Leggerezza e forti contrasti

Sulla collina sopra a Loano, nel Savonese, una villa immersa nel verde con un interno molto personale.

Capita che un appassionato d’interni, dopo essersi divertito per anni a sfogliare le riviste del settore, trovandosi nella situazione di costruirsi una nuova casa decida di fare tutto da solo per non avere intermediari tra le sue idee progettuali e la loro realizzazione concreta. Non c’è niente di male, molti dilettanti realizzano i propri sogni artistici in opere che hanno poi una destinazione casalinga, o nelle case di amici; qui si trattava di creare spazi e arredamenti tagliati sulla propria misura e a casa propria, un compito semplificato. Ma per fare un progetto d’interni necessitano almeno due cose: una buona informazione sulle tendenze e una creatività innata. Guardando il risultato, in questo caso si può dire che entrambe le premesse sono presenti: lo stile dell’arredamento è conciso, rigoroso e alterna episodi diversi tra loro ma con un filo conduttore: la personalità del padrone di casa. Non essendoci l’intermediazione di un architetto a fare da filtro, chi entra in questa villa può avere la tentazione di leggere l’arredamento come uno specchio veritiero del carattere di chi l’ha pensato e realizzato.Entrando in questa chiave di lettura, la prima cosa che si nota è che qui c’è un forte gusto dei contrasti, ci sono molti bianchi, le pareti, ma anche molti neri, i divani. Questo denoterebbe una personalità decisa che non ha paura di aggredire e nemmeno di essere aggredita. La seconda cosa che salta all’occhio è un episodio molto signifivativo: di fianco alla scala, come se fosse in una teca di cristallo, vi sono due grandi vasi bianchi di ceramica da cui spuntano ciuffi superbi di sansevierie illuminate in maniera suggestiva.

Cosa può significare? Un Eden privato e protetto che prende la forma di una coppia? una coppia realizzata o solo sognata? Poi c’è un’altra cosa che colpisce, questa volta  nell’angolo del pranzo: sulla parete c’è un mosaico alto fino al soffitto a forma di rete. Una rete? Vengono subito in mente le parole: irretire e irretito. Essendo la rete dietro al tavolo è evidente che nell’immaginario c’è un’azione combinata di cibo e seduzione: una rete, una trappola da cui non si sfugge. Ma l’episodio più “forte” è in camera da letto, dove da una parete nera spicca, anzi urla, un quadro, un quadro astratto con forme elementari scandite da colori forti: rosso sangue e terra bruciata.
Verrebbe voglia di usarlo come test psicologico, come nel caso delle macchie di Rorschach: infatti a guardarle intensamente queste forme acquistano significato. Ma leggere la psiche umana nei segni che un individuo produce, se non è fatto da uno specialista (cioè da uno psicoanalista all’interno di una terapia) è solo un gioco di società, anche se divertente.Più concreto è invece chiedersi quale sia il risultato estetico – funzionale di questo intervento diretto del padrone di casa sulla sua casa. Dal punto di vista funzionale la divisione in zone correlate tra loro qui risulta corretta: la cucina ha una penisola con un prolungamento del piano di lavoro per consumare la prima colazione o uno snack veloce, e comunica con la zona pranzo attraverso una porta a vetri inserita in una parete interamente vetrata che isola gli odori della cucina dal resto della zona living (un accorgimento che non sempre viene attuato dagli architetti). La zona notte è al piano di sopra, quindi opportunamente separata. Dal punto di vista estetico va positivamente notata una formalizzazione precisa di ogni singola zona: i materiali e i colori sono distribuiti in modo armonico ed espressivo, compresa la parete nera in camera da letto che nessun architetto avrebbe osato. Il mosaico a rete sulla parete del pranzo è magistrale e fa pensare a certe decorazioni parietali degli anni ‘50.Così anche il viridario messo di fianco alle scale ricorda certi piccoli colpi di teatro attuati in quel periodo con l’ausilio dei faretti. A differenza del modo corrente di arredare oggi gli
spazi come un “unicum” formale, qui si va per “episodi autonomi accostati” come si faceva una volta, fino agli splendidi interni della Vienna dell’inizio del XX secolo.Centralità del progetto: ottenere una casa elegante accostando le diverse zone funzionali dopo averle caratterizzate ciascuna in modo diverso.
Innovazione: stilizzazione sobria di ogni elemento fino a fargli prendere, nel suo piccolo, una compassata solennità. Ricorda più l’eleganza degli anni ‘50 che non l’attuale minimalismo.
Uso dei materiali: scelti uno ad uno con amore tenendo costante un atteggiamento di rigorosa sobrietà
Nuove tecnologie: una coibentazione moderna di tetto e pareti per ottenere un notevole risparmio energetico.

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