LA DOCUMENTAZIONE E IL DIBATTITO

Animatore scientifico dell’iniziativa e curatore degli atti del I Congresso è stato il Prof. Estebán F. Cobián, docente alla Scuola di Architettura di La Coruna. Egli dedica da tempo una speciale attenzione all’architettura sacra e ha al suo attivo, tra le altre pubblicazioni, una monografia sull’architettura sacra contemporanea in Spagna, edita nel 2005, che si deve considerare l’opera di riferimento in materia.
Il Prof. Cobián partecipa attivamente al dibattito internazionale, è in contatto con studiosi tedeschi, francesi e italiani e da anni frequenta i convegni di arte e liturgia di Venezia e di Bose.
Ha aperto i lavori del I Congresso con un’ampia e articolata relazione nella quale ha fatto il punto della situazione, sia sullo stato della ricerca, sia sugli orientamenti progettuali. Due relazioni hanno presentato ampie rassegne delle nuove chiese in Germania (Walter Zahner) e in Portogallo (Manuel Vieira Ferreira), una (Maria Antonietta Crippa) è stata dedicata alle due figure principali del rinnovamento dell’architettura e dell’arte sacra vissute in Europa nel XX secolo: Romano Guardini e Marie-Alain Couturier. Numerose comunicazioni sono state dedicate a opere singole di architetti (il santuario di Torreciudad, la cappella di Picote), artisti (Miquel Barceló) e ai progetti di chiese di alcuni architetti spagnoli particolarmente innovativi (Rodolfo García-Pablos, Ignacio Vicens Hualde, Miguel Fisac). L’attenzione monografica si è allargata anche fuori della Spagna; in particolare la chiesa di San Pietro a Firminy, opera postuma di Le Corbusier è stata oggetto di un’approfondita presentazione di José Oubrerie, e l’ormai famosa chiesa di Santa Maria in Marco de Canaveses è stata illustrata da Alvaro Vieira Siza.A due temi di carattere generale – “La liturgia come programma” e “Lo spazio sacro” – sono state dedicate due tavole rotonde; una comunicazione (Rafael Ángel Garcia Lozano) ha affrontato il tema “Chiesa città”. È stata anche allestita una piccola mostra che ha documentato 15 architetture religiose del XX secolo in Galizia. Il Congresso si può dire molto ben riuscito da due punti di vista: quello documentario e quello del dibattito. Molti architetti e numerose chiese poco note sono state oggetto di presentazione e discussione. Le grandi questioni, come la formazione del clero, i rapporti tra progetto e comunità di riferimento, la modesta qualità media dell’architettura sacra, il permanente disagio della Chiesa nei riguardi dell’arte contemporanea, sono stati affrontati con precisione e chiarezza mettendo in luce i tentativi riusciti e quelli non riusciti. Il panorama, cioè, è stato presentato in tutte le sue sfaccettature. Sostengo senza riserve l’intenzione di dare seguito ai Congressi di architettura sacra contemporanea, mantenendo il doppio registro della documentazione e del dibattito. Ritengo che sia cosa meritoria e del tutto necessaria da una parte documentare e informare sulle figure di architetti, artisti, teologi e animatori, sulle opere, sulle riviste e sulle iniziative che hanno preparato il Concilio Vaticano II in Europa e che ne hanno messo in opera gli insegnamenti. Per molte di esse, infatti, anche di grande valore, v’è il rischio della dimenticanza. D’altra parte mi sembra molto utile che si mettano a fuoco onestamente i problemi emergenti, cercando di identificarli in tutti i loro aspetti. Credo sia il momento di superare le barriere geografiche e culturali costituite dal quasi esclusivo riferimento all’Europa. Sembra ormai possibile, oltre che doveroso, aprire qualche finestra almeno in direzione dell’America Latina: la geografia e la storia orientano a muoversi in quella direzione.
La prospettiva più ampia è di aprirsi ancora di più, con vera sensibilità “cattolica”, in tutte le direzioni, culture e continenti.

Nelle foto: Due esempi di architettura religiosa contemporanea in Galizia: la chiesa di Santa Cruz de Oleiros a La Coruña (progetto Arch. Miguel Fisac Serna, 1967/69); in alto, la chiesa di San Pelayo de Navia a Vigo, Pontevedra (progetto Arch. Antón Román Conde, 1969).
(Foto di Vari Caramés tratte dal volume degli Atti del Convegno “Arquitecturas de lo sagrado, Memoria y proyecto”, autore Esteban Fernández Cobián (ed.), Netbiblo)

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