Il cuore di pietra di una masia restaurata

Tratto da:
Case di campagna n°86
Il cuore di pietra di una masia restaurata
 

servizio di Cristina Garreta foto Emilio Rodríguez Ferrer

Le influenze contadine sono ancora evidenti nelle mura di pietra di questa masia spagnola. Eppure un restauro, in cui si riconosce il tocco estroso di un’artista, ha saputo dare a questa casa del Settecento una nuova anima fatta di colore e di richiami nostalgici.

Quando si decide di abitare, anche se solo per brevi periodi, in una casa che ha secoli di storia alle spalle, ci si pone di fronte al problema di far convivere le strutture e le destinazioni originarie con le esigenze dell’abitare contemporaneo. E’ quello che è successo a un’artista con la passione della ceramica, che ha deciso di ristrutturare un casale del Settecento, chiamato “Mas perdut”, nella campagna intorno a Girona, in Spagna. E’ tipico delle case contadine essere definite da una caratteristica della struttura o dell’ubicazione e, in questo caso, il nome che tradotto suona come “masia perduta”, si riferiva originariamente al labirinto di cammino nel verde che si percorreva, e in parte si percorre tuttora, prima di incontrare l’edificio, tra gli alberi e i campi di frumento. Il rispetto per l’atmosfera suggestiva che le massicce mura di pietra ancora trasmettono è il principio con cui si è deciso di restaurare la masia: non stravolgere, quindi, l’architettura formata da un unico volume, ma mantenere la struttura quasi del tutto intatta. Rispettare l’originale distribuzione degli spazi, pur adattandola alle nuove esigenze è, quindi, sia una scelta di ordine pratico, per sfruttare al massimo l’impianto esistente, sia di tipo evocativo. In questo caso, oltre alla struttura principale, sono state mantenute anche le aperture delle finestre e le porte originarie. Le travature sono volutamente lasciate a vista nel loro colore naturale, così come l’assito e i travetti.

Se un tempo era usanza consueta costruire case interamente in pietra, per la facilità di approvvigionamento, oggi, per l’alto costo di trasporto e di manodopera, questo materiale non viene quasi più adoperato nelle nuove costruzioni come elemento strutturale, ma solo per murature di tamponamento da abbinare al laterizio, o come rivestimento. Ecco un altro valido motivo che induce a conservare la struttura originaria.

L’azzurro è il colore che domina la stanza di questa pagina. La parete è dipinta con una pittura a calce tipica del luogo.

All’interno della casa i muri di pietra sorprendono per l’accostamento con quinte intonacate di azzurro e di rosa. In particolare il colore azzurro, che in spagnolo di dice “el azulete”, ricorre spesso nell’arredo perché è una tinta tipica di questa zona intorno a Girona. La scelta di accostare pareti lisce e dai colori intensi alla grossolanità delle pietre, è dettata dal desiderio di alleggerire il clima rustico che altrimenti rischierebbe di soffocare gli ambienti. Anche lasciare a vista non solo le travature del soffitto, ma anche i travetti e l’assito, significa creare una sorta di ordine geometrico che “scandisce” e dona respiro agli ambienti.

Qui sopra una vista della cucina, mantenuta nel tipico stile delle case di campagna di un tempo, con il tavolo in legno e le sedie recuperate in un mercatino dell’antiquariato. Il tavolo è un modello allungabile, comodo negli spazi dalle dimensioni ridotte e utile all’occorrenza per accogliere parenti e amici. Sullo sfondo, in una nicchia sovrastata da un archetto di pietra dalla forma a sesto ribassato, si scorge la parete rivestita di piastrelle azzurre. Nella pagina accanto due viste della sala da pranzo con, in primo piano, un lampadario in ferro con il paralume in stoffa. La combinazione del colore acceso e della pietra grezza crea un effetto allegro, accentuato anche dalla parete tinteggiata di un romantico rosa.

Anche i materiali utilizzati sono tutti originari o comunque recuperati, dal gres catalano per i pavimenti del piano terreno al legno di pino per le travature del soffitto e per il pavimento delle camere: tutto concorre a creare un ambiente raccolto, una sorta di rifugio accogliente. Anche la scelta dell’arredo è guidata dal desiderio di creare un’atmosfera intima e vagamente nostalgica, basta osservare i letti e i vecchi lavabi in ferro battuto nelle camere. Ma questa non è solo una masia che racconta un storia dal fascino antico, al contrario, la proprietaria l’ha personalizzata e le ha dato nuova vita grazie alla sua attività da artista: oltre a dipingere le pareti, ha dato una sferzata di allegria a ogni ambiente con stoffe dai colori carichi, e ha adornato la casa con vasi in ceramica fatti a mano di tutte le forme e di tutte le dimensioni.
Il legno
Spesso, nelle case di campagna o di montagna, le travi dei soffitti non sono a vista come in questo caso: per riportarle all’antico splendore basta procedere con un’accurata pulizia, intervenendo anche con la sabbiatrice per eliminare trecce di verniciature, e poi trattare con prodotti pregnanti come cere o resine naturali.

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Come nella tipica tradizione contadina, al piano superiore sono posizionate le camere da letto. Qui si è prestata molta attenzione alle tende, con toni di azzurro e di rosa. L’atmosfera romantica è suggerita dai particolari, come i dipinti antichi alle pareti o il lavabo in ceramica e ferro battuto.

Un’idea creativa da sottolineare :la rusticità della pietragrezza è valorizzata da semplici quadretti appesi e da una cornicesenza sfondo.

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