Un’altra buona cosa da fare è portare la legna in casa alcuni giorni prima di usarla; in tal modo perderà ancora umidità e brucerà meglio.
Occorre inserire nella camera di combustione alcuni ceppi di legna stagionati e secchi. I ceppi di legna vanno sistemati con un certo criterio: un primo strato longitudinalmente, un altro strato messo trasversalmente con i ceppi separati tra di loro di qualche centimetro per facilitare il passaggio dell’aria e via di seguito.
I ceppi di legna possono rimanere in piedi appoggiati l’uno all’altro o sul fondo della camera di combustione.
Tra un ceppo e l’altro inserire qualche rametto sottile ben secco che faciliti la combustione insieme a qualche foglio di carta di giornale appallottolato; si può inserire anche un accenditore per camini che si trova facilmente in commercio.
Con un accendino o un fiammifero dare fuoco all’accenditore e alla carta. In questa fase occorre tenere aperte le prese dell’aria e le saracinesche del tiraggio. Subito dopo l’accensione occorre chiudere lo sportello della stufa per fare
in modo che la legna riceva la corretta quantità d’aria ed il giusto tiraggio. Può succedere che l’accensione della legna non si verifichi e che il primo fuoco, dopo pochi minuti, si spenga. In questo caso non disarmare. Ciò capita perchè la
canna fumaria è fredda e non c’è abbastanza tiraggio, oppure si è inserita troppa legna grossa con poca ramaglia secca di contorno. Ripetere l’operazione inserendo più "condimento": ramaglia secca di facile combustione. Paglia, fieno, piccoli arbusti, foglie secche, pigne e carta di giornale vanno molto bene come materiale di contorno in questa prima fase di accensione.
Attenzione però: non tutto quello che incenerisce è adatto alla combustione! Negli impianti domestici è possibile bruciare solo legna non trattata, non verniciata e ben asciutta. Chi brucia altri materiali mette a rischio la stufa e
l’ambiente!

 

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