Il Museo diocesano di Caltanissetta

A cura della soprintendenza

Sorto nel 1987, il Museo di Caltanissetta è stato oggi totalmente rinnovato e ampliato grazie all’eccellente collaborazione tra Diocesi e Soprintendenza, che ha consentito anche di usufruire dei fondi europei per finanziare la nuova sistemazione museale dei locali nel palazzo episcopale.

Il Museo Diocesano di Caltanissetta è stato realizzato su progetto della locale Soprintendenza BB.CC.AA. – Sezione per i Beni Storico Artistici ed Iconografici in collaborazione con la Curia Vescovile nissena. Quella di Caltanissetta è una Soprintendenza abbastanza recente. Fino al 1992 anno della sua istituzione, il territorio della provincia dipendeva infatti da quella di Agrigento ed ancora prima da quella di Palermo.

Il gruppo di lavoro costituito da Salvatore Rizzo attuale responsabile del settore per i Beni Storico Artistici della Soprintendenza nissena, Angelo Bruccheri, Filippo Ciancimino e Michele Angelo Nicosia, che ha realizzato il progetto, ha tra i vari compiti di Istituto quelli prioritari della tutela e salvaguardia del patrimonio di interesse storico artistico della provincia ma anche quello della loro valorizzazione e fruizione. Dopo l’istituzione della Soprintendenza, fu iniziata subito una generale ricognizione dei beni esistenti nel territorio e si avviarono le prime iniziative, in particolare si iniziarono a fornire le varie chiese di sistemi di sicurezza (antintrusione, antincendio ecc…) e furono avviati i primi restauri. Tali operazioni misero in luce un patrimonio di opere del tutto sconosciute che dal XVI sec. ai giorni nostri testimoniano la storia e la cultura di questo entroterra siciliano.

A piena pagina: un espositore con argenti, paramenti e una statua della Madonna.
La pianta dell’ala del palazzo episcopale in cui è ospitato il Museo Diocesano

Contemporaneamente, tramite studi, convegni e mostre, si iniziò a lavorare per la valorizzazione e fruizione di tutto il patrimonio (per esempio si tenne una mostra sulle suppellettili sacre in argento, una sui parati liturgici, sui dipinti). Da queste iniziative nacque anche l’idea di ampliare il Museo Diocesano. Questo era stato costituito nel 1987 su iniziativa di mons. Giovanni Speciale che tuttora lo dirige. La collaborazione tra autorità civili ed ecclesiastiche è sempre stata eccellente, grazie alla passione e all’impegno per la promozione dei beni culturali. L’ampliamento recentemente completato del Museo di Caltanissetta, è stato realizzato con fondi della Comunità Europea, reperiti tramite l’Assessorato Beni Culturali ed Ambientali Regione Sicilia in seguito alla presentazione di un progetto esecutivo della sistemazione museale. I locali a piano terra, nell’ala destra del seminario vescovile, erano già stati restaurati, occorreva soltanto eliminare un soppalco realizzato nell’87, per aumentare la superficie espositiva dell’unica sala espositiva. La sistemazione attuale ha aggiunto cinque nuovi ambienti al primo. Oggi nelle sei sale sono collocate opere che vanno dal ‘500 al ‘700, ma è in fase di realizzazione un ulteriore ampliamento nell’altra ala del palazzo, dove si trova anche la biblioteca, con altre quattro nuove sale, disposte simmetricamente rispetto a quelle già allestite. In esse saranno collocate le opere dall’800 ad oggi.

Museo Diocesano di Caltanissetta

Indirizzo: Palazzo vescovile
Progetto espositivo e illuminotecnico: S. Rizzo, A. Brucchieri, M. Chiarenza, F. Ciancimino, M.A. Nicosia, A. Scarpulla
Coordinamento organizzativo: G. Gini, E. D’Amico, S. Rizzo, A. Bruccheri, F. Ciancimino, M.A. Nicosia, C. Vitale
Espositori a colonna: Bernini Spa, Ceriano Laghetto (MI)
Allestimento Museale: Antonio Parisi, Aragona
Manutenzione opere:
V. Musumeci, Catania

Due sale espositive.

Il Vescovo, Mons. Alfredo M. Garsia:
Come un albero vigoroso

Museo diocesano è una qualifica precisa, non tanto sul piano dell’appartenenza quanto sul piano del significato. La diocesi è come un grande albero sbocciato dal piccolo granello del mistero della salvezza, cresciuta nel rigoglio dei tanti rami che sono le diverse opere per il servizio del popolo di Dio. Il museo diocesano è uno di questi rami. Un ramo che non porta le foglie secche che indicano aridità, ma un ramo che, affondando nel passato, ci aiuta a protenderci in avanti verso un avvenire che non rifiuta la storia, ma la contempla per trovare nuove forme di rinnovamento. Ciò che il museo diocesano custodisce non sono i fossili di un tempo finito, ma i segni di un passato che è vivo nella fede del nostro popolo. Quando il 9 marzo 1987 si aprì la prima sala del museo, si rimase tutti meravigliati per un patrimonio così meraviglioso che appariva dopo tanti anni di dimenticanza. Oggi quel patrimonio si è accresciuto, le sale si sono moltiplicate e il museo può essere una scuola per le nuove generazioni, per riscoprire le radici della nostra vera identità. In fase di studio inoltre è un ulteriore ampliamento della superficie espositiva che permetterà di avere una sezione dedicata ai parati liturgici. Il Museo dispone infatti di una ricca raccolta di paramenti, provenienti da chiese della diocesi di Caltanissetta.

