La Biennale di Stauròs

Il luogo dell’arte cristiana oggi

“Noi abbiamo bisogno di voi” disse Paolo VI alla Messa degli artisti, nel maggio del 1964. In quel momento si riaprì il dialogo tra Chiesa e arte, che nel corso dei secoli ha regalato al mondo creazioni tra le maggiori. Con la Fondazione Staurós e la Biennale di Arte Sacra del Santuario di San Gabriele sul Gran Sasso, p. Adriano Di Bonaventura ha dato vita a un fondamentale luogo di incontro tra arte contemporanea e Chiesa. Oggi p. Adriano è alla ricerca di sostegno per questo prezioso cammino di dialogo.

Che cosa è Staurós Staurós (parola greca che significa “Croce”), è il nome di una Istituzione culturale che i Passionisti fondarono a Kortenberg in Belgio, il 19 ottobre 1973, per promuovere lo studio e la divulgazione del Vangelo della Passione. Come Associazione Internazionale, Staurós promuove un lavoro di ricerca di alto livello e di respiro ecumenico, che sia espressione del nostro tempo e per il nostro tempo. Per la caratteristica dell’ecumenicità Staurós, sebbene creata dai Passionisti, resta promanazione indipendente. Essa, soprattutto a livello di ricerca scientifica, prende iniziative e appoggia progetti che indagano il significato della dottrina e dell’annuncio della Passione di Cristo, in tutte le sue dimensioni ed espressioni.”Staurós è nata dalla consapevolezza che il Vangelo della Passione ha radici profonde nella storia dell’umanità e ramificazioni estese nella situazione del mondo di oggi, nella lotta continua dell’uomo con le esperienze pungenti della sofferenza e della morte. Staurós desidera promuovere la riflessione su queste esperienze fondamentali entro un contesto universalmente umano”. I Passionisti Italiani (CIPI) già nel novembre 1973, decisero di aprire la segreteria Staurós che curasse in Italia le iniziative intraprese dalla sede centrale. Dal 1977 al 1991 l’Associazione Staurós Italiana ebbe sede ufficiale nel Centro Culturale Passionista “Francesco Crescenzi” di Pescara. Il 15 settembre 1991, per soddisfare all’esigenza di uno spazio espositivo più amipio, Staurós venne trasferita presso il Santuario di S. Gabriele. Per dare poi maggiore solidità e consistenza all’attività culturale ed artistica di Staurós la Provincia religiosa di Maria SS. della Pietà (PIET) (che si estende nella fascia adriatica dal Po al Molise), quale unico Ente responsabile anche dal lato economico, trasformò l’Associazione in “Fondazione Staurós Italiana” (1993), che il 31-12- 1994 venne riconosciuta ufficialmente dalla Regione Abruzzo e successivamente, il 20-4-1999, dallo Stato Italiano.


P. Adriano Di Bonaventura

L’appello di P. Adriano

Carissimo Direttore,

ecco il catalogo della X Biennale: ritengo che meriti veramente una recensione approfondita…. Si renderebbe anche onore a Carlo Chenis, che di quel catalogo ha fatto il suo capolavoro. Studiato in tutte le sue parti, sviluppato in otto percorsi armonizzati dalla ideologia globale sulla Luce, enucleato nella trama dell’intera area dell’immenso Santuario all’esterno e all’interno, il tema segna con questa manifestazione un punto di riferimento e di arrivo per l’arte contemporanea nel periodo giubilare.

Chiedo personalmente questo riconoscimento a questo grande uomo che pur in quelle alte sfere pratica il volontariato solo per amore a Dio e l’elevazione spirituale dei fratelli. Confido che sono molto mortificato e amareggiato, perché ancora, per difficoltà economiche non sono riuscito a remunerare chi ha veramente e duramente lavorato a questa impresa.Sto pensando di poter realizzare un’asta del patrimonio artistico della fondazione per ricolmare il deficit. A dir il vero alcuni amici artisti mi suggeriscono di richiedere loro un’opera da vendere in un’asta a tal scopo. Veramente l’anno scorso il nostro Malaspina mi faceva una proposta simile, magari nel mondo della grande nobiltà. In verità, al momento, causa il mancato riattivamento della L. R. in favore della Biennale(150 milioni vecchie lire), il deficit è rilevante per una Fondazione povera come è Staurós. Non è che io mi arrenda facilmente. Giorni fa ho inoltrato una lettera al Direttore degli Industriali della Provincia di Teramo per fare qualche tentativo nel contesto circostante. Mi permetto di inviarla perché Lei capisca fino a che punto mi prenda questa situazione e come in questa piccola testa le idee non difettano. D’altra parte, la situazione di crisi mondiale che si è venuta a creare, e soprattutto l’insensibilità crescente delle amministrazioni pubbliche sul problema dell’incidenza del linguaggio artistico contemporaneo nella formazione spirituale dell’uomo, non lasciano sperare nulla di buono a tempi brevi. I mezzi di comunicazione, alludo anche a “Chiesa Oggi”, hanno un gran lavoro da fare. Anche all’interno della gerarchia e soprattutto del basso clero, c’è da creare la convinzione e la consapevolezza dell’importanza del problema per il futuro dell’incidenza della Chiesa sull’uomo contemporaneo. Provenendo dalla Bibbia e conscio di tale importanza questo povero fraticello si è lanciato a capo fitto nell’impegno per la soluzione di questo problema; e finché Dio mi conser va l’intelligenza e il fiato, non mi darò riposo. Sono sicuro: il buon Dio, la Chiesa e anche persone di buona volontà, come quelle di “Chiesa Oggi”, apprezzeranno questo piccolo impegno. A Lei e a Carlo Malaspina sono particolarmente grato per la stima e l’aiuto che da sempre mi avete dato. Dio ve lo ricompensi. Chiudendo, chiedo scusa di questo sfogo personale. La saluto, Caro Direttore. Gradisca anche i miei sentiti, grati ossequi. p. Adriano Di Bonaventura

