L’intervento

L’INTERVENTO ILLUMINOTECNICO IN S.VITALE A RAVENNA

Nel 1995 la Valerio Maioli Spa ottenne l’incarico di mettere a norma l’impianto elettrico dell’antica basilica, soddisfare alle diverse aspettative sia della Diocesi che della Soprintendenza.Tra l’altro veniva richiesta una luce che permettesse la lettura completa degli spazi e delle componenti decorative. E, nello stesso tempo, era necessaria una luce funzionale agli spettacoli d’arte sacra che vi si organizzano in estate. Infine, veniva richiesta una luce che rispettasse le funzionalità liturgiche e la creazione di una atmosfera propizia al raccoglimento e alla preghiera. Grazie agli stimoli ricevuti dalla Soprintendente Anna Maria Iannucci e dal suo collaboratore Architetto Emilio Agostinelli, durante una delle tante nottate passate a provare il miglior orientamento dei fari, è nata una grande intuizione: realizzare un impianto di illuminazione flessibile in grado di seguire il movimento della luce naturale del sole che, grazie alla forma ottagonale della struttura, illumina l’interno della Chiesa con angoli via via diversi secondo il periodo della giornata e dell’anno. Per risolvere questa esigenza di versatilità, si è deciso di passare da un sistema tradizionale basato sulle funzioni acceso/spento, ad un sistema automatico governato da un computer centrale in grado di dialogare con tutte le sorgenti luminose e governarle in base a programmi predefiniti secondo il modo d’uso richiesto e la presenza della luce naturale del sole. In questo modo la "dolce ansietà d’oriente" dell’antica Basilica si è arricchita ancor più di visibilità e di fascino, perché sono tornate a vivere tutte le sue componenti, tutta la sua identità. Illuminare vuol dire far vivere un monumento, una piazza, una chiesa, utilizzando solamente la giusta quantità di luce: lasciando vivere anche il buio, naturale complemento della luce stessa. Con la giusta luce si ottengono visioni prospettiche in cui vengono evidenziate la profondità e la rotondità degli oggetti che, così, sono in grado di mostrare tutta la loro bellezza. Nell’eterna lotta tra la luce ed il buio, entrambi devono esprimere al meglio le forme architettoniche affinché i monumenti siano in grado di raccontare la loro storia.

Per ottenere questo risultato, è necessario utilizzare la luce con il giusto colore, così che risaltino i reali colori dell’oggetto illuminato e del contesto. Altro elemento fondamentale per un corretto approccio al problema della illuminazione, è la ricerca dei giusti corpi illuminanti, che non devono invadere o modificare in alcun modo l’aspetto architettonico del monumento. E’ necessario nascondere il più possibile i corpi illuminanti che sono, comunque, una forzatura che il progettista originale dell’opera non aveva certamente previsto. Fondamentale è inoltre seguire, il più possibile, il percorso originale della luce solare, perché quasi tutti i monumenti sono stati pensati principalmente per essere visti sotto la luce naturale o, al massimo, con la luce di fiaccole e lucerne. Qualsiasi altro intervento, quindi, è forzato ed innaturale. Nel progetto illuminotecnico conta più la sensibilità che la simulazione al computer. Una pennellata blu, rossa, verde assorbe in maniera diversa le radiazioni luminose.
Vista interna della Basilica di S.Vitale a Ravenna, massimo esempio di ornamento musivo.

