Il fuoco e la neve.


Progetto: arch. Joel L. Sherman
Località: Tahoe, Nevada (Usa)
Testo:
arch. Maria Galati

Nel 1939 l’architetto Frank Lloyd Wright progettava in Pennsylvania la "Casa sulla cascata", considerata uno dei massimi capolavori dell’ architettura.
Una casa per vacanze su un terreno boscoso, lo scopo del progetto era quello di creare un’architettura che si fondesse con l’ambiente circostante, al punto che la stessa natura veniva a fare parte dello stesso.
Oggi nel Nevada, in prossimità del lago Thaoe, l’architetto J. L. Sherman, progetta una casa per vacanze, la Stal Tre Hus.

L’architetto Sherman si è formato all’ Università dell’ Arizona, dove l’autorità di F L Wright è ancora molto forte, e si può dire che il suo progetto sia molto vicino, concettualmente, alla "Casa sulla cascata". Il lotto dove oggi è stata
costruita La Stal Tre Hus aveva una forma molto stretta e il terreno presentava dei dislivelli; il progettista, invece che procedere ad uno sbancamento del terreno, ha cercato di sfruttarne la peculiarità adattando il progetto al sito.
La casa per vacanze si sviluppa su due livelli.
Una platea in cemento ne costituisce la fondazione, e da questa si elevano quattro pilastri angolari, sostegno dell’orditura strutturale; visivamente la struttura risulta molto leggera, costituita da acciaio, vetro, ferro e legno.
Di considerevole importanza è stata la progettazione del tetto, in una zona dagli inverni rigidi e dalle forti nevicate, Sherman ha proposto un tetto piano capace di sopportare il carico della neve, e come lui stesso ha asserito "Alla fine anche la neve funge da isolamento."

La Stal Tre Hus, un progetto dove predomina la linea orizzontale. I quattro pilastri in cemento legano assieme la struttura in acciaio, dando l’ idea di piani sfalsati, grazie anche all’effetto creato dalle ampie pareti vetrate angolari; un tetto piano, anomalo per la zona, capace di portare il carico della neve e allo stesso tempo di isolare maggiormente gli
interni; e il rivestimento esterno in legno tipico dei vecchi chalet di montagna.

Dall’esigenza del luogo, di muoversi con mezzi piuttosto grossi, nasceva la necessità di progettare un garage di adeguate dimensione e accessibile dalla strada, al secondo livello della costruzione.
Sullo stesso piano sono state previste la camera matrimoniale e il bagno.
Lateralmente alla casa è stata collocata la scala, per raggiungere al piano inferiore le camere da letto, i bagni, il soggiorno e la cucina.
Due sono i leitmotive del progetto interno: l’uso del legno, dalla quercia rossa della Tasmania al ciliegio, e le grandi vetrate sul perimetro della casa.
L’intenzione di Sherman, è quella di creare una fusione tra interno e esterno, un progetto che permetta a chi lo vive di percepire la natura esterna, e non solo dal perimetro adiacente le finestre, ma da qualsiasi punto della casa. Locali aperti e ariosi, dove gli ambienti si confondono e gli arredi ne definiscono le zone funzionali.
Al centro della zona giorno è il camino, dalla struttura in acciaio e dal design moderno a catturare l’attenzione degli ospiti; un unico elemento di arredo con una doppia funzione: da un lato, verso i divani, il calore della fiamma che scalda gli animi di chi seduto comodamente si ritempra dallo stress della settimana lavorativa, e dall’altro, sul lato cucina, si trasforma in una consolle dalla struttura in acciaio e grandi mensole in ciliegio.

 

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