Il legno come soluzione progettuale

“Se guardiamo un pezzo di legno perfettamente diritto, immerso nell’acqua, ci sembra curvo e spezzato. Non ha importanza che cosa guardi, ma come guardi: la nostra mente si ottenebra nello scrutare la verità” (Seneca)

Testo: arch. Simone Ottonello
Foto: Rodriguez Ferrer

DA DOVE PARTIRE
Progettare la scelta

Spesso mi viene chiesto dai clienti come realizzare le pavimentazioni in esterni. La risposta logicamente non è univoca. La progettazione dovrebbe essere sempre unitaria, dovrebbe quindi rispondere alle stesse necessità e allo stesso spirito creativo. Che ogni manufatto sia inserito adeguatamente nel proprio contesto è solitamente un diktat imprescindibile. Bisogna però chiedersi che cosa si intenda con “progettazione unitaria” e con “inserimento contestuale adeguato”, ma a questo punto risulta complesso elaborare una teoria, specialmente se si tiene conto di quanto le “correnti compositive” del secolo precedente siano intervenute a cambiare i paradigmi nel giudicare quello che è giusto, quello che è bello e quello che è attuale. Dovendo quindi scegliere la pavimentazione da inserire nei nostri spazi all’esterno, ed in particolare se c’è una piscina nelle vicinanze, si deve tenere conto dell’intorno più immediato e adiacente alla superficie calpestabile da progettare, ma anche al contesto più ampio, che riguarda lo stile progettuale dell’abitazione di pertinenza all’area, fino alla regione geografica che, con le relative caratteristiche climatiche e le tradizioni costruttive locali, potrebbe influenzare tutte le scelte in fasepreliminare.

Detto questo, chiunque di noi può decidere in maniera autonoma di seguire il proprio gusto disinteressandosi dei vincoli e, agendo anche per contrasto, ottenere risultati eccellenti.

COME SCEGLIERE
I cinque sensi per la valutazione

Che si tratti di un’area per una grande piscina o di una vasca per idromassaggio, è necessario capire la funzione che avrà la pavimentazione: se dedicata al solarium o alla zona pranzo o magari al gioco per i bambini, se sarà una superficie di transito o di sosta, o ancora se dovrà avere una qualche “rappresentatività” per gli ospiti che la fruiranno o se invece sarà in un luogo intimo e appartato. Bisogna poi considerare l’aspetto estetico che si vuole ottenere e decidere ad esempio se volere una superficie dall’impatto solido e compatto o leggero e trasparente, se ruvida e grossolana o liscia e preziosa. Considerate poi se volete che abbia un aspetto rustico e antico o moderno e tecnologico. Dopo aver sottolineato l’aspetto visivo e quello tattile e materico (che potremmo notare magari passeggiando a piedi nudi), non tralasciamo la risposta sonora, che ad esempio potrebbe dare la ghiaia di fiume o un deck di legno sopraelevato, o ancora la terra battuta e stabilizzata. Per ultimo, delineato il valore estetico valutato attraverso il “gusto” personale possiamo anche analizzare se riteniamo inopportuno l’odore eventualmente provocato dalle foglie decomposte, trattenute dalle rugosità della pietra tagliata a spacco o bocciardata, o se apprezziamo il profumo di una pavimentazione in legno a correre proveniente dai Paesi tropicali asiatici.

IL LEGNO E L’ECOLOGIA
I luoghi che noi frequentiamo

Nelle tradizioni e mitologie di tutti i popoli, in ogni parte del mondo, è sempre stato vivace il culto degli alberi: spesso alle divinità erano consacrate una o più piante, e diverse specie arbustive o arboree erano considerate sacre per particolari proprietà e caratteristiche; anche nelle religioni più diffuse oggigiorno gli alberi occupano un posto di rilievo. La riscoperta di ciò che è naturale sta entrando prepotentemente in tutti i campi dell’agire umano: dalla medicina omeopatica al cibo biologico, dai combustibili agli abiti in fibre naturali. Anche in un contesto domestico si pone sempre più attenzione verso l’uso di materiali che risultino compatibili con la salute dell’uomo e quella del Pianeta, e si cerca di sfruttare tecnologie rispettose dell’ecosistema di cui facciamo parte tutti noi. Del resto, le teorie della Bioarchitettura e del Feng-shui ci danno un valido supporto in tale direzione. La qualità della vita è collegata alla qualità dei luoghi che abitiamo. I materiali e le tecnologie con cui sono costruiti i luoghi di lavoro e le abitazioni influenzano i relativi fruitori.

