Il gusto del colore in CUCINA

Si può dire che il minimalismo sia iniziato in cucina quando, già negli anni ‘50, si guardava all’America e se ne importavano le cucine metalliche funzionali e senza fronzoli.
Allora il tinello era d’ispirazione svedese in legno di teak o di sicomoro, ma la cucina no, la cucina doveva essere americana con la carrozzeria in lamiera verniciata come una Buick.
E le forme erano già quelle minimaliste di oggi ma con qualche smussatura per renderle più morbide. Poi sono arrivati gli anni ‘60, anni della contestazione anche in cucina.La formica impiegata nei contenitori divenne rosso fuoco o verde acido e le sedie (non si sa perché) spesso erano impagliate. Oggi timidamente, ma in modo suggestivo, dal bianco si sta passando ai colori pastello, anche al rosa, e la cucina diventa, anche se minimalista, un po’ più frivola e coquette. In fondo chi cucina non ha solo bisogno di
una “macchina” perfetta.

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