In anteprima per IL CAMINO : la collezione autunno inverno.

IN ANTEPRIMA PER IL CAMINO LA COLLEZIONE AUTUNNO-INVERNO

La collezione autunno inverno. Fin dalla sua prima sfilata nella primavera del ‘98 Gigliola Curiel si è presentata col candore di una ragazza acqua e sapone, come tutti dicevano, e a quell’immagine, anche se è cresciuta come stilista, è finora rimasta fedele. Vestiti facili da portare: il guardaroba di una ragazza che vuol essere spontanea, moderna e diretta. Ma sotto la semplicità c’è molta competenza, raffinatezza e anche un po’ di sofisticazione. La sua provocazione sta proprio nell’essere off rispetto ai comportamenti trendy di massa, più banalmente consumisti. Volete sembrare “alla moda”? Meglio non andare da Gigliola Curiel: non tutti ne capirebbero la novità controcorrente. Se invece si vuol essere di classe ma con semplicità e senza ostentazioni, allora questi abiti di grana grossa, dal taglio sommario, che si possono mettere all’università come alla Scala, vanno benissimo. Certo, occorre riempirli non solo con un corpo ma anche con la testa, l’intelligenza, la personalità. Sono così semplici proprio perché non vogliono condizionare o prevalere sul carattere di chi li indossa.

Non è necessario essere esibizionisti come nel nude look o sforzatamente aggressivi come in tante
provocazioni della moda contemporanea. Sono vestiti che non pretendono di cambiare, ma solo di far sentire a proprio agio. Chiedo a Gigliola Curiel se certi tagli asimmetrici, dal rigore quasi monacale, eseguiti su stoffe di grana grossa fossero ispirati a una certa scontrosità presente nella nuova generazione; la risposta è stata decisa: ”Spero proprio di no, non per i miei vestiti, ma per loro; oggi non c’è bisogno di scontrose. Anche se è innegabile che nelle giovanissime non sempre prevale un atteggiamento allegro e cordiale. Asimmetrie ce ne sono e danno forza alla collezione, ma le collego più a una personalità decisa, che a una introversa. E c’è sempre più ricerca nei tessuti, nei colori, nelle materie: i bordi di pizzo, le frange di lana, il camoscio traforato. Il dettaglio qui non è assolutamente sfarzoso ma fa parte di un lusso pacato, che non urla. La mia intenzione è sempre la stessa: fare vestiti portabili perché i vestiti sono fatti per essere portati.”

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