In park avenue


È un’abitazione che si discosta molto dagli appartamenti di Park Avenue. Gli architetti hanno preferito una distribuzione a pianta libera per la zona giorno, ampia e luminosa (scandita in tre aree: salotto,
pranzo e cucina), ed una partizione più classica per la zona notte. Due pareti sinuose e morbide separano e accolgono l’area pranzo e relax, impreziosite, all’interno, dall’inserimento di nicchie rivestite in foglia d’oro anche nella parte controsoffittata. La casa è stata arredata sobriamente con riedizioni di
molti pezzi di design d’autore degli anni ‘50 ed altri di produzione contemporanea. Vasi, quadri,
sculture, tappeti, completano l’insieme.

Due quinte sinuose caratterizzano il grande living.

Progetto Hariri & Hariri Architecture
Testo di Maria Galati, architetto
Foto Ake Eson Lidman, Paul Warchol

Il loft progettato dallo Studio Hariri&Hariri di New York è collocato in una “ Postwar” Tower in Park Avenue, New York City. Il loft, che si sviluppa su una superficie molto ampia, è il risultato dell’accorpamento di due appartamenti, dando origine in pianta ad una forma ad “L”, separando la zona notte dalla zona giorno. La parte centrale, quella aperta al pubblico, è libera da muri e sono gli arredi a disegnare le zone funzionali.

Vasi egiziani, sculture africane, foto di Susan Wides e quadri
di Dan Walsh esaltano l’essenzialità di questi interni.

Nelle foto: Divano “Charles” di Antonio Citterio, B&B Italia; tavolo basso in wengé, Catherine Memmi, Parigi; coppe in metallo con interno in oro, Michael Aram; poltrona blu “Womb Chair & Ottoman” di Eero Saarinen, Knoll.
Tavolo e sedie “Tulip”di Eero Saarinen, Knoll; coppe blu di Elsa Peretti, Tiffany.

Sculture filiformi sono alloggiate nella nicchia, ricoperta in foglia d’oro.

Nella fase di progettazione si è pensato ad uno svuotamento della struttura muraria del vecchio appartamento ottenendo uno spazio aperto, che si discosta dalle abitazioni tipiche della zona. Ad accoglierci all’ingresso è l’ampio salone ed il soggiorno.
I due locali sono caratterizzati da due quinte dalla forma molto particolare. Per separare la zona tra il living e il dining
room, gli architetti Gisue e Mojgan Hariri hanno pensato di disegnare due piani dalle linee morbide e sinuose che fungono non solo da pareti, ma seguendo l’andamento del soffitto hanno una funzione di controsoffittatura, ospitando
al loro interno i corpi illuminanti.

Biografia

Hariri & Hariri
architecture

“Hariri & Hariri”è una delle più importanti società di Architettura del mondo. Venne fondata nel 1986 a New York dalle sorelle iraniane Gisue e Mojgan Hariri. I loro lavori, dedicati alla ricerca ed alla realizzazione di idee innovative, sono stati esposti in numerosi musei, tra cui il Museum of Modern Art ed il Deutsches Architektur Museum. Di recente il progetto per “l’OLYMPIC 2012 – Village” è stato premiato e messo in mostra nella Grand Central Station e sono risultate finaliste nella “200 Million Dollar competition” per il “St. Mark’s Coptic Canadian Village” di Toronto.

Ph. Peter Freed

La parete curva del living si appoggia alla parete della zona notte, lasciando a vista – agli ospiti che si accingono ad entrare dalla porta d’ingresso – il salotto, quasi fosse un invito ad accomodarsi, mentre la quinta della zona pranzo è posta nella parte laterale creando un camminamento verso la cucina. Adiacente alla zona living e alla zona salotto, la parete scorrevole con telaio in alluminio e vetro nasconde e rivela la cucina.

Nelle foto: Cucina, Ikea; tavolo, West Elm divanetto, Modernica; forno e piano cottura, Dacor;
Sistema di controllo dell’illuminazione, Lutron.

Perpendicolare alla zona giorno, si trova la zona notte. Nell’area privata sono dislocati la stanza da letto padronale, una zona studio con il suo bagno, la stanza dei ragazzi e uno spazio dedicato a “Lui e Lei”, con i rispettivi bagni dotati di
lavabo, doccia e vasca da bagno.

Pezzi di design d’autore sottolineano con stile l’essenzialità del progetto

Nelle foto:
Poltroncine di Harry Bertoia, Knoll; tavolo di Charles Eames, Herman Miller; lampadario, “Spumone” di Davide Groppi e Alberto Zattin, Davide Groppi.
Letto, “Cosimo” di Tino Novati, DWR; coperte e lenzuola, Calvin Klein; lampade a muro, “Tolomeo”, Artemide; cuscini
zecchino, West Elm; moquette, Chilewich

Qualità dell’intervento

L’idea base del progetto: è quella di accorpare due unità immobiliari, creando una zona giorno svuotata di setti murari, ampia e luminosa. Uso dei materiali: i materiali utilizzati sono molto semplici, pittura per le pareti e cartongesso per le due pareti curve nella zona pranzo – soggiorno.
Innovazione: sicuramente particolare l’uso delle quinte nella zona giorno, che uniscono e separano i due ambienti. Le pareti sono state progettate con la funzione non solo di separare, ma seguendo l’andamento del soffito fungono da controsoffittatura.
Particolare è la nicchia rivestita in foglia d’oro con le due sculture filiformi.
Le nuove tecnologie: il cielino delle due pareti in cartongesso ospita i corpi illuminanti. Con un sistema di “lighting control” la luce può essere diretta o indiretta e dimmerabile.

 

 

Condividi

Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza sul nostro sito web.
Puoi scoprire di più su quali cookie stiamo utilizzando o come disattivarli nella pagine(cookie)(technical cookies) (statistics cookies)(profiling cookies)