Attività culturali

L’attività della Staurós Italiana all’inizio si concentrò soprattutto nel campo della ricerca religiosa con alcune pubblicazioni, affiancate da due riviste bibliche- teologiche (1975): “Schede Bibliografiche sul Vangelo della Passione”e “Bollettino Staurós Teologia della Croce”. La Staurós italiana sentì impellente l’invito del Concilio Vaticano II, rivolto agli Ordini e Congregazioni religiose, di un rinnovamento culturale e spirituale per rispondere alle esigenze dell’uomo contemporaneo. Si impose da subito a Staurós il prob
lema del linguaggio più consono e adeguato alla mentalità e alle esigenze della contemporaneità. La risposta a tale ricerca venne immediata: il linguaggio dell’arte e dell’arte contemporanea.

La Biennale d’arte sacra

Nel 1982 l’idea di un impegno di Staurós nel campo dell’arte fu lanciata nell’Assemblea Generale tenuta a Corella, in Spagna, dove fu ben accolta e venne richiesta una proposta concreta di fattibilità. L’anno successivo (1983), nell’Assemblea di Città del Messico, fu approvato il progetto di un’esposizione d’arte a tema passiologico. Nel maggio del 1984 Staurós Italiana allestiva la I Biennale d’arte sacra dal titolo “Passione di Cristo e passione dell’uomo” nella celebre Sala dei Marmi del Palazzo del Governo di Pescara. La Biennale riscosse una crescente risonanza, particolarmente a partire dalla V edizione, svoltasi nella nuova sede del Santuario di S. Gabriele. Essa ha varcato i confini nazionali ed europei, imponendosi come la Biennale d’arte sacra per antonomasia. La Biennale nell’ultimo ventennio ha trattato sempre il tema fondamentale della Passione di Cristo intesa in senso ampio. I titoli: La Passione di Cristo; Passione di Cristo e Passione dell’uomo; La Croce: come simbolo, immagini della crocifissione, via crucis; La Crocifissione; Beata Passio!, La Passione di Cristo e la guerra; Staurós: unità, attrazione ricapitolazione nell’arte contemporanea; Tracce del sacro nel ventesimo secolo: consuntivo e progetto; La Porta: segno di Cristo ed evento artistico; Nel segno della Luce.

Il Museo d’arte contemporanea

Oggi Staurós si ritrova a gestire anche un Museo d’arte sacra contemporanea sulla Passione di Cristo, che annovera circa mille opere tra pittura, scultura e architettura. Promanante dalla Biennale, quale frutto di donazioni degli artisti espositori, esso oggi è uno dei più rappresentativi in Italia, con una fornitissima Biblioteca d’arte contemporanea e un Centro di Documentazione sull’arte contemporanea. Promanazione dell’attività museale sono da considerarsi alcune Mostre personali di affermati artisti contemporanei (Tito, Costi, Rainaldi, Galliani, Mondazzi, Tulli, Il Volto della Passione; Cento artisti rispondono al Papa; Progetto per una nuova iconografia di S. Gabriele); Convegni di studio su l’Architettura, l’Arte sacra; l’annuale Festa dell’Artista; Partecipazione a Fiere Internazionali.

Punti di forza di Staurós

– Il soggetto della ricerca: la Croce (Staurós!), la Passione e Risurrezione di Cristo che costituiscono il cuore, il nucleo fondamentale del cristianesimo.
– Il mezzo di ricerca: Metodo scientifico e Linguaggio artistico, perseguiti ed esercitati attraverso i più avanzati strumenti tecnologici.
– La profonda convinzione di fede e il sommo impegno umano di chi la gestisce.

 

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