Occorre conoscere le sensazioni associate alla resa di questi colori sul singolo oggetto. Da tutte queste considerazioni è nato uno dei brevetti più importanti della Valerio Maioli Spa: il sistema DigiLux VM 3000®, realizzato e brevettato nel 1995, proprio nello studiare come meglio illuminare la Basilica di San Vitale a Ravenna, seguendo l’andamento della luce naturale del sole. Già il primo prototipo non solo era in grado di regolare l’intensità di ogni singolo punto luce dell’impianto, in base alla quantità di luce naturale presente sugli oggetti da illuminare, ma ne modificava la struttura stessa secondo il modo di utilizzo dello spazio liturgico. Sono molte le tipologie di utilizzo dello spazio ecclesiastico: Battesimo, Cresima, Matrimonio, Funerale, Messa Solenne,Veglia di Preghiera, Festa del Patrono, Visita Turistica, Servizio di Pulizie, ecc. Nel caso della Basilica di San Vitale si è tenuto presente che in essa si svolgono anche importanti Concerti d’Organo e di Musica Sacra. Valutate, per ogni situazione o evento, le migliori condizioni di illuminazione dei singoli oggetti, in rapporto all’intero spazio e contesto che li contiene, queste sono state memorizzate in assenza di luce naturale sul software dedicato. Da quel momento qualsiasi apporto di luce naturale, durante ogni singolo modo di utilizzo dello spazio, fa sì che ci sia sempre il corretto valore di illuminazione e, se la luce naturale supera certi valori, l’impianto automaticamente riduce il flusso luminoso delle lampade fino a spegnere quelle non più necessarie. Questa importante soluzione consente di rendere la luce flessibile e piegata al nostro modo di vivere lo spazio ed il tempo, ma anche di ottenere ottimi risultati illuminotecnici perché ogni oggetto viene illuminato con il giusto valore di luce. Il sistema DigiLux VM3000® è stato da allora ulteriormente sviluppato per far fronte alle più svariate applicazioni ed è stato integrato con diverse altre funzioni che lo rendono l’unico sistema al mondo ad avere avuto pratiche applicazioni sul campo e, naturalmente, perfettamente funzionanti e rispondenti ai requisiti richiesti.

CENNI STORICI

San Vitale è certamente la chiesa più importante di Ravenna, il monumento più significativo dell’arte bizantina d’Occidente ed uno dei monumenti più visitati in Italia dopo S. Marco, S. Pietro e Pompei, ed apprezzato per i suoi mosaici parietali e pavimentali. La Basilica di S.Vitale, commissionata dal Vescovo Ecclesio nel 526, fu consacrata da Massimiano, terzo successore di Ecclesio, nella primavera dell’anno 547 o 548. La costruzione fu pagata da Giuliano Argentario, banchiere di origine bizantina, che finanziò anche altre costruzioni sacre ravennati, come S. Apollinare
in Classe, S. Michele in Africisco e, probabilmente, Santa Maria Maggiore. L’edificio, a pianta centrale ottogonale, è formato da un corpo interno più alto che contiene la cupola e da un corpo esterno che contiene l’ambulacro al
piano terreno ed il matroneo al primo piano. La cupola, del diametro di 16 metri, è costituita da tanti filari di tubi fittili incastrati l’uno nell’altro in modo da realizzare una struttura robusta ma leggera. La muratura è in mattoni a vista di forma molto lunga e sottile (cm 48 di lunghezza e cm 4 di spessore) posti in opera con interstizi di calce uguali al
loro spessore. Le linee esterne dell’edificio sono sobrie e pulite, mentre le pareti sono rafforzate da lesene che salgono
fino al tetto e da robusti pilastri angolari che terminano con un piccolo timpano triangolare. Superata la porta d’ingresso e discesi alcuni gradini di legno ci si trova immersi in uno spazio architettonico altamente suggestivo.
Le quinte sono costituite da pilastri che propongono svariate prospettive ed aumentano la profondità degli spazi retrostanti sempre immersi nella tenue luce dorata filtrante dalle vetrate alabastrate. Grazie all’impianto di illuminazione flessibile in funzione anche di giorno, il visitatore può ammirare le bellissime decorazioni musive della volta del Presbiterio che è divisa in quattro settori o vele, da festoni di foglie e frutti che confluiscono al centro dove spicca, bianco, l’Agnello Divino su uno fondo stellato. Le quattro vele sono occupate da tralci di acanto che partono da un cespo al centro della base e, con volute sempre più strette giungono fino alle braccia alzate dell’angelo situato al vertice
di ogni vela. Sulla parete sinistra del presbiterio si può ammirare l’episodio biblico che ricorda la storia di Abramo e
del figlio Isacco, mentre su quella destra si ripropone un altro episodio biblico in due scene sacre che riprendono il tema dell’offerta.

Condividi

Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza sul nostro sito web.
Puoi scoprire di più su quali cookie stiamo utilizzando o come disattivarli nella pagine(cookie)(technical cookies) (statistics cookies)(profiling cookies)