Intonaci

Come la pelle del nostro corpo, l’intonaco protegge dalle avversità esterne ma nello stesso tempo permette all’edificio di traspirare e di respirare, a vantaggio della sua salute abitativa

Come ogni organismo, naturale o artificiale, anche la casa ha bisogno di una "pelle", vale a dire un sistema che la protegga dalle aggressioni esterne ma che nel contempo lo lasci respirare. Del resto, la parola intonaco, che appunto definisce i vari tipi di strati di protezione che rivestono come una pelle le murature di una casa , deriva dal latino
"in tunica" che significa mettere una tunica, un vestito al muro: e infatti furono proprio gli antichi Romani a definire le tecniche di intonacatura che rimasero valide per moltissimi secoli e ancor oggi lo sono.
– Chiariamo la definizione di intonaco e dei suoi componenti : oggi si intende sia il primo strato di protezione che si applica alla muratura nuda e che solitamente viene definito rustico (composto da sabbia e cemento o calce spenta o
idrata) e viene tirato col fratazzo lungo, sia quello, definito civile e composto dagli stessi materiali ma in granulometria fine, che si applica col fratazzo fine sul primo per rifinire le pareti interne, sia infine quello di rifinitura colorata che
viene steso sempre sopra il rustico sulle pareti esterne come protezione finale e può essere lavorato in diversi modi (a fratazzo grosso o fine, a buccia d’arancia, bocciardato, graffiato etc).
– Riguardo ai materiali, l’intonaco è composto da un legante che ha il compito di assicurare la coesione, l’aderenza al supporto murario e la resistenza del rivestimento, da inerti che strutturano l’impasto e ne definiscono la consistenza
(densità, porosità etc) e l’aspetto esteriore (rugosità, trama superficiale), da pigmenti (di origine naturale, minerale, vegetale o animale, o sintetica) che danno il colore voluto e da additivi che hanno lo scopo di migliorare alcune caratteristiche del prodotto finale (hanno funzione essiccante, plastificante, antimuffa, antifilmogena, impermeabilizzante,
adesiva etc).

– I leganti sono la calce, ottenuta dalla cottura e macinazione di pietre calcaree (se queste contengono meno del 5% di argilla, si ha una calce aerea, cioè che fa presa a contatto con l’aria e che va "spenta" con l’acqua e poi stagionata, se invece l’argilla è tra il 6 e il 20% abbiamo una calce idraulica, che fa presa a contatto con l’acqua) o il cemento (ottenuto sempre per cottura e macinazione delle stesse pietre che contengano tra il 20 e il 27% di argilla o di miscele di calcari, argille e additivi) o una miscela di calce e cemento (che dà origine alla malta bastarda) o infine, soprattutto per i prodotti coloranti, silicati, resine viniliche, acriliche, poliuretaniche, silossaniche.

– Gli inerti sono la sabbia, che deve essere in prevalenza silicea, di granulometria uniforme, ben pulita e priva di sali, residui organici e terra, la polvere di marmo, di quarzo o di altri minerali, la pozzolana, roccia vulcanica silicea che con la
calce o col cemento dà origine a malte particolarmente resistenti all’umidità e all’acqua, o anche i frammenti
minuti di cocci di cotto.

SOLUZIONE CONTRO L’UMIDITÀ
L’umidità, che sia dovuta a condensa di vapor acqueo, alla presenza di acqua nel terreno su cui appoggiano le
fondamenta, alla sua risalita attraverso le capillarità dei materiali che costituiscono i muri, alla rottura di tubazioni o
a difetti di impermeabilizzazione, può determinare una serie di inconvenienti, quali il degrado dei materiali per effetto delle pressioni generate dal congelamento dell’acqua, il degrado per incompatibilità chimica dei materiali costituenti la muratura che in assenza di acqua potrebbero convivere senza generare reazioni chimiche distruttive, la diminuzione del comfort termico degli edifici per la diminuzione della resistenza termica della muratura, l’esfoliazione e i distacchi superficiali degli intonaci dalla muratura per effetto del trasporto dei sali dal terreno o dalle zone più interne del muro
verso l’esterno dello stesso. T Last 100 Tassullo (Tassullo – TN) è un sistema deumidificante macroporoso che risana le murature degradate dall’acqua e dai sali portati dall’umidità.

Si compone di Tsal, un trattamento liquido che agisce sulle concentrazioni saline presenti sulla superficie del paramento murario, eliminando la comparsa delle efflorescenze, senza formare film superficiali non traspiranti. L’elevata capacità penetrante di Tsal impedisce la diffusione capillare dei sali attraverso la muratura e la sua applicazione è la miglior preparazione per la successiva stesura di intonaci deumidificanti, senza pericolo di saturare la loro porosità per la residua presenza di sali.

Dopo avere trattato la superficie del muro con Tsal applicato a pennello o a spruzzo (1), si attendono 12 ore e si stende un rinzaffo di T Last 100 Rinzaffo (2) così da regolarizzare il supporto e creare la superficie di aderenza per il successivo intonaco deumidificante macroporoso, T Last 100 Intonaco, da applicare a mano o a macchina automatica a spruzzo continuo in spessore variabile da un minimo di 20 mm a un massimo di 40, a seconda delle esigenze della muratura (3). La finitura può avvenire, dopo aver rasato la superficiecon TA01/02, con prodotti minerali a base di calce o pitture traspiranti, al fine di non penalizzare l’azione deumidificante e traspirante di T Last 100. Così il muro si presenterà perfetto, la casa sarà più sana, la vivibilità sarà assicurata a lungo e l’umidità sarà solo un ricordo.

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