La maggior parte dei problemi legati alla salute che interessano oggi l’
uomo sono strettamente legati allo stato dell’ambiente in generale e a quello domestico in particolare; per effetto dei materiali e delle tecniche costruttive inadeguati e per il consumo di energie non rinnovabili e altamente inquinanti, le nostre case diventano spesso luogo di malessere.

IL LEGNO COME SOLUZIONE

Il legno è stato uno dei primi materiali utilizzati dall’uomo nella creazione di semplici ripari, prima, e di abitazioni vere e proprie, poi. La moderna tecnologia porta oggi a riproporre tale materiale non come soluzione di ripiego, ma come scelta di qualità. Il legno, da sempre associato alla Natura, oggi viene ripensato e utilizzato per costruire manufatti pienamente contemporanei dove si uniscono la tradizione e l’innovazione. La sensibilizzazione sui problemi ambientali ci deve far considerare le emissioni tossiche o nocive che molti materiali hanno in fase di produzione o durante la posa in opera o durante lo smaltimento finale. Dobbiamo essere accorti e sceglierli attentamente in modo da contenere i consumi energetici. Considerati tali fattori, senza tralasciare le qualità percettive sensoriali, si può approdare facilmente alla selezione del legno che da materiale ritenuto tradizionale sta diventando uno dei protagonisti nell’architettura contemporanea. Il legno, se proveniente da foreste in cui il taglio è controllato e gestito con un’adeguata politica di reimpianto oculato (FSC), può rappresentare una fonte di materie prime rinnovabile dalle caratteristiche fisico-meccaniche eccezionali. Esso può infatti essere “rigenerato” se reimpiantato nell’area del prelievo.

PAVIMENTAZIONI IN LEGNO

Il legno è particolarmente resistente alla flessione e agli urti, è un buon coibente termico e un eccellente isolante acustico, ha una bassa dilatazione termica ed è facilmente lavorabile. È elastico e leggero. Le pavimentazioni intorno alle piscine possono essere realizzate in calcestruzzo, mattoni, pietra, piastrelle, vetro o metallo, ma il legno offre molti vantaggi rispetto ad altri materiali. Ad esempio, la scelta del legno per pavimentazioni esterne permette di evitare complicati e lunghi, oltre che costosi, lavori di sottofondo, a favore di una costruzione semplice e veloce che non richiede manodopera pesante. Il legno dà senso di calore e risulta adattabile a molteplici esigenze; trova facile impiego a bordo piscina, in giardino, sul terrazzo, negli spazi aperti di centri sportivi e relais-benessere, di locali, hotel e grandi uffici, nei parchi o nei giardini pubblici. Se amiamo il parquet all’interno dei nostri ambienti di vita, a maggior ragione all’esterno il legno può rappresentare la soluzione ideale, più sostenibile e meno stridente con il contesto naturale. Particolarmente diffuso nei paesi nordici ricchi di legname e di buoni artigiani, ha scarsa conducibilità termica così da risultare fresco d’estate e caldo d’inverno; è fonoassorbente e smorza i rumori. Le pavimentazioni in legno donano, a qualsiasi tipo di ambiente esterno, caratteristiche di naturalità, funzionalità e ricercatezza associate oggi ad un’impronta di stile minimalista dovuta alle attuali tendenze derivate dal particolare uso e posa. Risulta parecchio resistente alle azioni degli agenti atmosferici e all’acqua clorata; gli effetti del sole provocano un naturale ingrigimento per effetto di una reazione foto-chimica di ossidazione delle doghe che in parte si riesce a prevenire nutrendo il legno con olii specifici. La progettazione degli spazi esterni trova nel legno un alleato unico che permette al progettista di risolvere diverse tipologie di problemi: ad esempio, può essere posato su una qualsiasi situazione preesistente permettendo di evitare opere di sottofondo e si possono superare dislivelli e irregolarità di quote dello stato di fatto. Il mercato offre ampia possibilità di scelta nei colori che vanno da un marrone molto scuro con riflessi rossastri del legno Ipé ai legni molto chiari, quasi bianchi, di certe conifere. Si può scegliere inoltre il grado di finitura superficiale che può essere liscio o con piccoli solchi che riducono la scivolosità in particolari situazioni come a bordo piscina.

