Il crocifisso di Molfetta


L’opera scultorea eseguita in ricordo dei grandi eventi del Vangelo è sempre attuale. I Ferdinando Perathoner Scultori hanno scelto la strada della scultura in legno di soggetti sacri che vanno a servizio della Chiesa e di Dio, perchè con
queste opere non si perde il contatto con chi vuole avvicinarsi alla meditazione dei misteri sacri in modo semplice e sublime, e si dà uno stimolo alla preghiera.
La scultura può essere un elemento visivo della Sacra Scrittura e della Liturgia.
Nella scultura, Dio e i Santi assumono il volto della natura umana, e la scultura si esegue con quella sensibilità vibrante della forma che dà spazio all’immaginazione.
L’impulso umano a creare è analogo a quello divino. Tale creatività si può esprimere in molti modi: anche con armonie di carattere naturale o con elementi figurativi espressi in termini comprensibili e visibili.
Don Michele Amorosini, Direttore di Arte Sacra della Diocesi di Molfetta, Ruvo, Giovinazzo, Terlizzi, a proposito del crocifisso per la Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù a Molfetta, scrive: "Anche in questo crocifisso troviamo un impianto concettuale.

Crocifisso ligneo per la parrocchia del Sacro
Cuore di Gesù a Molfetta (Bari), opera
scultorea realizzata da Bruno Perathoner.

Per informazioni: Ferdinando Perathoner
Scultori tel 0471-796180 Ortisei (Bolzano)

È quello illustrato dal parroco nella relazione affidata all’artista nel commissionare la scultura lignea… Nasce da un’esigenza liturgica. Nella liturgia latina, l’unica immagine richiesta per la liturgia è la croce. Vi sia sopra l’altare, o accanto ad esso, una croce con l’immagine di Cristo Crocifisso, ben visibile allo sguardo del popolo radunato. Conviene che questa croce rimanga vicino all’altare, anche al di fuori delle celebrazioni liturgiche, per ricordare alla mente dei fedeli la salvifica passione del Signore (IGMR n. 308).
E più ampiamente: Fra le immagini sacre tiene il primo posto ‘la figura della preziosa Croce fonte della nostra salvezza’, come quella che è simbolo ricapitolativo di tutto il mistero pasquale (…) Per mezzo della Santa Croce viene rappresentata la passione di Cristo e il suo trionfo sulla morte e (…) viene insegnata la sua seconda venuta"
(Benedizionale n. 1331).
Il Cristo che si erge maestoso sulla grande croce collocata nell’abside sull’altare della chiesa risponde sicuramente a questi principi.
Lo scultore, nel realizzare l’opera con grande abilità, ha tenuto conto di quella tradizione formale iconografica comune a tutti i crocifissi. Ispirandosi alla tradizione bizantina ma riprendendone aspetti più naturalistici, ha rappresentato il Cristo patiens (sofferente).
Ha saputo ben coniugare i canoni iconografici tradizionali con il suo genio artistico dando all’opera quella attualità che
ci permette di coglierne il messaggio teologico, liturgico e spirituale in tutta la sua bellezza ed eloquenza…
Questa è qualcosa di più di una immagine devozionale, che provoca una partecipazione affettiva o che richiama semplicemente l’evento storico del Golgota: è espressiva dell’intero mistero pasquale.”

 

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