Impianto mobile acustico per la chiesa di San Marco a Milano

Impianto mobile acustico per la chiesa di San Marco a Milano

Assai vasto è il repertorio di composizioni musicali a carattere liturgico e spesso si eseguono concerti nelle chiese. In questo studio, accompagnato da un commento del teologo Pierangelo Sequeri, si presenta un sistema di pannelli che, anche nei grandi ambienti, rende gradevole la diffusione del suono e risolve il problema dei riverberi.

Sempre più spesso le chiese del nostro Paese sono destinate occasionalmente all’ascolto di musica strumentale (e vocale) prevalentemente di repertorio barocco e classico. Le suggestioni di un concerto eseguito in questi ambienti sono impagabili, tanta è la forza evocativa dei contesti. Questi esibiscono però problemi acustici gravi, che inficiano pesantemente il godimento delle opere. In origine gran parte della musica che oggi viene eseguita fu concepita in ambienti dalle caratteristiche molto diverse. In area luterana o anglicana cantate e oratori trovavano sede in chiese o teatri dotati di rivestimenti fonoassorbenti importanti e quindi di riverbero relativamente basso e di alta intelligibilità.
In area cattolica abbondavano composizioni sacre dedicate a piccoli spazi, con condizioni distanti da quelle delle ampie e riverberanti chiese che sono ora sede delle manifestazioni.

La chiesa di San Marco;
Simulazione dell’Early Decay Time alle medie frequenze prima e dopo l’intervento.
Riflettori acustici trasparenti a chiusura delle cappelle;

Con questa ricerca si è voluta dare una risposta ai problemi legati alla propagazione del suono nelle chiese, attraverso un sistema modulare di strutture architettoniche temporanee, tale da adattarsi alle specifiche esigenze delle singole sale e poter essere facilmente installato e rimosso. Come riferimento è stata considerata la chiesa milanese di San Marco che, oltre a vantare una lunga tradizione musicale (che va da Graziadio Antegnati a Mozart, a Verdi), rappresenta un importante punto di riferimento per la vivace vita musicale della città e può essere considerata una sala dalle caratteristiche architettoniche (quindi acustiche) "medie", quindi rappresentativa per considerazioni comuni a una molteplicità di contesti. Questo ambiente "tipo" è una grande sala dotata di alto riverbero, dove l’elemento acusticamente più assorbente è il pubblico, la cui presenza modifica in maniera sostanziale la qualità del suono rispetto alla sala non occupata. Il livello di definizione del discorso musicale è mediamente basso e decresce pesantemente con l’aumentare della distanza dall’orchestra.

Il progetto di ottimizzazione acustica inserito nel contesto della chiesa milanese di San Marco.
Elementi costituenti il progetto di
ottimizzazione acustica.

Dati i grandi volumi in gioco l’assorbimento di energia da parte dell’aria assume notevole significato nell’enfatizzare le basse frequenze rispetto alle alte. Se la buona risposta in bassa frequenza può risultare mediamente positiva per le caratteristiche proprie della musica che viene eseguita (specialmente per la musica "barocca"), la scarsa restituzione delle alte frequenze rappresenta un grave problema alle posizioni di ascolto più arretrate, dove le differenze di restituzione tonale sono maggiori. L’orchestra trova locazione all’incrocio della navata centrale con i transetti, sotto l’alta cupola e lontano da strutture in grado di riflettere l’energia utilmente verso l’uditorio, esibendo una risposta fortemente differenziale tra i vari strumenti musicali. La proposta di ottimizzazione è stata preceduta da un’accurata fase di indagine strumentale dello stato di fatto, a cui è seguita l’analisi dell’ambiente a piena utenza, avvalendosi dell’ausilio di codici numerici dedicati. La simulazione è servita quindi quale strumento progettuale, per la verifica e l’ottimizzazione dell’intervento in funzione della risposta dei singoli strumenti musicali implementati nel simulatore.

Prospettiva della navata centrale della
chiesa di San Marco.

È stata quindi verificata la necessità di un sistema di pannelli atti a "rimpicciolire" acusticamente il grande volume della sala, con la costituzione di un volume più piccolo all’interno dello spazio originario, che consenta all’energia di essere riflessa utilmente verso l’uditorio. Il grande volume di partenza rimane invece funzionale alla riflessione della tarda energia. In questo modo viene data una risposta efficace ai molteplici problemi di questi spazi, con un sostanziale aumento della definizione, la migliore restituzione delle alte frequenze in termini di intensità sonora e la presentazione più omogenea dei vari strumenti musicali. L’interazione con lo spazio di partenza, non la sua negazione dunque, consente di conservare la forte identità del luogo e le peculiarità non riscontrabili nelle sale da concerto, come le caratteristiche lunghe code di riverberazione, che identificano la poesia di una grandechiesa come San Marco.
L’intervento si compone di quattro episodi principali, qui riassunti:
– pannelli riflettenti verticali diffusori posti a perimetro del palco;
– pannelli riflettenti verticali diffusori a chiusura dell’area di audizione;
– pannelli riflettenti inclinati posti in campata sopra l’uditorio;
– pannelli riflettenti verticali a chiusura delle cappelle.

Pianta della chiesa di San Marco. In evidenza lo spazio solitamente pertinente l’audizione:
il pubblico (le due bande parallele), l’orchestra e il coro (il quadrato).

Gli elementi riflettenti diffusori che delimitano il palco consentono alla prima energia di essere riflessa utilmente verso l’uditorio (anche i musicisti possono beneficiare di un’acustica del palco migliore). Grazie al piano di diffusione verticale vengono minimizzate le dispersioni nella cupola e l’energia sonora è diffusa verso l’area di audizione, evitando l’onere di una struttura orizzontale sopra i musicisti che risulterebbe al caso difficile da movimentare e allestire.

Configurazione dei pannelli diffusori per il palco.
Riflettori ad alta diffusività usati
a delimitazione dell’area di audience; finitura in plexiglass su struttura metallica.

I pannelli sopra l’uditorio riflettono l’energia verso il fondo, dove maggiori sono i problemi, mentre quelli a chiusura delle cappelle e gli elementi a delimitazione dell’area di audience forniscono ulteriore rinforzo, a vantaggio soprattutto delle frequenze medie ed alte. Tutti gli elementi del progetto sono costituiti da moduli elementari richiudibili, tali da
adattarsi a una molteplicità di contesti, poter essere facilmente installati in occasione dei concerti e archiviati con facilità. Volontà forte è la ricerca di un approccio rispettoso della storia e della sacralità dello spazio di partenza.

Modulo elementare per il palco: struttura riflettente ad alta diffusività;
finitura in legno su struttura metallica.

Si è così abbondato nell’utilizzo di superfici trasparenti, fatta eccezione per il palco, dove emerge una imponente croce creata da un giunto orizzontale costituente la struttura delle pannellature lignee e da una fuga verticale che separa i due moduli centrali.

Federico Mattia Visconti, ingegnere
dottorando Dip. Energetica, Politecnico di Milano

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