Il design per il camino


La forma, la funzione, l’appagamento estetico

Dopo l’epoca dei camini Luigi e quelli Impero, dopo il Liberty e il Déco, dopo il Razionalismo e il Postmoderno, oggi le forme dei camini e dei loro accessori hanno scelto la libertà della fantasia progettuale senza sacrificare la funzionalità

La forma del camino e dei suoi accessori, anche quando il design non era ancora una parola conosciuta, anzi, nemmeno inventata, rispondeva inizialmente a criteri di funzionalità immediata, anche in relazione alla tecnologia,
o meglio alla tecnica, che via via si rendeva disponibile. Solo in un secondo tempo, con le evoluzioni delle arti e degli stili, le forme del fuoco e di tutto quanto gli sta intorno vengono abbellite da ornamenti, codificati dalle norme dominanti: stiamo parlando dei famosi camini che prendono il nome dai re Luigi di Francia, da Luigi XIII a Luigi XVI, e
poi dall’Impero che, con l’avvento di Napoleone, pose il suo dominio, anche culturale, su tutta l’Europa. E solo verso la fine dell’Ottocento, con il movimento Art and Craft di William Morris, che le forme cominciano a liberarsi dai rigidi schemi per riaffermare la validità dell’espressione progettuale senza condizionamenti prestabiliti: le successive evoluzioni
del Liberty e del Déco ne confermano pienamente l’assunto.

Con la nascita del Movimento Moderno, detto anche Razionalismo, si abolisce la decorazione fine a se stessa per affermare lo stretto rapporto tra forma e funzione, in cui la seconda nasce necessariamente dalla prima secondo una correlazione logica diretta.
Oggi, dopo il Postmoderno, tale equazione è stata completamente liberata da questi vincoli stringenti per approdare, ancora una volta, alla libera espressione della fantasia progettuale.
Prendiamo, per esempio, i portalegna: se un tempo bastava un semplice cesto di vimini o un secchio di metallo, oggi le idee si sono sbizzarrite in forme fra loro diversissime ma tutte comunque espressivamente molto efficaci, oltre che perfettamente funzionali.

Così, il modello Crash, perfetto anche per il pellet, assume l’aspetto “quasi logoro” di un sacchetto cilindrico semischiacciato, impreziosito però dal cordone e dai fiocchi, mentre il portalegna Albert, costituito da due lamiere piegate unite da un piano di base, sfrutta la dimensione in altezza per contenere una grande quantità di ciocchi; Flex Wall, dalle linee sinuose e armoniose con un piacevole rapporto di curve, abbina alla funzione di contenere la legna anche quella di portariviste, mentre Wood on Wheels, come dice il suo nome, con
le comode rotelle permette di spostare una notevole quantità di legna con grande facilità, mentre la lamiera forata favorisce il completo essiccamento della legna.

 

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