ITINERARI PROGETTUALI


In una casa nel centro di Milano un open space ricco di luce.

Tra i due architetti Sylvia Duncan e Giovanni Terzi e l’onorevole Paolo Massari è stato amore a prima
vista. Risultato: una casa luminosa e assai vivibile.

Testo di Sylvia Duncan architetto
Foto Athos Lecce

All’interno della Giunta di Milano Giovanni Terzi è Assessore alle Attività produttive, Politiche del Lavoro e dell’Occupazione; Paolo Massari è Assessore all’Ambiente.

Ci troviamo in via Brisa, nel cuore di Milano in un’area piena di contrastanti epoche architettoniche, dai ruderi degli antichi romani ad abitazioni dei primi dell’800, a edifici degli anni ’50 e ’80. L’appartamento di Paolo Massari, di cui ci è stato richiesto un’intervento di ristrutturazione, si trova in un tipico edificio di stampo razionalista, con un’imponente facciata bianca rivestita in mosaico e sproporzionate finestre in alluminio. Non capita spesso di poter progettare uno spazio architettonico che lascia piena libertà a chi lo abita di poterlo arredare secondo il suo stile di vita: ciò è stato possibile grazie a un’intelligente collaborazione.

“La realizzazione dei lavori di falegnameria – ci spiega Sylvia Duncan – è stata affidata agli artigiani Carlo
e Maurizio Sala. Qui tutto è su misura: la quinta, i mobili del bagno e la cucina. Per l’arredamento del soggiorno,
il proprietario ha utilizzato divani e poltrone degli anni ‘50 e la chaise – longue di Le Courbusier.

La lunga quinta in legno studiata da Sylvia Duncan
e Giovanni Terzi si snoda con un movimento armonico
unificando l’intero appartamento.
La lunga parete curva, che cambia a seconda dei punti di osservazione, non ha solo una funzione scenografica ma di diaframma tra un percorso e una serie di locali
di servizio che vengono completamente mascherati.

Legno biondo per il pavimento e per le quinte curvilinee.

Nella nostra ricerca progettuale sia Paolo che io eravamo convinti che ogni luogo racchiude in sé le sue potenzialità, a noi stava il compito di coglierle ed esaltarle attraverso un percorso architettonico.
In questo caso abbiamo deciso di lasciare lo spazio libero di svilupparsi senza indicare una direzione precisa, in modo che la sua chiave di lettura potesse cambiare a seconda del punto di osservazione.
La forma dell’appartamento, composto da un lungo e largo corridoio inutilizzato e da una serie di stanze della stessa dimensione aperte a ventaglio, era piuttosto inconsueta. Attraverso un gesto materializzato in una lunga quinta in legno abbiamo trovato l’elemento unificante di tutto lo spazio. Tale quinta non ha solo una funzione scenografica, ma serve da diaframma tra un percorso e una serie di locali di servizio che in tal modo vengono
completamente mascherati. Poi, a un certo punto, la lunga parete curva cambia direzione accompagnandoci con un movimento armonico verso la cucina, il salotto e la zona notte. Gli spazi si relazionano tra loro attraverso un gioco di elementi che acquistano una loro autonoma funzione: la libreria verso il corridoio e una serie di armadiature verso le camere. Per accentuare ancor più quest’idea di decostruire lo spazio, abbiamo scelto solo un materiale
guida, il legno, circondato da un involucro totalmente bianco.
(Da CASA oggi modi di vivere 276/6)

Luce e movimento sono le chiavi di lettura di questo progetto.
Lo spazio è stato decostruito lasciando piena libertà a chi lo abita di poterlo arredare secondo il suo stile di
vita. Il risultato è un appartamento di grande rigore stilistico, dove la struttura essenziale si coniuga con la funzionalità. La sfida – era trovare un elemento unificante per tutto lo spazio che desse un nuovo significato al
lungo e ampio corridoio inutilizzato.

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