Calore nello spazio minimale

Tratto da:
Il camino N° 84
Calore nello spazio minimale

Sebbene il termine minimalista, almeno nel significato attuale, derivi dal famoso detto di Mies Van Der Rohe “less is more” (che vuole intendere quanto la riduzione conduca alla completezza), è anche in altri architetti del Movimento Moderno che può essere ugualmente ritrovato un analogo senso di semplificazione e purezza, di rigore geometrico e costruttivo, però sempre utile e funzionale.
Uno dei casi più eccellenti, per praticità e compiutezza formale all’interno del suo ambiente domestico, è il camino della Casa Church a Villa-d’Avray di Le Corbusier, composto da un semicilindro cubico, con apertura elementarmente quadrata, e da una retrostante canna fumaria a pilastro vuoto parallelepipedo.

Ma altri esempi simili si possono rintracciare nell’architettura novecentesca, come il terso focolare del soggiorno ricavato nel muro a filo di parete nella Prima Casa Shiff a San Francisco di Neutra, incorniciato di lucido acciaio, o, più di recente, il camino a strombatura trapezoidale rientrante, in cemento liscio trattato a spatola, con bocca squadrata, eseguito dalla Bourgeois a Ibiza. Camini minimalisti attualissimi sono stati realizzati dai belgi Bataille e Ibens (con una pesante lastra rettangolare pendente diritta dal soffitto, e ricoprente il fronte del buco contenente il fuoco fatto di metallo nero), dal portoghese Rocha (una sorta di mobile murario-cementizio aperto in basso, con il basamento che accoglie la fossa riquadrata del focolare), oppure dal Gruppo messicano LBC (uno scultoreo ripiano pesante, con gambe ad esso ortogonali, forato da una cilindrica canna fumaria in ferro nero.

Il camino rivestimento Tokio di Palazzetti ha dimensioni ridotte e linee arrotondate. Il camino realizzato in pietra bianca bocciardata con il piano in marmo “verde olimpo” lucido. Al suo interno il focolare Ecomonoblocco nella nuovissima versione verticale L45.

La “tradizione minimale” però, quella effettivamente postmoderna (o tardo-modernista, a seconda del riferimento tendenziale o morfologico) risale a Bill, alla sua “architettura semplice” come è stata definita da Von Moos: dal 1942 al 1996, per essere elveticamente precisi (ma poi anche in seguito e tuttora) il minimalismo ha così coinvolto, e non soltanto nell’area svizzera, il Mies statunitense e quindi i manieristi dopo moderni, dai Neo-Razionalisti ai Fondamentalisti, dai Ticinesi prebottiani a Gigone Guyer, Diener, Herzog e De Meuron; espandendosi quindi in tutto il mondo. Dalla preistoria ad oggi i camini hanno sempre inviato i loro fumi verso l’alto, con sistemi più o meno funzionali e funzionanti, e con immagini formali semplici e complicate, elaborate o severe: ma oltre al più efficiente funzionamento tecnico anche il loro aspetto esteriore è divenuto importante, per esprimere un intento ideologico e una tendenza d’epoca oppure un gusto personale o momentaneo. È questo il caso dell’essenzialità minimalistica, che più dell’abbondanza e del decorativismo aggiuntivo o della ricercatezza plastica “aspira” alla riduzione semplificatrice ed alla purezza asettica. Un ascetismo controllatamente riduttivo, che però può apparire più completo nella sua definizione essenziale, e dunque anche attirare di più. (C. Gavinelli)

Prof. Arch. Corrado Gavinelli, docente presso la facoltà di Architettura, Politecnico di Milano

Camini e stufe si propongono nella loro geometrica ed essenziale forma e scandiscono lo spazio vuoto diventando prima che elementi funzionali, elementi compositivi. Nel corpo scaldante di matrice minimale trionfa la geometria pura dei volumi e i colori neutri delle superfici valorizzate per le specifiche qualità del materiale (intonaco bianco o pietre naturali per il camino e struttura in acciaio per la stufa).