Prospetto principale e scorcio di facciata del Seminario dei Chierici, oggi palazzo vescovile, progettato da F. Rizzo a cavallo tra ‘800 e ‘900. Due sale espositive.

Le collezioni delle opere d’arte conservate nel Museo Diocesano appaiono quanto mai eterogenee per qualità e varietà, essendo confluite da diversi luoghi della diocesi, vuoi per la chiusura o la demolizione di edifici religiosi, vuoi per esigenze conservative e di tutela o ancora per lasciti o donazione di privati.Tali opere ritornano temporaneamente alle chiese di appartenenza per le varie celebrazioni. Queste “presenze artistiche” anche se ovviamente non esauriscono, proprio per il carattere di casualità con cui sono state messe insieme, tutti gli aspetti del contesto territoriale cui afferiscono, tuttavia sono sufficienti a dare una conoscenza abbastanza chiara e precisa della reale situazione culturale della provincia nissena. L’ordinamento del museo, che segue una sistemazione cronologica, con l’apertura delle quattro nuove sale, presenterà opere dei maggiori artisti siciliani dal XVI al XX secolo, selezionate dopo un lungo lavoro di catalogazione di tutto il patrimonio esistente. Il museo offre una panoramica delle varie realtà culturali presenti nel territorio nelle quali si colgono echi artistici riconducibili agli ambiti culturali della Sicilia occidentale e orientale. Il percorso espositivo, articolato in sezioni tematiche secondo i criteri della moderna museografia, si apre con una rassegna della pittura locale dal XVI al XVIII secolo. Tra la fine del Cinquecento e il primo Seicento si collocano una Madonna con Bambino, e un Sant’Eligio. Una cospicua campionatura di opere mette in evidenza la capillare diffusione della cultura manieristica nel nisseno nel primo Seicento.

L’accostamento di oggetti diversi fornisce un’idea dell’apparato per il rito.

Allestimenti
Espositori adeguati

Gli espositori a colonna sono di Bernini S.p.A. Bernini S.p.A. di Ceriano Laghetto (MI), oltre ad essere un’azienda leader nel settore della produzione di mobili in serie ed arredamenti su misura, è una delle poche aziende operante nel settore museale a possedere un catalogo di prodotti per l’allestimento espositivo: ciò costituisce un fattore importante in termini di offerta rivolta ad Enti pubblici (Soprintendenze ed Amministrazioni) e privati (Fondazioni ed Aziende) preposti alla conservazione ed esposizione di opere d’arte e prodotti di cultura materiale. Infatti il prodotto realizzato in serie garantisce, in modo sicuramente più credibile del prodotto realizzato su misura, l’avvenuto collaudo di tutte le parti di finitura e della componentistica tecnologica (illuminazione interna a fibre ottiche, deumidificazione del microclima all’interno della teca, meccanismi di apertura e manutenzione) in quanto già testati in laboratorio e migliorati con le diverse occasioni allestitive. Le esperienze progettuali maturate negli anni hanno indotto l’azienda ad istituire un’atelier di museografia, il Museum and Exhibits Design Studio internamente alle proprie strutture produttive. L’atelier nasce in ragione di due fondamentali obiettivi: da una parte, la volontà di offrire assistenza tecnica per lo sviluppo esecutivo di prodotti di nuova ideazione non presenti nel catalogo; in secondo luogo dotare l’azienda di un proprio ufficio tecnico stilisticamente indipendente, autonomo e libero di potersi muovere all’interno del mercato e di essere presente nel mondo degli appalti e dei concorsi, in una parola del contract. L’atelier si avvale inoltre di progettisti esterni che operano come consulenti, che garantiscono, da una parte un’offerta essenzialmente progettuale per l’ideazione degli spazi architettonici, dei percorsi espositivi e delle soluzioni illuminotecniche. E dall’altra operano sul territorio al fine di creare ambiti di cooperazione con altri studi professionali, non strutturati e specializzati in tecniche museografiche.

Condividi

Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza sul nostro sito web.
Puoi scoprire di più su quali cookie stiamo utilizzando o come disattivarli nella pagine(cookie)(technical cookies) (statistics cookies)(profiling cookies)