IL SEGNO GRAFICO DELLA SCALA


È un modulo ripetuto, fregio plastico e decoro svettante.

La casa offre uno stile di vita: qui si accentua il senso della modernità, nel nome della comodità e in contrasto con il contesto antico. Il progetto consente di riabitare gli ambienti, collegandoli con la magia del raccordo verticale, che all’estetica unisce confortevolezza.

Servizio Stefania Pontini, architetto
Testi Leonardo Servadio
Foto Sarah A. Bezzecchi

Un universo verticale. Vista da dentro la casa antica sembra scomparire: i suoi muri spessi con le finestre strombate sono dimenticati nella leggerezza aerea del design contemporaneo. E nella cittadina di Urbania, che conserva il sapore medievale e rinascimentale tipico dell’alto Metauro, non lontana da Urbino, ecco aprirsi un’oasi.

L’isola stacca nettamente la zona cucina dal soggiorno
grazie all’inserimento di un’imponente cappa squadrata.

Qualità del progetto

Centralità del progetto: la casa è totalmente reinterpretata entro un edificio esistente; i tre livelli sono disegnati come universi autonomi.
Innovazione: la scala è intesa quale momento funzionale e cifra interpretativa dell’abitare, nonché messaggio di un’estetica contemporanea.
Uso dei materiali: legno, ferro, pietra Serena, cartongesso, resina, grès porcellanato; le differenze sono esaltate dagli interventi di colore.
Nuove tecnologie: l’economia di spazi e la trasparenza delle strutture sono raggiunte grazie alla sapiente calibratura dei materiali.

Biografia

FEDERICO E GIOVANNI FRANCOLINI,
architetti
Dal 2003, anno di fondazione dello Studio, che ha sede a Fano, progettano spazi commerciali, allestimenti
fieristici, architettura e interni. Al loro attivo molteplici ristrutturazioni di case, soprattutto nell’area di Pesaro e Urbino, locali commerciali, aree sportive, stand fieristici a Milano, Madrid, Hong Kong, Parigi….

La produttività della terza dimensione

Il mobile contenitore oblungo, realizzato su disegno, è in legno impiallicciato rovere: ricalca la dimensione orizzontale esaltando l’apertura a compasso della scala in ferro naturale lucidato, anch’essa realizzata su disegno, così come la
cucina (in legno laccato opaco). L’originale cappa, su disegno, è in ferro, pietra Serena e cartongesso. Cucina a isola , “Regula”, Binova; sedie, Porro; lampada a soffitto “O – Space”, Foscarini. Realizzazione opere in ferro, Dubalcain.

Tre piani sovrapposti, tre ambienti divisi e uniti dalla scala: soggiorno/pranzo al livello basso; salotto al primo piano cui si accede anche da una scala esterna; zona notte in alto. Ma è la scala in ferro che si inserisce come segno grafico forte in tutti e tre i livelli: si erge libera, priva di balaustra tranne che per un leggero corrimano tubolare, così da presentarsi agile come una presenza scultorea. La pendenza è volutamente lieve, così che i gradini si distendono
in lunghezza. La scala interpreta la casa e la rende dinamica e trasparente: più delle finestre, che sono recettori passivi di luce, la scala crea un raccordo attivo con spazi diversi e non direttamente visibili; per questo essa è il luogo della libertà che supera le dimensioni date.

La finestra si fa opaca, appena velata dalle tende trasparenti.
Gli arredi animano di fantasia la regolarità del “contenitore”.

Lo spazio libero.
Cappa in ferro, su disegno.
Sul pavimento in grès, fornito da Simoncini ceramiche, si adagia il folto tappeto anni ‘70, Ligne Roset; poltrona, “Butterfly Kiss”, Sawaya & Moroni; divano in pelle, “Flap”, Edra.
La scala è percepita qui, nel piano intermedio, in tutta la sua estensione: dal basso all’alto. Leggero il corrimano.
Il sinuoso divano in pelle rosa campeggia nell’angolo, accanto alla finestra incornicita di giallo. Il tavolino e il quadro, vagamente pop art, rimandano agli anni ‘60 – ‘70.

In Edicola

Gli ambienti ne restano caratterizzati: il resto vi si aggiunge e ne resta influenzato. Così in soggiorno il basso mobile lineare è concepito per evidenziare lo spazio sotto la scala; in salotto il divano, dalla morbida movenza, sembra accarezzarla, mentre il camino non le
sottrae il ruolo da protagonista.

Il letto è dotato di sporti come paraurti che incorniciano il materasso esaltandone il comfort.
Lampada fucsia, “Shakti”, Kundalini.
Il bagno è il regno della misura e il trionfo delle maestranze. Lavabo e sanitari, Flaminia. Realizzazione delle opere in falegnameria, Arcadia 2000.
Si notino le due cabine armadio nel secondo livello.

Per quanto nelle stanze si compia l’atto dello “stare”, è la possibilità di muoversi quel che vi conferisce un motivo di interesse nuovo. Così, se nei due primi livelli la scala invita verso l’alto, al livello superiore ricorda la possibilità di uscita e il vantaggio raggiunto: evidenzia la quota. Forse non a caso la scelta cromatica per il terzo piano è caduta su un ocra intenso, vivido, brillante; quasi una terra trasfigurata, ravvisabile su ogni superficie, dal pavimento alle pareti alla mensola del lavabo. I tagli netti, gli angoli retti, i mobili e le suppellettili di taglio regolare parlano di modernità: così come angoli smussati e curve, nel divano e nel letto accentuati con evidenza, contrappongono il linguaggio della comodità. E la casa è dinamica e pacata, insieme luogo di vita e di ristoro.

 

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