L’antico amore dei genovesi per la pittura


Uno spazio aperto con pareti e pavimenti bianchi per dare il massimo risalto alle opere d’arte.

Progetto Piero Fiorio architetto
Servizio Luisa Carrara
Testo Walter Pagliero
Foto Athos Lecce

Sobri all’esterno e ricchissimi all’interno, questa è la sorpresa che riservano i palazzi di Genova a chi li vede per la prima volta. La casa qui illustrata non è genovese, ma ne continua i fasti: spazi dilatati impreziositi dal colore e dal calore delle opere d’arte, una formula che ha retto dal lontano Rinascimento fino ad oggi.

Il violetto che domina nell’arredamento è stato ripreso da alcuni dipinti della corrente “Forma 1” di cui i proprietari sono collezionisti. Era un movimento nato a Roma nell’immediato dopoguerra.

Si tratta di un appartamento che occupa un intero piano all’interno di una casa costruita davanti al mare. E il mare ligure, col suo forte colore, si affaccia a ognuna delle grandi finestre contribuendo, in sintonia coi quadri, a creare una
suggestione cromatica molto accesa e molto personale. Ma non è solo il mare a creare questa fusion, anche l’arredamento, rubando il colore di fondo di certi quadri, contribuisce a rendere l’insieme molto omogeneo. Il punto di
partenza di questo interessante risultato va rintracciato nell’amore precoce dei padroni di casa per una scuola di pittura che, nata a Roma alla fine degli anni ‘40, si è sviluppata mirabilmente nel cinquantennio successivo: si tratta di
“Forma Uno”che gli appassionati di pittura contemporanea ben conoscono. Loro, da bravi collezionisti, per trentadue anni hanno cercato con pazienza i quadri più significativi e hanno messo insieme un mondo fantastico.

Il colore sembra permeare, dopo i quadri, ogni altra cosa, in un
gioco divertito di richiami tra arredamento e opere d’arte.

L’angolo di conversazione formato da un divano a tre posti e da un altro più grande a forma di “L”, è protetto da una
tenda a pantografo che si protende sul terrazzo come una pensilina. Quando non entra il sole la tenda si riavvolge per lasciare la vista libera sul mare.
Cucina, Boffi.

Un mondo che si riversa nella casa illuminandola di luce propria. Come dice la padrona di casa “Il gruppo di artisti che abbiamo seguito aveva il colore come mezzo espressivo determinante e il colore, quando viene messo in una casa, le dà vita.”
I mobili invece non sono di oggi, perché sono tutti di famiglia, alcuni genovesi da parte del marito e altri lombardi da parte della moglie. A parte la cucina, che è stata scelta nel colore che fa da leit-motiv alla casa: un violetto intenso e
carico di vibrazioni che dà molto spessore. Il salotto, pensato per una famiglia che ama ricevere, ha un angolo di conversazione con dodici sedute (non tredici che porta male) ed è accogliente senza risultare ingombrante, perché
gli spazi sono tutti perfettamente calibrati. Inoltre gode di una grande vista sul mare. La sala da pranzo è normalmente per sei persone, ma quando ce n’è bisogno il tavolo (genovese del ‘700) si allunga per accogliere senza difficoltà altri commensali.

I mobili sono quelli
antichi di famiglia.

Il fascino di questa casa sta soprattutto nel suo disporsi per quinte, con spazi che si aprono e si chiudono sulle opere d’arte, con un popolo di segni e figure che si riversa continuamente negli spazi abitati. E attraverso le grandi vetrate
arriva dal mare una luce pulita che penetra e fa brillare ogni cosa al punto giusto : una luce che può esserci solo in una casa ligure “fronte mare”. Tutto questo avviene sotto le bandiere della modernità; ma chi ha l’occhio esperto riesce ad apprezzare, sotto i grandi quadri, anche i piccoli mobili antichi e preziosi di famiglia che raccontano di origini spostate in alto nel tempo col preciso sapore di qualità regionali.

Qualità dell’intervento

Centralità del progetto: abbattere le pareti di un interno diviso in piccole camere per trasformarlo in uno spazio continuo dove esporre la ricca collezione di quadri.
Innovazione: l’uso del cartongesso per creare i giusti tagli e i giusti volumi in funzione delle opere esposte.
Uso dei materiali: marmo di Carrara bianco con tozzetti di marmo scuro secondo una tradizione genovese.
Nuove tecnologie: sistema di allarme sofisticato.

 

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