La città dell’uomo

Tratto da:
Chiesa Oggi 47
Architettura e Comunicazione

La città dell’uomo

S. Em. Card.
Carlo M. Martini


La testimonianza di S. Em. Card. Carlo Maria Martini. L’Arcivescovo di Milano pone in evidenza i valori cristiani: protagonisti, con le sue chiese, della storia e della struttura urbanistica della città di Milano. La luce è strumento efficace di comunicazione e illuminare adeguatamente i luoghi di culto fa vivere la città nella notte, esaltandone i punti di riferimento.

Le metropoli moderne ci appaiono piuttosto degli agglomerati che delle vere unità sociali e culturali. La gente vi è confluita molto rapidamente formando quartieri nuovi spesso poco collegati tra loro e con il centro della città stessa. Molti non sentono la loro appartenenza alla tradizione storica della comunità cittadina. La città di Milano non è certo estranea a tali fenomeni di disgregazione, a questa figura di “agglomerato urbano” piuttosto che di vera e propria città. (…) La città è come tale, un luogo di salvezza? La domanda si potrebbe anche esprimere così: È Ninive che va evangelizzata oppure sono i niniviti? Il libro di Giona considera questi due termini come intercambiabili: “Va’ a Ninive, la grande città e annunzia loro” (1,2); “Giona si alzò e andò a Ninive… i cittadini di Ninive credettero a Dio” (3,3.5); “Io non dovrei aver pietà di Ninive, quella grande città nella quale sono più di centoventimila persone?” (4,11). Dunque anche una grande città può avere una sua rilevanza teologica, è vista come una realtà unitaria da Dio: “Le città hanno una loro vita e un loro essere autonomo, misterioso e profondo: esse hanno un loro volto caratteristico, per così dire una loro anima e un loro destino: esse non sono occasionali mucchi di pietre, ma sono misteriose abitazioni di uomini e, vorrei dire di più, in un certo modo le misteriose abitazioni di Dio: gloria Domini in te videbitur”. Non possiamo infatti dimenticare che la città sorge per meglio integrare le persone, per far sì che le loro capacità siano meglio espresse, si intreccino con quelle degli altri, i loro bisogni trovino migliore e più rapida risposta. (…) Partiamo da una constatazione concreta: la Milano che noi viviamo è città dell’uomo e città di Dio. Cosi ce la consegna persino la stessa struttura urbanistica, che la scrive tutta centrata attorno alla cattedrale, con accanto altri importanti punti focali della vita cittadina riguardanti le istituzioni, la vita civile, l’arte, la finanza, il commercio, ecc. “Ogni città racchiude in sé una vocazione ed un mistero: voi lo sapete: ognuna di esse è da Dio custodita con un angelo custode, come avviene per ciascuna persona umana. Ognuna di esse è nel tempo una immagine lontana, ma vera della città eterna. Amatela, quindi, come si ama la casa comune destinata a noi ed ai nostri figli. Custoditene le piazze, i giardini, le strade, le scuole; curatene con amore, sempre infiorandoli e illuminandoli, i tabernacoli della Madonna, che saranno in essa costruiti; fate che il volto di questa vostra città sia sempre sereno e pulito. Fate, soprattutto, di essa lo strumento efficace della vostra vita associata: sentitevi, attraverso di essa, membri di una stessa famiglia; non vi siano tra voi divisioni essenziali che turbino la pace e l’amicizia: ma la pace, l’amicizia, la cristiana fraternità fioriscano in questa città vostra come fiorisce l’ulivo a primavera!”.

 

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