L’itinerario di una statua

La Sacra di San Michele

Dall’idea all’oggetto
lI Concorso artistico nazionale

L’opera è stata voluta dai Padri Rosminiani, in particolare da P. Antonio Salvatori, Rettore dell’Abbazia dal 1991 e scomparso nel 2003, che ne hanno promosso la realizzazione in accordo con il Comitato Regionale Sacrense per la fruizione e valorizzazione della Sacra di San Michele. Il Concorso, indetto nella primavera del 2003, ha visto la partecipazione di oltre 37 artisti di livello nazionale. I lavori presentati in quell’occasione sono stati “frutto di una elaborazione in gran parte figurativa, pur con suggestioni fantastiche e simboliche, in una sorta di ricerca in cui il tema religioso si misura con l’interpretazione degli artisti, con la strenua energia del modellato, con la tensione della linea che circoscrive le ali, il volto, il movimento del corpo impresso all’Arcangelo dagli scultori”. (da Angelo Mistrangelo, Presentazione del Concorso in Catalogo delle opere in Concorso). Il 25 luglio 2003, nel determinare il vincitore, la Commissione, composta dai membri del Comitato Regionale Sacrense e da 3 esperti esterni, ha valutato il valore
espressivo della raffigurazione, la qualità del modellato e la rispondenza al tema, l’inserimento ambientale e la fattibilità tecnico-economica dell’opera.

Gli Stili nell’architettura sacra

L’architettura lombarda nell’alta Italia.

Dati tecnici della scultura di San Michele Arcangelo

Altezza: 5,20 metri
Peso: 2600 kg circa
Materiale: Bronzo
Fusione: fusione a cera persa

Nelle foto: Veduta dell’Abbazia della Sacra di San Michele ad Avigliana (Torino).
Da sinistra, il Vescovo di Susa, S.E.R. Mons. Alfonso Badini Confalonieri, il Prof. Romano Perusini e l’Arch. Giuseppe Maria Jonghi Lavarini.

La Commissione unanime “ha valutato che l’opera di Paul dë Doss Moroder, nella immediata riconoscibilità e nel rispetto della tradizione iconografica, ha saputo interpretare in modo originale il tema. Ad una elevata qualità artistica si abbinano elementi di forte impatto emotivo adatto ad un pubblico vasto (le ali di un angelo caduto e la spada confitta nella roccia) e più sottili riferimenti alle origini dell’Abbazia (angelo con cocolla benedettina). La Commissione unanime ha apprezzato inoltre il forte senso di accoglienza ed il totale rifiuto di truculenza e violenza che l’opera esprime … ritenendo che tale messaggio possa essere fatto proprio dall’Abbazia Sacra di San Michele – Monumento Simbolo del Piemonte. … l’opera si inserisce nel contesto ambientale totalmente integrandosi in una scenografia ampia, che trae spunto e valorizzazione dal contesto stesso. Apprezzata quindi la scelta di integrare come basamento uno spuntone di roccia già presente sul luogo di posa dell’opera”. (estratto da relazione conclusiva della Commissione del Concorso). Del Concorso è stato redatto un Catalogo e tutti i modelli partecipanti sono stati esposti in una Mostra temporanea allestita nell’autunno 2003 presso l’Abbazia stessa.

Nelle foto: l’Arch. Giuseppe Maria Jonghi Lavarini con P. Umberto Muratori, Padre provinciale dei Rosminiani.
P. Prof. Giampietro Casiraghi, Prof. Enrico Nerviani e il Vescovo di Susa.

L’Opera in Bronzo a cera persa

L’opera rappresenta San Michele Arcangelo ed il maligno. Dopo aver realizzato il bozzetto in bronzo per il concorso, la stessa opera é stata realizzata in scala 1:1 in creta. L’artista Paul dë Doss Moroder ha costruito uno scheletro in ferro del peso di circa 450 kg per il sostegno alla creta. Il sostegno è stato poi avvolto con una rete su cui è stata applicata la creta e modellata la scultura in originale. A realizzazione in creta finita (ne sono occorsi circa 3600 kg), l’artista ha preparato un negativo composto da circa 75 formelle in gesso sottile da cui finalmente si è ricavato lo stampo positivo, suddiviso in 5 parti, in cera dello spessore di circa mm 5. Le forme sono state poste nella fornace portandole a circa 800 gradi di temperatura per alcuni giorni. La cera evaporando ha lasciato lo spazio per la fusione in bronzo che è stata eseguita a circa 1200 gradi. Dopo il raffreddamento le 5 parti sono stata risaldate e cesellate.

Nelle foto: L ’ingresso alla Sacra.
La locandina del XIV Convegno Sacrense “La teologia dell’amore”, tema prescelto in omaggio ad Antonio Rosmini, filosofo e sacerdote, nel 150° della sua scomparsa.

Infine l’artista ha ultimato in
sito la scultura con lucidatura e patina. Per basamento della statua l’artista, in accordo con l’architetto Gianfranco Vinardi dello studio Fratelli Vinardi-Torino incaricato dei progetti di restauro dal 1997 e con
la Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggio del Piemonte, ha scelto uno sperone di roccia naturale, già emergente dal volume edificato del complesso monumentale. Per rendere questa roccia strutturalmente idonea a reggere il peso della scultura si è resa necessaria una delicata quanto“invisibile” operazione di consolidamento.
L’installazione è stata compiuta con l’ausilio di un elicottero che in posizione sopra ai tetti della chiesa abbaziale ha calato la scultura sul basamento predisposto, dopo averla prelevata dal mezzo gommato su cui è stata trasportata dalla provincia di Verona fino al parcheggio della Croce Nera (circa 800 m prima dell’ingresso alla Sacra).
L’artista ha completato in sito le operazioni di finitura delle superfici della fusione.

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