Integrata nella natura selvaggia


Per una villa mimetizzata tra le rocce, una piscina nascosta tra ulivi e grandi palme

Progetto: Jari Franceschetto
Testo: Walter Pagliero

La volontà dei committenti, per iquanto riguarda la piscina, era di inserirla in un luogo specificatamente dedicato al relax, completamente immerso nel verde. La situazione ambientale era tra le più suggestive: un andamento collinare con davanti un avallamento naturale, in una natura molto tormentata, con grandi pietre di granito inserite nella macchia mediterranea.
I lavori si sono concentrati verso un obiettivo ben preciso: realizzare uno spazio esterno con molto verde e un bacino d’acqua perfettamente omogenei al paesaggio particolare di quest’angolo di Sardegna (il posto si chiama Santa Margherita di Pula ed è in provincia di Cagliari). La macchia mediterranea autoctona annovera piante bellissime come l’ulivo, il corbezzolo, l’alloro e cespugli di rosmarino, di mirto, di tamerici. Ma per sentirsi veramente immersi tra le iante la macchia mediterranea non bastava, quindi si è fatto ricorso a una piantumazione intensiva di essenze adatte al
clima, in questo caso alcune grandi palme provenienti dal Nord Africa.

Sfruttando un avallamento, questa piscina ha recuperato uno spazio ben soleggiato e protetto dal vento, proprio ai piedi della abitazione costruita tra le rocce.
Per ragioni di economia e di tempo, alla base delle scelte operative ci si è orientati verso le tecnologie del prefabbricato.

Integrata nella natura selvaggia

La forma sinuosa del bacino, quasi fosse un laghetto naturale, cerca di unire il fitto e ombroso palmeto al resto della
macchia mediterranea preesistente che contorna la villa. È una forma che si sposa molto bene con l’andamento curvilineo di questa architettura volutamente inserita tra i sassi di trachite che già c’erano e la suggestiva torre rotonda costruita con le stesse pietre trovate in loco. Fatto con cemento bianco e polvere di pietra di recupero, anche il suo bordo è ispirato al colore e alla consistenza della trachite. Ville e piscine così pensate risultano alla fine essere delle interpretazioni molto corrette e suggestive di questo paesaggio di gran valore.

COME È NATA LA PISCINA

Il terreno prospiciente la villa aveva un avallamento naturale usato per parcheggiare le macchine: era un utilizzo
poco significativo e i proprietari volevano trasformarlo in un luogo di relax dotato di piscina e di molta ombra.
Questa scelta ha permesso di risparmiare sui costi di scavo (180 mc) e di recuperare al meglio uno spazio ben soleggiato e protetto dai venti.
La ricerca e la scelta di tecnologie del prefabbricato hanno poi ottimizzato la realizzazione che è avvenuta in tempi
brevi e a costi contenuti.

La vasca, di forma sinuosa, è stata fatta con un letto in calcestruzzo armato continuo a perdere, coperto da un tessuto non tessuto e da un telo in PVC a alta resistenza e fotostabile, posato direttamente in cantiere con saldature
a caldo. I bordi piscina, incollati a 8 cm dal piano del solarium, sono in calcestruzzo bianco misto a polvere di travertino, per richiamare la pietra di trachite sarda usata in lastre di 40×60 cm per pavimentare tutta la zona relax
(circa 100 mq).
Per garantire una maggiore pulizia dell’acqua, al posto del sistema a sfioro qui si è preferita la differenza di quota,
cioè un gradino continuo tra l’acqua e il terreno circostante. Il sistema di filtrazione a singolo skimmer, il motore
ad immersione, l’illuminazione della vasca, il nuoto controcorrente e l’idromassaggio sono tutti integrati nella
scala d’ingresso alla vasca. Questo sistema integrato permette una facile installazione e una gestione senza
troppi problemi sia durante l’utilizzo che nel periodo di riposo.

 

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