   

2. Versus di Rika è un esemplare connubio tra design moderno e piacevole benessere. Al suo interno la speciale conformazione dei mattoni refrattari del focolare è perfettamente inserita nella sua concezione globale.
3. Oggetti da inserire come preziose sculture: i set per camino in lamiera acciaio inox con attrezzi in acciaio e manici in acciaio inossidabile prodotti da Ferromax-Sagi.
4. Forme semplici ed essenziali per l’armadio, sistema modulare Rex disegnato da Ennio Arosio per Misura Emme. Le ante scorrevoli sono realizzate con pannelli in specchio acidato e maniglie in alluminio.

Accentuazione minimalista

Il bianco come simbolo della purezza e della spiritualità è scelto per l’atmosfera generale e per gli accessori che sono ridotti al minimo. poche e ben definite cose affondano nel bianco. fondamentale un tocco di discreta preziosità con la presenza ben valorizzata del corpo scaldante, stufa o camino che genera un’immagine d’insieme di estrema raffinatezza ottenuta attraverso la semplicità. è una sintesi di semplice ma alta espressività. nell’atmosfera dell’ambiente minimalista il senso di vuoto nello spazio assume un ruolo molto importante in quanto non deve essere un vuoto dovuto all’abbandono, ma un vuoto denso di significati quindi ben calcolato. devono esserci poche cose ordinate secondo un criterio mirato. lo spazio è materia viva da plasmare e da trattare, tramite la scelta di tutti gli elementi che lo costituiscono.

Gli ingredienti per un ambiente minimalista

E’ importante definire bene l’obbiettivo che in questo caso è la creazione di un’atmosfera immateriale, per poi pensare ai componenti d’arredo come se fossero gli attrezzi del mestiere. lo spazio deve essere libero ma non spoglio, capace di accogliere in piena libertà. i colori piatti, chiari, armoniosi sono giocati su pochi contrasti netti, precisi ordinati. come riferimento le suggestioni orientali che vedono pochi elementi precisi. La luce deve essere morbida, chiara e diffusa senza creare ombre nette e drammatiche.

L’unico elemento di richiamo è costituito dal grande camino centrale dove trova posto il fuoco che sembra sovrintendere nella sua inalienabile bellezza la quotidianità dei gesti domestici. Inorgogliendosi d’essere elemento centrale, manifestando con una certa fierezza, la sua personalità il Mezzofocus il “focolare di mezzo” della Celsius non manca di dignità, di altezza di vista e di presenza. La cappa e il basamento, pur essendo di dimensioni differenti, formano un tutt’uno che si integra perfettamente in una sfera e vi fanno coesistere la potenza, l’essenzialità e la convivialità.

Shiatsu

Shiatsu significa letteralmente “pressione con le dita”, ed è una tecnica terapeutica volta a riportare l’armonia nelle funzioni vitali dell’organismo (inteso come unità mente – corpo – spirito) ripristinando così la condizione di benessere fisico e mentale. Lo Zen Shiatsu rappresenta qualcosa di veramente unico nell’ambito dell’universo shiatsu, infatti mentre lo shiatsu tradizionale parte da un principio di causa – effetto (una pressione su un determinato punto consente la scomparsa di un particolare sintomo), lo Zen Shiatsu è vivere la pressione sul ricevente attimo per attimo in base a quello che, a livello tattile, la persona comunica. Vissuto come pratica zen lo shiatsu assume la caratteristica dei percorsi di crescita, in cui siamo prima di tutto noi a porci in ascolto della nostra condizione e ad agire attraverso la respirazione corretta, la postura adeguata e la mente libera, per mettere prima di tutto noi stessi in una condizione di buon equilibrio ed armonia e solo poi esprimere il contatto e riuscire, nell’ambito di precisi percorsi sul corpo del ricevente, ad esprimere una pratica terapeutica che sia perfettamente aderente a quello che sono le reali necessità del paziente in quel momento, in quell’istante. Il tocco nello Zen Shiatsu esprime il massimo del potenziale comunicativo del tatto, attraverso il contatto trasmettiamo emozioni, stati d’animo e manifestiamo anche la situazione in cui realmente ci troviamo”. (Marco Sei Do Galli)

