Il giardino

Tratto da:
Case di montagna n.49
Il giardino

Perché decidere di realizzare una seconda casetta nel giardino della propria casa? Perché numerosissime possono essere le utilizzazioni di queste piccole costruzioni realizzate con materiali di prima qualità e rifinite con grande attenzione. C’è chi li utilizza come dépendance per gli ospiti, chi come casetta gioco per i bambini, come box, ripostiglio o porta-attrezzi, i più creativi ne ricavano ambienti per gli hobbies, ma c’è anche chi le sceglie solo perché possono essere molto decorative.

1- La casetta, adibita a ripostiglio, può venire abbinata alla capriata per posto macchina. E’questa una struttura allesti-bile in base alle diverse esigenze funzionali ed estetiche. Pircher
2- Un gazebo esagonale panoramico è la soluzione ideale per trascorrere piacevoli momenti di relax immersi nella natura. Werth-Holz, distribuito in Italia da Alberti
3- Una casetta può diventare uno spazio utile per proteggere dagli agenti atmosferici anche cicli e motocicli. F.lli Aquilani 4- Il rispetto dei sistemi costruttivi artigianali ed uno schema di assembaggio ben spiegato rende il montaggio di una casetta semplice e divertente. Secal
5- Chi ama lo stile inglese può scegliere questi originali piccoli cottages il cui pavimento poggia su due traverse in legno pieno, in modo che la casetta non sia a contatto diretto col suolo. Questo accorgimento tecnico, oltre a favorire l’aera-zione, evita di dover sottopavimentare il luogo prescelto per il loro posizionamento. Gardream

Anche se in montagna il verde non manca è un peccato sacrificarne anche solo una parte per creare strade carrabili o posti macchina. Fortunatamente c’è una soluzione a questo problema facile e veloce, che permette di entrare sul prato con le auto senza danneggiarlo.

Per le sue qualità, Proteggi prato permette di realizzare superfici carrabili, come parcheggi e strade, lasciando il terreno allo stato naturale. Questo articolo, coperto da brevetto internazionale, non ha alcun impatto sull’ambiente. È prodotto con polietene puro riciclato e riciclabile. Le caratteristiche costruttive ne garantiscono inoltre la durata nel tempo e l’assoluta funzionalità. La sua posa in opera è facile, rapida e non necessita di attrezzature particolari. Si adatta a qualsiasi spazio e si può sagomare con utensili standard. Non appena posata la pavimentazione è già idonea a sopportare carichi. Permettendo alla pioggia di filtrare nel terreno in modo naturale, non si formano pozzanghere né fango. Non sono quindi necessarie costose opere per la regimazione delle acque. La struttura a nido d’ape, copiata dalla natura, è ottima per la messa a dimora, la crescita e il taglio del prato. Per la sua struttura, in alternativa al prato, consente di realizzare pavimentazioni a ghiaia stabili nel tempo che non necessitano di manutenzioni. Ritter

UNA SINTETICA GUIDA ALA CORRETTA POTATURA DEGLI ALBERI

E’ davvero necessaria la potatura?
Dipende. Di certo la potatura degli alberi viene praticata più frequentemente di quanto dovrebbe, con esiti spesso disastrosi sotto il profilo estetico (danno per il paesaggio), fisiologico (danno per le piante) ed economico (danno per le nostre tasche).
Di norma, le piante andrebbero potate solo nei seguenti casi:
* per dare una forma corretta alle giovani piante, soprattutto se provenienti da cattivi vivai (potatura di formazione);
* per rimediare ad eventi atmosferici (vento, neve, fulmini) che avessero malamente lesionato parti della chioma, lasciando monconi o rami pericolanti;
* per eliminare rami secchi in quota, potenziale fonte di pericolo per i frequentatori dei giardini (potatura di rimonda);
* per eliminare porzioni infestate da parassiti (potatura fitosanitaria);
* per alleggerire e contenere lo sviluppo di piante di cui si teme che l’apparato radicale sia stato lesionato, o comunque insufficiente a sostenere il peso dell’albero (scavi in prossimità del tronco, verde pensile…);
* per alleggerire e contenere lo sviluppo di piante a fine ciclo, per diminuirne il dispendio energetico collegato alla funzione di sostegno meccanico;
* per mantenere in “forma obbligata” piante che, fin da giovani, sono state impostate in modo particolare (ad esempio le alberate di platano frequenti lungo i nostri laghi).

