Interno classico in Engadina


In una recente costruzione ad appartamenti, avendone acquistati tre su tre diversi livelli, si è ricreata all’interno l’atmosfera di una villa.

Progetto di: Filippo Perego di Cremnago interior decorator
Servizio di: Luisa Carrara
Testo di:
Walter Pagliero
Foto: Athos Lecce

Si tratta di una casa costruita da poco, adagiata su una collina, che si sviluppa a gradoni su tre piani, dove quello più alto è arretrato rispetto al sottostante. La vendevano divisa in singoli appartamenti, e Filippo Perego, chiamato a collaborare, ha consigliato il cliente di acquistarne tre tutti assieme, uno sull’altro, in modo che collegandoli tra loro sarebbe sembrato di vivere in uno chalet. Il risultato è che le scale qui giocano un ruolo scenografico oltre che di
separazione/collegamento, creando ampi spazi liberi per il passaggio, ben illuminati dalle finestre, che danno molto respiro all’insieme.
Per quanto riguarda l’arredamento, in questi interni Filippo Perego stupisce per la mancanza di quei colori forti che lui ha preferito nei decenni precedenti. Li ha sostituiti con due non colori: il legno nella sua colorazione più tradizionale
e il bianco dell’intonaco. A tale proposito Perego ha precisato: “I committenti volevano una casa tipicamente engadinese con interni tutti foderati in legno. Io temevo che così facendo diventassero pesantissimi, per cui ho alternato la boiserie con l’intonaco bianco, il tipico muro engadinese un po’ rustico, certe volte incorniciando con una fascia bianca anche il ricco soffitto ligneo, e scegliendo il bianco come unico colore dei tessuti.

Lo sbarco della scala su ogni piano
crea uno spazio libero molto scenografico.

Nelle foto: Il soggiorno del primo piano ha due centri di conversazione con divani collocati sotto le finestre per godere il più possibile l’eccezionalità del paesaggio.
Scorcio del salottino davanti al caminetto di fianco alle scale a giorno.

Gli ambienti destinati al soggiorno
sono distribuiti su tre piani.

Nelle foto: L’angolo per il caffé.
attiguo alla zona pranzo.
Alla parete una collezione di piatti “Milano” del ‘700. I tessuti che ricoprono le poltrone sono su disegno di Filippo
Perego eseguiti su antichi telai da una ditta di Rovezzano.
Il tavolo da pranzo è un raro esemplare del ‘600 engadinese.

Ciò rende più leggera tutta la parte in legno e più luminoso l’insieme. Inoltre la scala in legno che collega i tre piani l’ho lasciata a vista, con ampi spazi di passaggio, per dare maggior respiro facendo sembrare tutta la casa più ampia.”
Va dato atto che questo tocco di freschezza e di ariosità è ciò che più colpisce entrando in questa casa di St. Moritz con vista sul lago, una luminosità che lega gli interni al paesaggio che si affaccia dalle tante finestre aperte nelle pareti.
Le boiseries e i mobili sono tutti su disegno di Filippo Perego, ad eccezione di alcuni pezzi antichi tra cui il tavolo da pranzo engadinese del ‘600, splendido, in legno con un bordo di ardesia nera intarsiata di bianco, e un letto, sempre
del ‘600, con colonne tornite a birillo. La piccola collezione di piatti del ‘700, della manifattura di Milano, chiude il lato corto della zona pranzo nell’angolo pensato per il caffé.

Qualità dell’intervento

Centralità del progetto: ricostruire l’atmosfera di una grande casa di montagna collegando tra loro tre appartamenti sovrapposti.
Innovazione: mescolare mobili antichi del ‘600 con tessuti bianchi e sedute realizzate su disegno.
Uso dei materiali: alternare il legno d’abete in uso nella zona con larghe fasce d’intonaco bianco, per alleggerire e rendere luminosi gli interni.
Le nuove tecnologie: quelle già presenti nella costruzione, come le vetrocamere negli infissi, un comando centrale per le serrande, sistemi invisibili anti-intrusione.

I caminetti, dislocati in punti strategici della casa,contribuiscono
al riscaldamento creando un’atmosfera calda e accogliente.

www.dibaio.com

Nelle foto: Nella boiserie è stato inserito un camino con cornice in marmo bianco e un cimelio di caccia sulla cappa.
Questa camera ospita un prezioso letto in legno tornito del ‘600 proveniente dal mercato antiquario milanese.
La poltroncina è foderata con pelle d’orso polare, mentre un’altra pelle d’orso fa da tappeto.

Le poltroncine nelle camere da letto, per avere un aspetto ancora più caldo, sono rivestite con una vera pelle d’orso. Un grande orso, completo di testa imbalsamata, fa da tappeto in uno dei salottini. Per quanto riguarda l’illuminazione, la base è data da farettinascosti nel soffitto, mentre il tono soffuso viene creato da tanti piccoli abat-jours collocati nei posti p
iù frequentati. Insomma, questa è una casa di montagna tradizionale reinterpretata, in pratica ringiovanita, dove c’è tutto quel che occorre per vacanze da passare a St. Moritz che, che come si sa, ha un carattere decisamente mondano.

Filippo Perego di Cremnago interior decorator
Nato a Milano, qui si è formato alla scuola dell’architetto Tomaso Buzzi nel cui studio ha lavorato
quattro anni curando nuovi progetti e restauri d’interni ispirati alla tradizione aristocratica europea.
Precedentemente aveva trascorso un periodo di apprendistato in uno studio di architettura di New York specializzato nella progettazione di grandi ville in California e in Florida. La sua carriera d’interprete della grande tradizione ha avuto inizio col rifacimento della villa e del palazzo Invernizzi.

 

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