INSEGUENDO LA MOVIDA


Sulle colline intorno a Barcellona.

Abbattere le convenzioni e i muri che ci separano dal resto del mondo: questa la filosofia di vita che ha
portato al progetto di questa villa superpanoramica.

Progetto di Josè Zazurca Codola
Servizio di Walter Pagliero
Foto Emilio Rodriguez Ferrer

C’era una casa d’inizio secolo in una posizione meravigliosa da cui si dominava sia la città che il mare; era vecchiotta e
non più in sintonia col giovane catalano che è andato ad abitarla. Per ringiovanirla lui ha chiamato un notissimo architetto di Barcellona, José Zazurca Codola, che ha pensato di aggiungere un nuovo portico, incastrandolo sulla
vecchia facciata per ottenere un effetto di straniamento e rendere l’insieme più scioccante.
È una metafora di quel che è capitato alla Spagna dopo la morte del caudillo Francisco Franco quando, dopo decenni di immobilismo, tutto si è liberalizzato di colpo privilegiando il modo di sentire dei giovani.

QUALITÀ DELL’INTERVENTO

Centralità del progetto: drammatizzare in maniera vistosa l’incontro della nuova architettura con quella tradizionale: ciò viene ottenuto inserendo una struttura tubolare, che fa da loggiato, davanti a una solida struttura preesistente in muratura.
Innovazione: le precedenti, finestre con architrave ad arco, che avevano vetri tradizionali e persiane, sono state trasformate in
vetrocamere isolanti sia alla vista che al calore.
Uso dei materiali: preferenza dichiarata per quelli più tecnologici, con prevalenza dell’acciaio e del vetro, accostati a un pavimento di doghe in legno con diverse sfumature di colore.
Nuove tecnologie: grazie ai suoi meccanismi di apertura e chiusura automatica può essere classificata come una casa domotica.

Un’aerea scala interna organizza
la distribuzione delle funzioni.

Usando pannelli d’acciaio tagliati e saldati, l’architetto catalano Josè Azurca Codola riesce a creare delle vere e proprie sculture con risultati estetici oltre che funzionali.
Il suo riferimento culturale è quello della scultura astratta tra le due Guerre, nata dal desiderio di rendere tridimensionale lo sconvolgimento ottico – spaziale cubista.

Da tale fervore di vita è nata la movida (che in spagnolo corrisponde al nostro “darsi una mossa”), e con essa sono entrate in Spagna tutte le modernità possibili, comprese quelle più estreme dell’architettura e del design. In questa villa è evidente lo sforzo di rompere le barriere murarie per vivere liberamente nel paesaggio, grazie a grandi vetrate continue. L’architetto racconta che il padrone di casa gli ha imposto di realizzare un interno dove non ci fosse mai bisogno di accendere la luce, se non in piena notte.

In Edicola

Così è stato: minimalizzando tutto, anche le strutture interne come le scale e l’arredamento. Una delle esigenze del proprietario era di avere una terrazza da cui contemplare Barcellona davanti alla vastità del suo mare. Ora l’effetto finale è simile a quel che si prova sulla tolda di una nave, quando si ammirano il mare e il cielo che si congiungono all’infinito.

 

Condividi

Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza sul nostro sito web.
Puoi scoprire di più su quali cookie stiamo utilizzando o come disattivarli nella pagine(cookie)(technical cookies) (statistics cookies)(profiling cookies)