Nel camino i profumi della memoria

Aromi e ricordanze. Non sorprende il fatto che gli odori evochino quelle che talvolta vengono descritte come le memorie più potenti: il nervo olfattivo si trova a un paio di sinapsi di distanza dall’amigdala, il centro delle emozioni umane, e a tre dall’ippocampo, il “quartier generale” di più di una forma di memoria. Molti ricercatori sono stati affascinati da questa prossimità: tra questi Rachel S. Herz, del Monell Chemical Senses Center di Finlandia. La Herz ha recentemente valutato se le sensazioni olfattive possano fungere da stimolanti cognitivi la situazione dal contenuto emotivo. Ha messo alla prova studenti in procinto di sostenere esami e che, di conseguenza, avevano un livello di ansia superiore alla norma.
A un insieme di studenti veniva sottoposto un elenco di parole da ricordare e, nel contempo, le si esponeva a un particolare odore, agli studenti del gruppo di controllo lo stesso elenco veniva presentato in una stanza priva di odori.
A una settimana di distanza si riscontrava che i soggetti esposti nuovamente a quell’odore avevano una capacità di ricordare le parole migliore del 50 per cento rispetto ai soggetti di controllo. In un altro esperimento la Herz ha cercato di determinare se i ricordi evocati attraverso altri tipi di stimolo, come quelli costituiti da immagini. Ha così potuto riscontrare che l’odore non aumenta la precisione, ma piuttosto l’intensità emotiva della rievocazione. (Da: Marguerite Holloway, L’elisir della memoria, in Le Scienze Dossier)

LIBANOMANZIA. “Era una divinazione che praticavasi per mezzo dell’incenso, secondo Dione Cassio, nel seguente modo. Prendevasi un po’ d’incenso, e fatte le preghiere relative alle cose che si domandavano, si gettava sul fuoco, onde il suo portasse le preci sino agli Dei. Se ciò che chiedevasi doveva accadere, l’incenso bruciava instantaneamente, quando anche fosse caduto fuori dalla brace, perocchè il fuoco sembrava ne andasse in traccia per consumarlo; se non doveva avvenire, o l’incenso non cadeva nel fuoco, od il fuoco se ne allontanava. Quest’oracolo, soggiunge Dione, predice tutto fuorchè ciò che riguarda la morte e il matr
imonio, intorno a cui è tempoco lecito consultarlo”

Ambra griglia: questa sostanza, da non confondere con l’ambra gialla (resina fossile), è una formazione dovuta ad una malattia dell’intestino del capodoglio. L’ambra grigia viene raccolta sia negli animali catturati sia lungo le spiagge marine, specialmente lungo quelle del Surinam, di Giava, del Giappone, del Madagascar o della Somalia. L’ambra grigia ha una consistenza ceroide e fonde a circa 60°, impastandola tra le dita si rammollisce e per effetto del calore sviluppa un profumo più forte e assume un colore più scuro. L’odore è debole ma intenso e ricorda quello del benzoino, ma è persistente e si rende molto più spiccato col riscaldamento.
Incenso greco alla rosa: prodotto tradizionale della chiesa ortodossa a base di resine e profumi.
Mirra: è una gomma-resina tratta dalle Burseracee del genere Commiphora, particolarmente dalla Commiphora Molmol Engler. La mirra è in grani o in pezzi irregolari, di colore dal rosso bruno a giallo bruno, fragili, semitrasparenti, frattura brillante, oleosa, odore aromatico e sapore amarognolo.
Mirra in polvere: mirra naturale già polverizzata.
Mirra in grani: mirra con raccolta nella piantagione, la migliore per il turibolo.

Chi desidera ordinare l’incenso in confezioni di prestigio potrà usufruire del servizio: www.dibaio.com

   
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