LA POSA

Oggi i sistemi di posa più usati sono fondamentalmente quattro. In quello di più recente ideazione si devono posare dei traversi sulla superficie da pavimentare (chiamati magatelli) e su questi si fissano le doghe una ad una con sistemi ad incastro. Le dimensioni delle doghe dip
endono dalla disponibilità delle forniture ma raramente si superano i 400 cm. Il più economico consiste nell’utilizzo di quadrotte che ricordano le piastrelle: le più diffuse hanno dimensioni che vanno dai cm 30 x 30 ai cm 30 x 60 dove le doghe sono tenute assieme da una base in plastica provvista di sistema maschio-femmina che permette il facile incastro e assemblamento a formare superfici continue; solitamente le doghe non sono molto spesse né larghe. Molto diffuso è l’utilizzo di quadrotte di grandi dimensioni (di solito circa cm 80 x 200 a seconda delle disponibilità dei tronchi importati) realizzate prima di arrivare in cantiere: qui saranno solo assemblate ed adattate al progetto riducendo così i tempi per la posa.

In questo caso le dimensioni delle doghe sono considerevoli (cm 10/12 x 200 x h2) e sono avvitate su traversi dello stesso materiale che permette di mantenerle unite ed equidistanti favorendo il drenaggio dell’acqua. Le viti possono essere avvitate dal basso e rimanere nascoste o essere avvitate da sopra e rimanere con la testa a vista (anche in quest’ultimo caso le viti possono essere mascherate affondandole qualche millimetro nel legno e ricoprendole con un tassello della stessa essenza che va a ripristinare la continuità nella superficie della doga). Il sistema più complesso consiste nel posizionare sul fondo dei traversi in legno e sopra andare ad avvitare le doghe una per una direttamente sul luogo della posa, richiedendo una spesa di tempo in cantiere maggiore che con gli altri sistemi. Anche in questo caso le teste delle viti possono rimanere a vista o essere nascoste. Di solito le doghe sono accostate tra loro in modo da lasciare mezzo centimetro di distanza per permettere all’acqua di defluire, tranne per la soluzione, di ispirazione navale, in cui la pavimentazione costituisce una superficie senza soluzione di continuità e quindi, non risultando drenante, comporta ulteriori attenzioni progettuali come la pendenza per la raccolta calcolata dell’acqua.

SPAZIO ALLE NECESSITÀ PROGETTUALI
Il mercato offre soluzioni già pronte e i cataloghi delle aziende che producono pavimentazioni e arredi in legno hanno centinaia di pagine, ma spesso il progettista ha bisogno di sentirsi libero per seguire il proprio spirito creativo. Vi consiglio, in alcuni casi, di pensare di realizzare su misura non solo le pavimentazioni ad hoc ma anche fioriere, panche e sedute in genere, pareti divisorie degli spazi, scale e ogni tipo di arredo: il legno, più di altri materiali, può suggerire la sensazione di unitarietà compositiva.
I più diffusi
I legni per esterno devono essere selezionati con cura: devono rispondere ad alti requisiti di durevolezza naturale, devono essere resistenti all’usura, facili da lavorare e nella messa in opera, e le fibre e i colori devono essere gradevoli; quelli che hanno più elevate caratteristiche prestazionali sono il Teak, il Cumaru e il Carape.

Teak, Tectona grandis.
(Tek, May Sak) Originario dell’Asia, è di colore giallo-marrone, ha fibre molto compatte e venature abbastanza evidenti, ha densità pari a 0.67g/cm3 e restringimento dello 0.34%. È molto usato nell’arredo da esterni, nella carpenteria navale e nella falegnameria di alta gamma.

Cumaru, Dipteryx odorata. (Kumaru, Tonka, Brasilian Teak)  Molto diffuso in America del Sud, ha legno di colore rosso-marrone e venature più scure, molto compatto, ha elevata densità di 1.07g/cm3 e restringimento contenuto dello 0.73%. È usato in tutto ciò che viene a contatto con l’acqua e specialmente per i deck delle barche ma anche nella carpenteria edile.

Carape, Apuleia leocarpa. (Garapa, Grapia) Proveniente dall’America del Sud, è di colore chiaro tendente al giallo non molto omogeneo e le fibre risultano ben distinte; ha densità pari a 0.79 g/cm3 e restringimento volumetrico di 0.52%; viene usato per l’arredo di esterni, nella carpenteria navale e nella falegnameria di lusso.

Il marchio FSC identifica i prodotti contenenti legno proveniente da foreste gestite in maniera corretta e responsabile secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici. La foresta di origine è stata controllata e valutata in maniera indipendente in conformità a questi standard (principi e criteri di buona gestione forestale), stabiliti ed approvati dal Forest Stewardship Council a.c. tramite la partecipazione ed il consenso delle parti interessate.
L’FSC è una ONG internazionale, indipendente e senza scopo di lucro, che include tra i suoi membri gruppi ambientalisti e sociali, comunità indigene, proprietari forestali, industrie che lavorano e commerciano il legno, scienziati e tecnici che operano insieme per migliorare la gestione delle foreste in tutto il mondo.

 

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