La Cattedrale Di PerugiaLa centralità dell’antico altare

Tratto da:
Chiesa Oggi 47
Architettura e Comunicazione

La centralità dell’antico altare

 

 

Il nuovo altare è posto tra le fasce sul pavimento che prolungano il motivo del decoro del pavimento preesistente

 

LA CATTEDRALE DI PERUGIA

Costruita a partire dal 1436-1437 circa, la Cattedrale di Perugia, intitolata a S. Lorenzo, sorge sulla parte più elevata della città. Ricca di opere d’arte in prevalenza rinascimentali, la sua importanza è sottolineata dal fatto che spesso qui è stata ospitata la sede papale e diversi pontefici riposano nell’edificio. Il restauro dell’antico altare e del restrostante coro ligneo, con l’ampliamento della pedana, sono stati i punti di partenza dell’adeguamento liturgico curato dall’architetto Mauro Severi.

La Cattedrale di Perugia, edificata tra i secc. XIV e XV, si trova al centro della città, costruita su di un edificio che risultava già esistente nel secolo X. Il luogo, la parte più alta del complesso urbano di Perugia, era già stato sede di edifici etruschi e romani. Con la sua mole, la Cattedrale domina nel contesto urbano. Sorge su Piazza IV novembre, vero “foro” in cui da secoli si svolgono i momenti principali della vita sociale e religiosa; sulla stessa piazza, al cui centro si trova la duecentesca Fontana Maggiore, si affacciano anche il Palazzo dei Priori e il Palazzo Vescovile. Il rivestimento esterno, in marmo bicolore, non è mai stato completato, se non sul lato sud. L’interno, di vaste dimensioni con tre navate di uguale altezza (quasi 25 metri), è illuminato da grandi bifore. La decorazione è stata realizzata tra i secoli XVIII e XIX secondo il gusto neogotico. Nella cattedrale, che ha spesso ospitato in passato la sede papale, e nella quale hanno sepoltura diversi pontefici, si trovano diverse opere d’arte di grande significato, quali, sull’altare, lo Sposalizio della Vergine di J.B. Wicar (1825) che sostituisce la precedente pala di medesimo soggetto opera di P. Perugino, oggi in Francia al museo di Caen. L’abside della cattedrale venne danneggiata da un incendio nel 1985. Parte del coro ligneo realizzato tra il 1486 e il 1491 da Giuliano da Maiano e Domenico del Tasso andò distrutta. L’adeguamento liturgico è stato studiato sulla base della decisione di restaurare e mantenere l’altare maggiore del 1762, opera di Carlo Murena, sia per la sua importanza artistica, sia per la sua funzione di elemento di chiusura prospettica della navata centrale e di punto focale su cui converge l’attenzione e l’arredo del presbiterio. Anche col nuovo adeguamento esso costituisce lo splendido fondale del presbiterio. Per l’adeguamento del presbiterio è stato studiato un nuovo altare rivolto all’assemblea e un attiguo ambone. Una prima ipotesi di intervento aveva convinto i progettisti a scegliere un altare connotato da una grande leggerezza e trasparenza per consentire una perfetta lettura dell’altare settecentesco, senza quasi voler disturbare la quiete solenne sedimentata in quel luogo sacro nel corso dei secoli, senza alterare un insieme ormai entrato nella consuetudine dei fedeli e della città.
Un altare “leggero” avrebbe correttamente interpretato uno spazio presbiteriale in forte tensione verso l’assemblea tramite l’allungamento della sola parte centrale del presbiterio esistente. Con la necessità di allargare maggiormente l’area presbiteriale è venuta a mancare la possibilità di realizzare un altare che non fosse anche centro di attenzione preminente. In tale contesto è risultato più convincente un altare “pieno”, per bilanciare la più quieta spazialità della sistemazione definitiva, rispetto alla prima soluzione esaminata. La nuova mensa ha dimensioni simili a quella antica.

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