Jorge Cruz Pinto


Il tema delle periferie urbane è un tema di confine, soggetto a veloci mutamenti delle immagini e dei flussi socio-economici ed esistenziali, ai quali sono legati i concetti indefiniti di limite fra la città, il paesaggio e il territorio. Tuttavia, è anche il tema che si apre potenzialmente alla dialettica fra il realismo e l’utopia.
Al realismo appartengono tutti i progetti realizzati, che ampliano i confini della città in aree metropolitane disseminate nel territorio, caratterizzate dalla frammentazione, dal bisogno e dalla speculazione selvaggia, dall’abusivismo e dallo svuotamento dei centri urbani provocato dalle politiche di pianificazione tecnocratica e mercantilista.
Alle zone industriali e ai complessi di abitazioni della città-dormitorio si alternano, in rapporto asimmetrico, lussuosi condomini dotati di ampi parcheggi, ai quali si accede soltanto in macchina attraverso labirinti di autostrade, tangenziali, viadotti dotati di sovrabbondanti segnaletiche, cartelli pubblicitari e informativi, insomma, stereotipi della globalizzazione.

Ubicazione, stato attuale
Planimetria generale
Sezione trasversale

Con l’esodo dalle campagne, le migrazioni e la fuga dai centri urbani, le periferie si estendono in modo indefinito fra figura e non senso, in cui il territorio e il paesaggio si dissolvono in masse amorfe di cumuli, riducendo lo spazio frammentato che rimane in macchie residue.
Nel territorio, prevale sempre di più il dominio del costruito sul paesaggio naturale.
Nella città contemporanea, gli spazi pubblici urbani in quanto qualificazione di vuoti conformati nelle tradizionali tipologie pubbliche di piazze, viali, parchi – legati alle antiche agoràgreche, ai foridella civitas romana, all’organicismo medioevale, alla cultura e alla pianificazione rinascimentale – in passato significativi e potenzialmente contenitori di convivenze multiple e multifunzionali – sono sempre più inesistenti e svuotati dalla necessità di riempimento funzionalista, speculativo e formale.

Pianta primo livello interrato, sezione longitudinale
Pianta, quota 0
Pianta secondo livello interrato

La città, il paesaggio e il territorio sono assorbiti da una accumulazione edilizia frammentata. Cultura architettonica e accumulazione sono diventati sinonimi.
Tuttavia, la periferia è anche il luogo di confine dove coltivare le utopie fra la urbanità e ciò che resta del paesaggio naturale e agricolo.
All’utopia appartengono le potenziali idee e i progetti che non si realizzano e che, come tali, mancano di un posto reale e di una verifica effettiva della loro vitalità. Le utopie sono destinate a luoghi astratti e non hanno coincidenza nello spazio, nel tempo e nella volontà collettiva affinché si possano realizzare.
In questo senso, un progetto, finché non si materializza, è una utopia e traduce desideri di universi spaziali e di vitalità immaginate che non vanno oltre il piano della virtualità.

Veduta della piscina interna da est, integrata ai ruderi
Veduta della piscina interna da ovest

Nel nostro lavoro, tutto il portato psicologico, sociale, estetico, etico, ambientale ed ecologico dell’utopia si estrinseca, in termini operativi, nel progetto di architettura, ove il vuoto costituisce la via progettuale che si vuole esplicitare.
È sotto questa contraddizione del realismo dell’accumulo e dell’utopia del vuoto che presentiamo il progetto di recupero (Jorge Cruz Pinto, Cristina Mantas) del Palazzo del Governatore della Torre di Belém a Lisbona.
Nella periferia occidentale di Lisbona, nel rione ribeirinhodi Belém, il nostro recente intervento di restauro e riconversione dell’antico Palazzo del Governatore della Torre de Belém (secc. XV-XVIII) nell’Hotel de Charme Spa, cerca di evidenziare i vuoti urbani e architettonici: dalla piazza urbana dove abbiamo progettato uno specchio d’acqua adiacente l’edificio, al patio a forma di ‘U’ che definisce l’ingresso, alle successive stanze d’acqua dello Spa, che si integrano alle antiche vestigia romane, ove spazio e luce riproducono contemporaneamente l’ambiente della tradizione termale mediterranea.

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Archeoclub d’Italia
movimento di opinione pubblica
al servizio dei beni culturali e ambientali

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