Purtroppo, la potatura si rende necessaria anche in altri casi, a seguito di errori di progettazione e di gestione. Esaminiamoli con attenzione, perchè si tratta di errori molto comuni e … costosi:
* quando un albero è stato messo al posto sbagliato: troppo spesso, al momento di costruire un giardino, si sottovaluta lo sviluppo delle piante, ritrovandosi dopo qualche anno con piante che danno fastidio (“entrano” in casa, ombreggiano, preoccupano per il loro sviluppo, entrano in altre proprietà, verso strada, ostruiscono con le foglie le grondaie, raggiungono i cavi di linee aeree…);
* quando un albero è stato malamente e drasticamente potato in passato: da un solo intervento errato, purtroppo, deriva la necessità di futuri interventi, altrimenti del tutto evitabili. Infatti, in prossimità del vecchio taglio si creeranno con ogni probabilità zone di legno marcescente, con ridotta consistenza meccanica, ed i rami che si svilupperanno nella zona non potranno essere più lasciati liberi di crescere oltre ad un certo livello, se non a rischio di schianti improvvisi.

Dovendo potare, quando, dove e come?
Contrariamente a quanto comunemente si pensa, gli alberi ornamentali non devono necessariamente essere potati in inverno. Tale consuetudine è motivata semplicemente dal fatto che in tale stagione sia gli agricoltori che i giardinieri hanno poche altre attività da svolgere.
In realtà, le piante possono essere potate senza grossi problemi tutto l’anno, ad eccezione solo di due periodi: alla schiusura delle gemme in primavera, ed in autunno nel periodo di perdita delle foglie. Nel primo caso, infatti, la pianta subirebbe un grave danno
energetico, dissipando molte energie di riserva nell’avviare al germogliamento molte gemme che invece in seguito verranno eliminate. Nel secondo caso, la necessità di non potare è motivata dall’elevata presenza nell’aria, in quel periodo, di spore fungine, che potrebbero con maggiore probabilità infettare le ferite provocate dal taglio.
La potatura invernale si chiama anche “secca”, mentre quella praticata nella stagione vegetativa, in genere in estate, si chiama anche “verde”.

Dove effettuare il taglio
Il punto in cui praticare i tagli ed il loro numero dipendono ovviamente dalla forma della pianta e dalle finalità della potatura.
Di certo, bisogna cercare di non praticare grossi tagli, su rami di elevato diametro (superiore a qualche centimetro). E’ meglio fare 100 tagli da 2 centimetri che 1 taglio da 20 centimetri! Tanto più la sezione di taglio è ampia, infatti, e tanto più difficile sarà per la pianta proteggersi dall’ingresso dei funghi che provocano il marciume del legno (carie).
Bisogna evitare i tagli “a moncherino” (figura 1), lasciando invece un germoglio proporzionato che funga da nuova cima (figura 2). Questa tecnica, molto importante, si chiama “taglio di ritorno”, e serve ad evitare che vicino al punto di taglio si sviluppino disordinatamente molti germogli deboli, detti scopazzi (figura 3), che conferiscono alla pianta un aspetto disordinato e vanno poi diradati con un successivo ed oneroso intervento di potatura di rimonda.
E’ poi molto importante che il taglio rispetti la zona del collare, in cui si trovano naturalmente concentrate le barriere che la pianta oppone all’invasione dei funghi cariogeni. Pertanto, il taglio non dovrà essere mai eseguito a filo tronco, bensì appena oltre il rigonfiamento generalmente ben visibile in corrispondenza dell’inserzione del ramo sul tronco. Non è nemmeno opportuno lasciare moncherini di ramo, che oltre ad essere antiestetici rappresentano solo una fonte di energia per i patogeni che si depositano sulla ferita.

Come effettuare il taglio
Oltre quanto già detto, è bene ricordare che il taglio andrà eseguito sempre con strumenti ben affilati, così da praticare tagli netti, meglio rimarginabili.
Al fine di evitare “scosciature”, che aprono vaste lesioni pericolose per la pianta, il taglio di rami di una certa consistenza va effettuato secondo uno schema preciso. Viene praticata prima una tacca sulla parte inferiore del ramo, un po’ all’esterno; poi viene praticato il taglio dall’alto; infine, viene rifinito il lavoro con un terzo taglio di precisione, appena all’esterno del collare.
Sull’uso dei cosiddetti mastici cicatrizzanti, che vengono applicati spesso sulla superficie di taglio, è bene dire che la loro efficacia è assai discussa. Vi è anzi chi sostiene che possono essere controproducenti. Di certo non basta spennellare un po’ di fungicida per rimediare ad un lavoro svolto senza competenza. E’ molto più importante eseguire la potatura nel modo giusto ed al momento giusto che “disinfettarsi la coscienza”.

Conclusione
La potatura migliore è quella che non si vede! Non pretendete dai vostri giardinieri interventi grossolani che appagano l’occhio: ne paghereste le conseguenze dopo qualche anno.

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